13.3.14

Sci libero. Come una volta - Repubblica Viaggi

Il grande bianco di questo lungo inverno caldo ha rimandato i conti dei comprensori sciistici con l'innevamento artificiale. Rimandato ma non cancellato: senza cannoni una stazione non può vivere, nemmeno alle quote più alte, e questi rappresentano il costo più imponente nel bilancio complessivo. E però i metri e metri di neve dei primi mesi dell'anno, pur facendo la felicità degli sciatori mordi e fuggi, hanno permesso di riscoprire una montagna diversa, più antica, senza funi. Le terre alte non più imprigionate dai cavi degli impianti. Utopie? In parte, ma qualcuno ci ha scommesso e ha vinto, è riuscito a vivere prescindendo dallo sci di pista, un inverno - e tanto più una primavera - senza i motori di skilift e seggiovie.

Pian Munè, in valle Po, dominato dalla sagoma triangolare del Monviso, tirava avanti con appena tre impianti che da due anni si sono fermati. La revisione avrebbe avuto costi insostenibili e l'amministrazione non ha voluto saperne. Due ex dipendenti della società, Marta Nicolino e Walter Brossa, hanno ridato un futuro alla stazione: un gatto delle nevi continua a battere la pista, si sale con le pelli di foca o le racchette - i più pigri anche con il gatto - e in alto la Baita Pian Croesio assicura cucina tradizionale e proposte gastronomiche innovative. Nei weekend di sole si arriva a contare un migliaio di presenze: più di quelle che sciavano quando gli impianti erano ancora in funzione.

Un'altra stazione morta, in Piemonte, era L'Aquila di Giaveno. A pochi chilometri da Torino, ha rappresentato la meta di uno sci familiare fino agli anni Ottanta. Poi lo scarso innevamento e i mancati investimenti l'hanno condannata. Ma se i vecchi edifici di partenza e arrivo della seggiovia sono abbandonati, non è stato così per le piste e più su per i pendii nevosi fino ai 2.115 metri di Punta dell'Aquila. Nei fine settimana come nei giorni feriali sono adesso il paradiso di scialpinisti e ciaspolatori, il ristorante alla base funziona come allora e ha affiancato un servizio di noleggio e, quando è freddo a sufficienza, un campo di pattinaggio.

Il turismo dolce della neve non è solo per le stazioni dismesse. I rifugi che fino a pochi anni fa chiudevano i battenti in autunno - lasciando eventualmente, agli scarsi frequentatori
invernali, un bivacco non custodito - oggi grazie a uno sci che fa-da-sé la-
vorano quattro stagioni o quasi. Ancora in Piemonte, il rifugio Jervis in Val Pellice è frequentato la domenica come in estate. I gestori organizzano attività per chiunque, un anello di otto chilometri viene battuto sulla conca del Pra' per i fondisti, sulle cime attorno si arrampica sulle cascate di ghiaccio o si sale con le pelli di foca, i canalini offrono alcuni fra gli itinerari di sci ripido più ambiti delle Alpi occidentali. «E quando è brutto - suggerisce il gestore, la guida alpina Roby Boulard - si scende alla stazione di Prali, poco distante, per una giornata di freeride, e si risale la sera, alla luce delle lampade frontali». Dal Belgio arrivano gruppi organizzati per una settimana bianca del tutto diversa da qualsiasi altra offerta invernale in montagna.

Dall'altra parte d'Italia, il Sudtirolo non da oggi ha scoperto un turismo bianco alternativo. Ma è impressionante il viavai di scialpinisti e ciaspolatori - in questo caso con l'aggiunta degli slittinisti - che salgono in Val di Funes, la patria di Messner, fino alla malga Gampen. Tanto che a Zannes, alla partenza, il parcheggio si paga, 5 euro. E per mangiare gli squisiti piatti altoatesini occorre prenotare. In Trentino la Val di Breguzzo si inoltra nel gruppo dell'Adamello: il rifugio Trivena è un altro porto sicuro per gli appassionati. Buona cucina, l'assistenza delle guide con corsi di freerider e scialpinismo, un sito aggiornato per il meteo e il bollettino delle valanghe e un lungo calendario di serate con musica dal vivo e incontri.

Non ha rifugi il Cornetto di Folgaria, nell'omonima area sci trentina, ma è un altro esempio di pista un tempo servita da un impianto e oggi percorsa come allora: qui lo sport prima di essere discesa è anche il piacere della salita.

Due mete più a sud. Siamo sull'Appennino abruzzese ottimo per chi, da Roma o Napoli, vuole sfruttare le ultime settimane di neve. Nel gruppo del Velino il rifugio Sebastiani, a poca distanza dagli impianti di Campo Felice, è un indirizzo ben noto a chi si annoia sul va-e-vieni delle funi. E ancora il suggestivo rifugio della Rocca, ricavato nel vecchio borgo medievale abbandonato di Rocca Calascio è oggi il punto d'appoggio di numerosi gruppi di scialpinisti che arrivano dal nord Europa, soprattutto tedeschi. Ci ritrovano le atmosfere del film fantasy Ladyhawke, con Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer, girato tra le torri che si stagliano, quando c'è, sulla neve.(12 marzo 2014)



8.3.14

Europa. 15 mete a 15 euro - Pagina 1 | Repubblica Viaggi

           
Primavera, tempo di ripartire. Backpacker di tutta Europa, unitevi alla ricerca delle migliori strutture in cui viaggiare low cost e in completa libertà. In altre parole, e se non volete rivolgervi a servizi online come AirBnB, inizia la caccia agli evergreen della vacanza giovane e a bassissimo costo: gli ostelli. Strutture che ormai da tempo si sono in buona parte allontanate dai traballanti standard di una volta, trasformandosi spesso in vere e proprie alternative di stile ai più costosi hotel. Le temperature iniziano a essere accettabili anche per i freddolosi italiani, le giornate sono più lunghe e dietro l'angolo c'è qualche giorno di vacanza. Il portale specializzato HostelBookers si è dunque mosso per tempo e ha selezionato 15 ostelli in altrettante città europee. Ad accomunarli una caratteristica imprescindibile: costano meno di 15 euro a notte. 

Si parte per esempio con l'Oporto City Hostel, nell'ammaliante centro storico della decadente città del Portogallo settentrionale. Al centro di tutto, dispone sia di dormitori che di camere con bagno privato. Oltre a una cucina comune, cosa non da poco, molto utile per tagliare anche sui pasti. Prezzo: 6,90 euro a persona per notte. Tutt'altre coordinate: a Dublino vi aspetta il Generator Dublin di Smithfield Square, vicinissimo a luoghi essenziali della capitale irlandese come la Old Jameson Distillery, il museo della mitica birra Guinness e il castello. Pochi passi a piedi e anche la notte della vacanza a basso impatto (sul portafoglio) si accenderà con i locali e i pub del divertente e acciottolato quartiere di Temple Bar. Anche in questo caso dormitori e camere private. Prezzo: 8,50 euro a persona per notte.

Si torna nella penisola iberica con il White Nest Hostel dell'incantevole Granada, in Andalusia. È una struttura curata situata in un edificio del XVII secolo nel quartiere di Albayzín, con più di un occhio all'arredamento. Anche questo ostello è vicino a posti d'interesse come l'imperdibile Alhambra, a cui si arriva con una breve camminata. Costa 9,99 euro a persona per notte. Non solo primavera: con l'arrivo della bella stagione qualcuno potrebbe preferire una meta più calda. O almeno iniziare a pensarci. L'Holiday Beach Resort di Santorini, per esempio, è situato sulla strada principale di Perissa, la zona più famosa per la spiaggia nera dell'isola greca. Prezzo: dagli 8 ai 20 euro a seconda della sistemazione.

Imbarcandosi di nuovo per la Vecchia Europa si può scegliere di trascorrere il ponte pasquale a Praga: c'è il Plus Prague Hostel, catena presente anche in altre città europee, arredato in stile moderno e con alcuni comfort non diffusi nelle strutture di questo genere come sauna e piscina. Da 5 euro a persona per notte. Rimanendo in quel quadrante, non sarebbe male una (sostanziosa) deviazione verso Budapest al 7x24 Central Hostel, a cinque minuti da piazza Deák Ferenc tér, quartier generale dei mezzi pubblici e pieno di posti tipici e poco conosciuti come i ruin pub, stupendi locali costruiti fra le rovine di vecchi palazzi e spesso presi in gestione da giovani creativi. C'è la cucina anche qui, costa 8 euro a persona per notte.

La nuova capitale d'Europa, non ce ne voglia Londra, sta diventando Berlino. Il Check in hostel è a pochi minuti a piedi da posti imperdibili come l'ormai solo scenografico Checkpoint Charlie o Friedrichstraße. Un problema? Niente camere private, solo dormitori da quattro oppure otto posti con docce e bagni in comune. Dai 12 ai 18 euro a persona per notte. Altra meta in grande crescita, roba da oltre otto milioni di visitatori l'anno, è la polacca Cracovia: trascorrerci qualche giorno costerà fra i 10 e i 17 euro a persona all'High Life Hostel. Otto minuti a piedi dalla piazza principale e ogni tipologia di camera a disposizione. Tornando in Portogallo, non si può non fare tappa in una delle città più divertenti e rilassate d'Europa, la capitale Lisbona: il Soul è un ostello delizioso, realizzato a tema seguendo alcune peculiarità storiche della città. Ogni camera è insomma una storia a sé. E c'è anche la possibilità di prenotare un appartamento. Prezzo: dagli 11 ai 28 euro a persona per notte. Ancora un cambio di fronte: il Pozitiv Hostel di Zagabria, in Croazia, costa fra i 10 e i 16 euro, mentre, passando per un attimo in Italia, l'ostello Beata Solitudo di Agerola, a una manciata di chilometri da Amalfi, è il top per prendersi una pausa fra i colori del Mediterraneo. Non a caso è il più caro della selezione: dai 15 ai 40 euro.

È vero, non sono in Europa ma HostelBookers ha pensato di infilare nella selezione anche due mete sempre più gettonate dai viaggiatori del Vecchio Continente: la turca Istanbul, di cui è stata scelta la parte extraeuropea, e la marocchina Marrakech. Nel primo caso è stato selezionato l'Hush Hostel nel popolato e cosmopolita distretto di Kadikoy, parte asiatica della città. Costa dai 12 ai 24 euro. Nel secondo, invece, il consiglio è l'Hostel Riad Marrakech Rouge, votato dalla stessa piattaforma fra le tre migliori strutture africane per convenienza nel 2012. Si tratta di una guesthouse tradizionale nel cuore della Medina. Disponibili dormitori e matrimoniali per meno di 9 euro a persona.

Tornando in Europa per l'ultima panoramica, non poteva non entrare nella scelta la meta giovane per antonomasia, Barcellona. Nel capoluogo catalano il suggerimento si chiama Urbany Hostel, una struttura moderna alla pari di un hotel la cui gestione ha scelto di sposare a tutto tondo la filosofia ecologica e low cost. Si trova vicino alla Sagrada Família. La chicca? Internet e colazione gratuite. Così come l'accesso all'adiacente centro sportivo. Dagli 8 ai 30 euro. Si chiude tornando verso Est, al Canape Connection di Sofia, in Bulgaria: quattro tipologie di camere e colazione fatta in casa inclusa nel prezzo, che varia dagli 8 ai 20 euro. Pronto lo zaino? (06 marzo 2014)



7.3.14

Le combinazioni alimentari nel crudismo vegano - Meglio Crudo - Meglio Crudo

Le combinazioni alimentari possono sembrare complicate da ricordare, ma nel crudismo vegano, stile alimentare semplice e naturale per definizione, si riducono a qualche caposaldo da tenere a mente. Queste che cito di seguito sono le linee guida alle quali mi attengo e che mi hanno dato maggiori soddisfazioni in termini di buona digestione, soddisfazione del palato e mantenimento di un buon livello di energia.

7-Combinazioni alimentari

Frutta

Mangia la frutta da sola, prediligendo il pasto monofrutto, oppure abbinando frutta dolce con frutta semiacida, oppure frutta semiacida con frutta acida.

Frutta dolce: banane, fichi, mango, papaya, cachi (loti), datteri, prugne, frutta essiccata…

Frutta semiacida: mele, pere, uva, susine, pesche, nettarine, albicocche, ciliegie, mirtilli…

Frutta acida: arance, mandaranci, mandarini, clementine, ananas, uva asprigna, limoni, fragole, lamponi, ribes, pompelmi, melagrane…

Nota: personalmente non ho sperimentato alcun problema mischiando frutta acida con frutta dolce nei frullati; metto in genere più frutta dolce che acida. Evito, invece, questa associazione mangiando la frutta a pezzi.

Verdure

Quella delle verdure è la categoria che si abbina meglio con gli altri alimenti, specialmente con semi, noci ed avocado. Le verdure a foglia si sposano un po' con tutto, anche nei frullati di frutta per fare i famosi green smoothies. I fruttortaggi si mescolano bene con le foglie ed infatti si usano spesso nelle insalate, così come i germogli.

Nota: non ho notato particolari problemi nel condire le insalate, anche se composte sia da foglie che da fruttortaggi, con frutta come arancia, pompelmo, clementine e mango. Anche il limone è un ottimo condimento per le insalate: ricco di vitamina C, aiuta l'assorbimento del ferro presente nei vegetali.

Grassi

Evita di mischiare i grassi (semi, noci, avocado…) con la frutta dolce, per promuovere un corretto metabolismo degli zuccheri. L'abbinamento pare tollerabile con la frutta acida – ad esempio nel dressing "tahini-orange".

In genere, in una giornata-tipo crudista fully-raw i grassi vengono consumati come condimento dell'insalata serale (salse varie con avocado, tocchetti di avocado e/o di olive, semi di girasole o di zucca sparsi).

Transizione

Se sei in transizione e consumi ancora cereali e/o legumi, li puoi abbinare tranquillamente alle verdure. Se vuoi rimanere entro la quota grassi di uno stile alimentare 80/10/10, è possibile sostituire l'olio che di solito si usa per la cottura con acqua (può sembrare strano, invece si possono ottenere risultati ugualmente gustosi senza rischiare di eccedere con la percentuale giornaliera di grassi!).

Nell'ebook Meglio Crudo puoi trovare maggiori informazioni sul crudismo vegano e sulla transizione, con tutte le motivazioni teoriche che stanno alla base di questo stile di vita semplice, sano e vibrante.



6.3.14

Alimenti che migliorano il funzionamento della tiroide | Ambiente Bio


La tiroide è una ghiandola endocrina alla base di molte funzioni del nostro organismo: ha il compito di regolare il metabolismo e determina il flusso del sangue verso gli organi del corpo.

In base al funzionamento di questa ghiandola, questi processi possono avvenire in maniera più o meno veloce. Infatti, si parla di ipertiroidismo, quando nel sangue circola una quantità eccessiva di ormoni e di ipotiroidismo, invece, quando la quantità è poca.

In genere, è molto più probabile trovare casi di ipotiroidismo che di ipertiroidismo.

Nel funzionamento della tiroide, un ruolo molto importante è assunto dallo iodio. La scarsa presenza di iodio, infatti, porta a una tiroide cosiddetta "stanca" e a un rallentamento del metabolismo.

A livello mondiale, le carenze alimentari di iodio sono una delle più comuni cause alla base dell'ipotiroidismo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di consumare 150 microgrammi di iodio (250 mcg per le donne in gravidanza) al giorno. Per un bambino la quantità scende a 90 microgrammi, per un adolescente a 120, per un uomo adulto a 130 microgrammi.

Pelle secca, umore a terra, ciclo doloroso, stanchezza, caduta dei capelli e chili di troppo sono i sintomi classici di una tiroide che lavora poco. Se il problema è quindi  l'ipotiroidismo, potrebbe essere necessario risvegliare la nostra ghiandola.

A tal proposito, esistono alcuni alimenti che possono assicurarci il fabbisogno giornaliero di iodio e promuovere un buon funzionamento della nostra tiroide.

Va da sé che questi consigli non intendono assolutamente sostituirsi al parere di un medico, necessario, innanzitutto, per comprendere le cause del cattivo funzionamento della nostra ghiandola.

L'ipotiroidismo, infatti, può essere la conseguenza di una carenza di iodio nella nostra dieta, è vero, ma può anche essere il sintomo di disturbi più gravi, come ad esempio la presenza di noduli o tumori sulla tiroide. Proprio per questo, è sempre necessario rivolgersi ad un esperto.

Cibi che favoriscono il funzionamento della tiroide

In generale, per favorire il funzionamento della tiroide, si consiglia il consumo di cibi ricchi di vitamina B e ferro, ma anche di frutta e verdura ricche di antiossidanti, alghe, fagioli, olio di oliva e oli vegetali.

Gli alimenti ricchi di vitamine facenti parte del gruppo B supportano la nostra ghiandola , così come quelli ricchi di ferro.

Tra le verdure più consigliate, troviamo le barbabietole e il prezzemolo. Sì anche a patate, lenticchie, fagioli neri e kefir.

Anche i cereali integrali sembrano stimolare la tiroide: via libera quindi a riso integrale, miglio, avena.

Se l'ipotiroidismo è causato da un'alimentazione scarsa in iodio, è bene sapere che i cibi che ne contengono di più sono: spinaci, riso integrale, funghi freschi, bietole, carote e mele.

In generale, anche i cibi vegetali ricchi di selenio riequilibrano la tiroide. Tra di essi troviamo grano, crusca, orzo, noci brasiliane, semi di girasole e semi di senape.

All'inizio abbiamo detto che per avere una tiroide sana è necessario consumare frutta e verdura, come i mirtilli, pomodori, ciliegie, zucchine e peperoni freschi.

Esistono però alcuni cibi, come broccoli, cavolfiori, cavoli, rape, ravanelli, soia e cavolini di Bruxelles, che possono avere anche un effetto opposto, perché contengono alcuni elementi che potrebbero ostacolare il funzionamento della ghiandola tiroidea: aumentando notevolmente il fabbisogno di iodio, ne perturbano il metabolismo. Tali cibi andrebbero pertanto consumati con moderazione, ma solo in caso di ipotiroidismo da carenza iodica.

Questo vale soprattutto se questi alimenti vengono consumati crudi. Se, invece, vengono cotti, preferibilmente a vapore, l'effetto avverso diminuisce o addirittura scompare.

Come al solito, la scelta più saggia è il consumo di alimenti biologici, che non contengono steroidi e ormoni in grado di ridurre la produzione naturale di ormoni tiroidei.

Tra i cibi che stimolano il funzionamento della tiroide, viene inserita anche la noce di cocco.

Cibi da evitare

Naturalmente, la dieta da seguire in caso di problemi alla tiroide varia da persona a persona. In linea generale, comunque, tra i cibi da evitare troviamo i latticini, che possono rallentare il metabolismo e che possono essere ottenuti da latte di animali nutriti con soia (il cui consumo in questo caso deve essere limitato) o su cui sono stati adoperati ormoni.

Evitate inoltre le bevande stimolanti come il caffè e la coca cola, il fumo e le bevande alcooliche perché anche loro influiscono negativamente sulla funzione tiroidea.

Rimedi naturali

Ecco adesso due rimedi naturali, suggeriti per stimolare l'attività della tiroide.

Alga bruna

Conosciuta anche come Fucus vesiculosus, l'alga bruna è ricca di iodio ed è una delle numerose alghe che possono aiutare l'equilibrio della tiroide. Viene somministrata in gocce, sotto forma di tintura madre, in un dosaggio tipico che va da 1/8 a 1/2 cucchiaino di tintura tre volte al giorno. Le dosi possono dipendere dal caso specifico.

Commiphora

La Commiphora Mukul è una pianta tropicale spinosa, molto utilizzata in India e nella medicina ayurvedica. Si utilizza in concomitanza con trattamenti fitoterapici a base di Fucus. Ha un effetto antinfiammatorio sulle articolazioni e sui vasi sanguigni.

La Commiphora myrrha, invece, è uno dei costituenti principali per la produzione di mirra. Questa resina degli alberi stimola la tiroide, anche se i ricercatori non hanno ancora capito in che modo. Il dosaggio tipico va da 1/8 a 1/4 di cucchiaino di tintura tre volte al giorno.

Ricordate: se pensate di avere problemi di tiroide, consultate sempre uno specialista.

Fonte

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(Foto: BruceBlaus)




21.2.14

Cani e persone "sentono" le emozioni nello stesso modo - Repubblica.it

Chi ha un animale lo sa, solo che adesso c'è anche il timbro della scienza: il cervello del cane è sensibile come quello umano ai segnali delle emozioni e degli stimoli sociali dall'esterno. È questo il risultato di una ricerca del Mta-Elte Comparative ethology research Group in Ungheria, pubblicata su 'Current Biology'. Siamo davanti al primo il primo passo verso la comprensione di come sia possibile che gli 'amici a 4 zampe' possano essere così straordinariamente bravi ad entrare in sintonia con i sentimenti dei loro proprietari. "I cani e gli esseri umani condividono un ambiente sociale simile - spiega Attila Andics, autore della ricerca - e i nostri risultati suggeriscono che entrambi usano gli stessi meccanismi cerebrali per elaborare le informazioni sociali. Questo può in parte spiegare il successo della comunicazione vocale tra le due specie".

Secondo la ricerca, le aree vocali delle due specie si sono evolute almeno 100 milioni di anni fa, l'età dell'ultimo antenato comune tra gli umani e i cani. I risultati potrebbero aiutare a spiegare perché i meccanismi comportamentali e neurali delle due specie siano così vicini "in una sorta di efficace alleanza che si è fortificata per decine di migliaia di anni", precisa lo studio.

Gli scienziati hanno sottoposto 11 cani e un gruppo di persone a risonanza magnetica, catturando l'attività del cervello mentre i due gruppi ascoltavano quasi 200 suoni emessi da cani e persone, dal pianto di un bambino all'abbaiare giocoso di un cucciolo. Ebbene, le immagini della risonanza mostrano che nelle due specie le aree interessate sono situate in spazi simili. I ricercatori hanno anche osservato sorprendenti analogie nel modo in cui il cervello del cane e quello delle persone elabora suoni carichi di emotività. In entrambe le specie è responsabile di questo processo una zona vicino alla corteccia uditiva primaria, che si 'accende' quando il soggetto sente voci o latrati più o meno felici.



15.2.14

Vegan Bodybuilding: Healthy meal construction kit - By Anastasia

Heaving healthy, delicious, nutrient-rich, quick meals on a daily basis to support the individual athletic activity sounds like a dream, right? Well, anything possible. The key points for achieving this are knowledge and good planning. However, as Goethe already realized: 'Knowing is not enough, we must apply. Willing is not enough, we must do.'
In this blog post I will provide some essential tools on how to apply the knowledge in a very simple way and how to do fast preparation of great meals once a week so that you can to enjoy them every day. 'Time demanding' and 'too complicated' cannot be used as excuses anymore not to eat healthy.

Why should I cook once a week and what should I use?
Cooking once a week is a great method to ensure that you get all the nutrients you need throughout the week without thinking about it daily. Also, if you prepare your meals in advance there are fewer temptations to grab something unhealthy on the go.
Before starting cooking some planning is necessary. You should decide what are the most important nutrients for you as an individual and for fueling your goals. In my case these are complex carbohydrates, protein, antioxidants, vitamin B12, iodine and omega-3-fatty acids. Also, I consider a number of spices as important additives, because they have beneficial effects for the body helping me to recover and enhance the immune function.
After spending some thoughts on your individual needs food preparation can begin. Following nutritional considerations, you can use the general weekly meal plan to guide you through the process of meal preparation.

Daily meal plan
I have three main meals every day with several snacks in between. Each of my main meals contains a protein and a raw plant source. I adjust the carbohydrate and fat content of each meal according to my activity at that time of the day.
Around my workouts I add a complex carbohydrate sources to my main meals for more energy during my workouts and afterwards to refuel glycogen stores. For snacking I choose simple sugar sources, such as fresh or dried fruit.
When I am less active during the day, I add more fat to my main meals. Fat is the main energy source for our body when we are in the rest state. Great snack options when less active are veggies with hummus, nuts, seeds or chia pudding.
 
Beneficial additions to single meals
I always add some fresh fruits or veggies as a side to each meal. A combination of raw and cooked food fuels me the best. My favorite raw additives to breakfast are all kinds of berries. They possess exceptional benefits for the general health and recovery accelerating effect for athletes. For other meals I use dark leafy greens. They are very nutrient dense and have an alkalizing effect for the body, which in turn facilitated recovery after intense training sessions. Also raw celery, being a tasty source of electrolytes, is a great addition.

My general meal plan for the day:



Breakfast
Breakfast being the first meal of the day should provide as many essential nutrients as possible. My breakfast usually contains a moderate amount of low glycemic index carbs not to raise my blood sugar level too much and to prevent a sugar crush when I have to focus on my work. All of my breakfast recipes contain basically the same main ingredients. This makes grocery shopping very easy. However I use different preparation methods not to get bored.


My basic key ingredients
  • Pea protein powder or a cup of beans (cannellini, black beans or chickpeas).  Both are good protein sources, however, they can be replaced by oatmeal for those who do not desire a high protein content in their diet.
  • A source of omega 3 fatty acids, e.g. flax seeds, chia seeds, hemp seeds or walnuts

These key ingredients combined with non-dairy milk give a nice 'porridge like' mixture. When beans are used processing is required.

By adding starchy veggies or fruits to the basics, you can utilize the mixture for a cake, e.g. carrot, pumpkin or apple cake. Basic ingredients combined with cacao powder and black beans gives a great chocolate brownie after baking.

On weekends, I use the mixture for pancakes. Just the addition of some flour, such as buckwheat, oat or chickpea flour, is required. 

However, the basic mixture recipes provide just a 'raw construct'. In combination with other ingredients a wide variety of breakfast dishes can be created, along with a dramatic change in flavor.

Here are my favorite ingredients that serve this purpose:

  • Cacao powder (mixed with non-dairy milk to give chocolate cream), carob powder, vanilla powder and/or cinnamon.
  • Sweetener(s) of choice, such as stevia, erythritol, fruits or small amounts of agave nectar or maple syrup
  •  Freshly sprouted buckwheat or quinoa, berries, nuts & seeds

Some breakfast ideas

Black bean brownie topped with berries and chocolate cream. Brownie (5 servings): 1 can black beans, 1/4 cup flax seeds, 5 scoops pea protein powder, 30 g cacao powder, cinnamon, sweetener of choice (optional). Process and bake for 30-45 min. Chocolate cream: Cacao powder, almond milk, stevia and vanilla powder.
Carrot cake topped with nuts & seeds and chia pudding. Cake (5 servings): 1 can chickpeas, 1/4 cup flax seeds, 5 scoops pea protein powder, 700 g carrots (processed in a food processor with a s-blade), cinnamon. Process and bake for 30-45 min. Chia pudding: Soak 10g of chia seeds in non-dairy milk (50-100ml) overnight to obtain a pudding like consistency. Optional: Addition of 2 tsp. nut butter or nuts and seeds depending on the individual taste. 
Pancakes see previous blog post
Breakfast mix topped with dark berries, pumpkin seeds and quinoa. Mix: 1 scoop pea protein powder or a cup of cannellini beans or chickpeas (processed), 1 tbsp. of flax or chia seeds or flax oil, non-dairy milk (to desired consistency), stevia, vanilla and cinnamon. Topping: Cooked or sprouted quinoa, fresh or frozen berries, nuts or seeds.


Main meals

How to choose the right ingredient?
What to use as a main ingredient for a dish depends on the individual taste and personal goals. Tofu, tempeh and veggies can be used for great stir-fry dishes or stews. Legumes and veggies are optimal for curry, dahl or chilli recipes. For more variety, legume based dishes can be transformed into amazing tasting loafs after baking. Legumes are one of my favorite types of food, as they are associated with a longer lifespan, regulate blood sugar level and are a great source of protein. My favorite bean type is Cannellini, a type of white beans. They are fast to cook and contain more iron than most other beans. Also, their protein to carbohydrate ratio is relatively high. White beans can be modified to various dishes as they are not dominant in taste and can adopt various flavors when combined with different spices.

How to enhance flavor?
When batch cooking once a week it is very important to create a great tasting dish you are looking forward to enjoy every day. Spices are perfect implements to provide a fantastic flavor and support our health with their beneficial properties. For example, garlic acts as a natural antibiotic, cooked turmeric prevents DNA damage and raw turmeric inflammation. Combination with black pepper boosts the bioavailability of turmeric. The table below provides an overview of my favorite ingredients to create a healthy and flavor-rich dish.


Preparation procedure

First, heat small amount of oil in a pan. Add the at least one ingredient form each of the first three categories following rainbow colors (yellow, orange, red). For cooking, coconut oil (1 tbsp.) is my oil of choice because of its high transition temperature to trans fats and its nice flavor. The addition of fresh garlic, onion and/or ginger is optional. They significantly enhance the taste, however, peeling and dicing can take some time. Good quality garlic powder is a great alternative to fresh garlic.

After sautéing spices and basics raw ingredients, add the main ingredient(s), such as pre-cooked or canned legumes, tempeh, tofu and/or veggies, followed by the desired liquid ingredient(s). For a curry, dahl, chilli or stew vegetable broth is ideal. For tofu or tempeh based dishes, I prefer soy sauce or liquid aminos and a small amount of toasted sesame oil to give a specific Asian flavor. After cooking for 10-25 min ingredients from the remaining categories can be added up to individual taste.

Another way to obtain more diversity is pre-cooking a big batch of legumes once a week and add different sauces to it every day. Sauces and dressing can be prepared by combining the same ingredients used for the previously described dishes. For sauces a combination of various liquid ingredients (except veggie broth) works very well. Freshly squeezed juices in particular provide a unique flavor. To obtain an ideal consistency for a salad dressings more liquid and less creamy ingredients have to be used compared with the ratios used in sauce preparation. As not all listed ingredients are combined at the same time, extraordinary sauce variety can be created every single day. The table below provides an overview over the described preparation methods.


Preparation methods overview:


Not only can you produce wonderfully diverse sauces for pre-cooked legumes but you can also combine with raw or cooked vegetables to create completely new recipes. In addition, modifications like processing change the texture and can lead to further changes in flavor. The recipes below show just a few examples how the same type of pre-cooked beans can give completely different dishes that taste amazing. The preparation of each of these dishes does not take longer than 10 min using pre-cooked or canned beans.

Same main ingredient – completely different dishes

Colorful Artichoke Pine Nut Salad: A colorful, nutrient-rich, Mediterranean salad crates a sunny mood on gray and cold winter days.
Plant Power Burrito: A low carb, nutrient-rich variant of traditional Mexican food. Tastes fresh, crunch and spicy.
Crunchy Sushi with Creamy Sesame Dip: A crunchy version of sprouts sushi full of nutrition, freshness and lightness. Traditional Asian ingredients used for the dip give a great, spicy, Asian flavor.  
'Rawesome' Hemp Mushroom Lasagna: Quick and tasty lasagna version. Using zucchini instead of lasagna noodles not only avoids empty calories and allergenic ingredients but also creates a nutrient rich dish full of goodness.

The recipes for theses dishes can be found on my facebook page https://www.facebook.com/anastasiaveganwarrior

Final notes
The first step for a successful meal preparation is grocery shopping.  The careful selection of ingredients is essential for the preparation of a quick meal. When I do not want to spend much time in the kitchen, I buy pre-cut, frozen vegetables or vegetable types that do not require chopping and cooking, such as dark leafy greens and cherry tomatoes.

Don't be afraid to try new things. Experiment in the kitchen and discover new spices and flavors. Find out what you like. Soon you will be able to create amazing dishes in a short time.

For more recipes, inspirations and questions check out my facebook page:
 https://www.facebook.com/anastasiaveganwarrior

About Anastasia

Anastasia is a powerlifter who has a BSc in Chemistry, MSc in Chemistry/Life Sciences and is currently PhD candidate in Biochemistry at the University of Cambridge.  She also has a love of healthy eating & the fitness lifestyle, so is often in the kitchen whipping up wonderful treats that actually aid you in your fitness goals.




13.2.14

Fusione nucleare, primo storico risultato in California - Repubblica.it

Fusione nucleare, primo storico risultato in California

NEW YORK - Un passo avanti molto importante nella ricerca sull'energia nucleare è stato fatto lo scorso autunno al Livermore National Laboratory in California, laboratorio di ricerca del dipartimento dell'energia degli Stati Uniti. Per la prima volta gli scienziati sono riusciti a ottenere più energia da una fusione atomica rispetto a quella bruciata per innescarla, creando una sorta di piccola stella artificiale. Lo rivela un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Nature.

La fusione è il processo che alimenta il Sole e le altre stelle e comporta plasmare i nuclei degli atomi per rilasciare energia al posto di scinderli, come nel caso della fissione, principio alla base della bomba atomica. Il sogno di produrre energia pulita grazie al primo processo viene rincorso dagli scienziati da anni e oggi sembra un po' più vicino. I ricercatori hanno sparato 192 raggi laser su una minuscola sfera, generando una reazione di fusione che ha scatenato un'enorme quantità di energia per una piccola frazione di secondo. Anche se in versione ridotta, hanno creato in questo modo condizioni simili a quello che accade di continuo alle stelle. "Per la prima volta in assoluto abbiamo ottenuto più energia dalla combustione rispetto a quanto è stato impiegato per la combustione" da quando si usa questa tecnica, ha detto Omar Hurricane, principale autore dello studio.

Anche se secondo il team di scienziati, tra cui c'è anche l'italiano Riccardo Tommasini, il risultato è ancora "modesto" è tuttavia superiore alle stime e più vicino rispetto a "qualunque altro risultato ottenuto prima" per la realizzazione di energia da fusione, ha concluso Hurricane. La resa dell'esperimento è stata infatti 10 volte maggiore di quanto era stato ottenuto in precedenza.

La ricerca è però ancora lontana dal raggiungimento di quella fase che viene chiamata tecnicamente "accensione", dove si genera più energia di quanta se ne consumi nel contesto generale dell'esperimento: cosa che accadrebbe solo con reazioni a catena autosufficienti, senza le quali l'energia prodotta dalla fusione non sarebbe conveniente. L'esperimento segna però un decisivo passo avanti, dopo anni di risultati modesti, sulla strada per una fonte di energia a basso costo e potenzialmente illimitata da usare sulla Terra.



Binge Eating Disorder

Il Binge Eating Disorder (in italiano sindrome da alimentazione incontrollata) è un disturbo del comportamento alimentare che solo di recente è stato descritto in modo chiaro ed esaustivo.
Cos'è il Binge Eating Disorder – Si tratta di una patologia che spinge il soggetto a compiere grandi abbuffate, in modo veloce e vorace, finché non è completamente sazio. Perché si possa parlare di Binge Eating Disorder occorre che coesistano un certo numero di comportamenti:
  • le abbuffate devono avvenire almeno due volte alla settimana;
  • devono verificarsi per un periodo di almeno sei mesi;
  • in genere sono indipendenti dallo stimolo della fame;
  • quasi sempre avvengono in solitudine;
  • il soggetto non trova gratificazione, ma prova un senso di colpa;
  • non esistono meccanismi di compensazione (come nella bulimia: vomito, lassativi, esagerato esercizio fisico).
A causa dell'ultimo punto il soggetto è in netto sovrappeso. Infatti il Binge Eating Disorder sembra colpire il 2-3% della popolazione, ma il 30% degli obesi. In genere non colpisce adolescenti, ma soggetti fra i 30 e i 40 anni.
Le cause – Ci sono solo ipotesi. La più gettonata è che il Binge Eating Disorder sia legato a uno stato depressivo del soggetto anche se non è chiaro se sia la depressione a innescare il Binge Eating Disorder o il contrario. Di certo un umore negativo (rabbia, frustrazione, noia ecc.) facilita la patologia. Capire le cause è molto importante perché a seconda della causa si può scegliere il terapeuta adatto. Dal punto di vista psicologico il soggetto affetto da Binge Eating Disorder avrebbe una scarsa autostima di sé e l'abbuffata non sarebbe che il modo per riempire il proprio vuoto interiore.
Sicuramente sono cause plausibili, ma non del tutto provate. A mio avviso le cause del Binge Eating Disorder possono essere meglio capite se si esaminano gli attuali risultati nella cura della malattia. Infatti, come è spiegato più avanti, una delle strade più promettenti è quella dell'impiego degli inibitori della ricaptazione della serotonina; storditi dagli effetti metabolici del cibo (frutto dell'azione di insulina e glucagone), ci si è ultimamente dimenticati degli aspetti psichici. L'assunzione di cibi appetibili (in particolare carboidrati: classico l'esempio della Nutella) favorisce la produzione di serotonina: il cibo diventa cioè un antidepressivo naturale. Logico pensare che in alcuni soggetti possa scattare un meccanismo di compensazione: la serotonina prodotta dà benessere e ciò ci spinge ad assumere altro cibo, finché il meccanismo si blocca e il soggetto, realizzando la sua situazione, ricade nel senso di colpa.
La NES (Night-eating syndrome) – La mia tesi  può essere ulteriormente avvalorata dalla sindrome dei mangiatori notturni, studiata per la prima volta nel 1955 da Albert Stunkard: alcuni soggetti presentano le stesse caratteristiche del Binge Eating Disorder, ma le loro abbuffate avvengono solo di notte. Dopo circa 40 anni di studi, Stunkard è giunto alla conclusione (1999) che in tali soggetti esiste un'inversione del ritmo ormonale giorno-notte (melatonina che influisce sul sonno e leptina che influisce sull'appetito). Chi soffre di NES non sarebbe altro che un soggetto affetto da Binge Eating Disorder con ritmo giorno-notte invertito. Anche per chi soffre di NES si sono ottenuti risultati con le stesse cure impiegate nel Binge Eating Disorder.
I casi "mascherati" – In realtà probabilmente il Binge Eating Disorder non è altro che una condizione permanente di una situazione che può riguardare tutti. L'eccessiva gratificazione del cibo (a causa dei processi ormonali antidepressivi che si innescano) per contrastare una situazione potenzialmente depressiva è sicuramente non patologica e comune a molte persone. Addirittura alcuni soggetti non riescono a evitare il sovrappeso solo perché incorrono periodicamente nel fenomeno dell'abbuffata antidepressiva. Ovvio che se hanno una coscienza salutista riescono a limitare le occorrenze e assumono un comportamento non patologico.
Le cure farmacologiche – Le cure sono di due tipi, psicologiche e farmacologiche. Queste ultime si basano su antidepressivi (i serotoninergici, cioè gli inibitori della ricaptazione della serotonina come il citalopram o la paroxetina). Funzionano bene, ma hanno il difetto che dopo pochi mesi i risultati si attenuano.
Le cure psicologiche – Diventano pertanto indispensabili le cure psicologiche, basate sul controllo dell'assunzione di cibo con una variazione delle abitudini alimentari fino ad arrivare a una vera e propria coscienza alimentare. Raggiunto quest'ultimo stadio il soggetto è in grado di limitare le abbuffate, diventando un caso "mascherato". Ovviamente, se nel frattempo la personalità o il vissuto evolvono positivamente, verranno anche rimosse tutte le cause all'origine della depressione, rendendo inutile il meccanismo di compenso che è alla base del Binge Eating Disorder.



2.2.14

Raw Deal - Can a Guy Build Muscle on a Vegan Diet?

Thirty years ago, Matthew Kenney was an aspiring teenage bodybuilder. Now, he's one of the most accomplished raw food chefs in the country, having opened Matthew Kenney OKC in 2009, a raw vegan restaurant in Oklahoma City that Forbes magazine called one of "America's Best Restaurants" the following year.

You would think, then, that Kenney, himself a vegan, abandoned his bodybuilding roots around the same time he stopped eating meat. You'd be wrong. Kenney hits the weights just as hard now at age 48 as he did 10 years ago, before he started eating raw, and he has several bodybuilder friends who also eat raw exclusively.

"The raw food diet as we speak about it refers to a plant-based diet of raw fruits, vegetables, nuts, seeds and sprouted greens that are not heated above 105–110°," says Kenney, author of the cookbooks Everyday Raw and Raw Food Real World.

"The enzymes and nutrients are still alive, so the foods are very healing because they're more digestible." Among the tangible benefits of eating raw, according to Kenney are that it can reverse such ailments as diabetes, arthritis, and joint pain as well as provide ample energy throughout the day. Kenney also considers a raw diet to be extremely physique-friendly, in terms of both adding size and losing body fat.

"You can actually train more intensely on a plant-based diet than when following a standard diet because your recovery time is faster, you have fewer injuries, and you have more energy," he says. "You may not be able to bulk up to 265 pounds, but developing lean muscle mass is fully attainable."

Raw Fuel

Among the many raw-food proponents is Mark Martell, a New York-based pharmacist, trainer, and bodybuilder who currently weighs 212 pounds at 7%–8% body fat, down from 24% body fat three years ago. In that time, Martell's daily protein consumption has never  125 grams—"all of which has consisted of plant-based fruits, vegetables, nuts, seeds, and superfoods," he says. Below is a shopping list of foods Martell recommends for any bodybuilder or athlete.

Fruits: Dates, Blueberries, Bananas, Grapes, Cantaloupe, Orange, Watermeolon, Grapefruit, Mango, Limes, Apple, Lemon

Nuts: Raw Almonds

Leafy Greens: Romaine, Kale, Spinach

Super Foods: Chia seeds, Goji Berries, Moringa Leaf, Ashwagandlha, Dulse, Flaxseeds

Vegetables: Squash, Cucumbers, Beets, Avocado

And Also: Cilantro, parsley, Himalayan salt, tomatoes, carrots, maca root powder, spirulina, chlorella, quinoa, buckwheat, and amaranth.

Plant-based Bulk

Matthew Kenney's book Everyday Raw (Gibbs Smith, 2008) features this appropriately named mass-building smoothie:

"The Muscle" Smoothie

  • 5 fresh pears (cut in quarters and cored)
  • 1 tsp cinnamon
  • 2 tbsp hemp protein
  • 2 tbsp mesquite pod meal
  • 2 cups almond milk
  • 2 tbsp agave
  • 1 tsp vanilla
  • 1 pinch sea salt

Blend all ingredients on high for 30–40 seconds. Enjoy!




30.1.14

Leucine triggers muscle growth - Nutrition Express Articles

How much do you need of this branched chain amino acid to get results?

Researchers have known about leucine for decades, but exciting new research has shed a new and broader light on this important health-promoting amino acid. Much of protein's benefits may be attributable to leucine due to its ability to stimulate protein synthesis, help turn on the body's switch to build muscle and spare muscle when dieting.

Leucine is an essential BCAA

Leucine is an essential amino acid, which simply means our bodies cannot produce it and we must get it from dietary sources. Leucine is the most abundant of the three branched chain amino acids (BCAAs) in muscles (the other two are isoleucine and valine). BCAAs make up a high proportion of the amino acids in muscle. They are unique because they are the only amino acids burned by muscles as fuel; thus, both blood and muscle levels of BCAAs decrease after exercise.

In the past, researchers viewed amino acids simply as substances needed to make muscle and other body proteins—sort of like the bricks needed to build a house. In the case of leucine, recent investigations have shown this amino acid has multiple roles that go well beyond simply providing material to build muscle.

Leucine stimulates protein synthesis to build muscle Figure 1.

Whether you're interested in building muscle or preventing muscle loss that normally occurs during dieting and aging, stimulating protein synthesis is absolutely key. Most people know that consuming protein induces an increase in muscle protein synthesis, which is why protein supplements are popular to consume after exercise. Now researchers are refining their knowledge on why protein stimulates anabolism (building up) in muscle. Scientists have shown it is the level of amino acids in the blood that directly boosts protein synthesis in muscles. In particular, the amino acid leucine is most highly related to protein synthesis (Figure 1).

In a series of elaborate experiments, researchers directly examined muscle protein synthesis after feeding animals various formulations of amino acids and compared them to glucose ingestion. When a complete protein (one that contains all the amino acids) was consumed, protein synthesis increased. When just essential amino acids were consumed without non-essential amino acids, the same increase was noted indicating non-essential amino acids are not required to stimulate protein synthesis. When only BCAAs were consumed, there was again the same increase in protein synthesis. Finally when just leucine was consumed, protein synthesis still increased to the same magnitude. These findings provided strong evidence that leucine was the driving force behind the ability of dietary protein to stimulate protein synthesis.

Leucine activates mTOR – to switch on muscle building

A series of cellular studies has now clearly shown that leucine directly activates a critical compound in muscle called the mTOR (mammalian target of rapamycin). It turns out mTOR is like a molecular switch that turns on the machinery that manufactures muscle proteins and leucine is one of the major activators of mTOR. So leucine not only provides the building blocks for protein synthesis, it also plays a critical role in up-regulating the process. Even when an overabundance of amino acids are available to provide the building materials for new muscle, adding extra leucine augments protein synthesis rates further. The bottom line is that adding additional leucine to your diet is an effective strategy to maximize muscle anabolism after resistance exercise.

Leucine helps you lose weight and spare muscle when dieting

A large number of studies have shown that high protein diets help spare muscle loss during dieting and weight loss. Researchers at the University of Illinois conducted studies that examined weight loss diets containing 10 grams of leucine per day and 125 grams total of protein per day with a minimum of 2.5 grams of leucine at each meal. In two separate studies, the groups consuming high leucine diets had greater weight loss, greater fat loss and better preservation of lean body mass. In these studies, the high leucine diets also resulted in better glucose control.

In another study, scientists from Columbia University studied rats that were fed high-fat diets. When given leucine supplements, their fat weight decreased by 25%. The leucine also promoted better blood sugar control and reduced total and LDL "bad" cholesterol. Leucine increased their resting metabolism by boosting levels of UCP3 (uncoupling protein 3), which causes the body to lose energy as heat rather than storing it as body fat.

How much you need

The ideal amount of leucine to take is a matter of debate. When single doses have been studied, intake of as little as 2.5 grams of leucine stimulated protein synthesis. In long-term studies, leucine intakes equivalent to 8 or more grams per day are recommended in divided doses so that at least 2.5 grams of leucine are consumed at each meal.

The best food sources of leucine include any proteins from animals that naturally contain all the essential amino acids. The protein source with the highest leucine content is whey, which contains about 10% leucine or 10 grams per 100 grams of protein. If you drink a whey protein shake that has about 25 grams of protein, you would get about 2.5 grams of naturally occurring leucine. Other protein supplements like casein and soy contain less leucine, about 8%.

Leucine can also be taken as a single amino acid or as a BCAA combination formula. Since most BCAAs formulas contain about 40-50% leucine, a dose of 5-6 grams provides about 2.5 grams of leucine. A cautionary note—supplementing with just leucine alone will not result in optimal effects if the your diet is low in protein. This is because other BCAAs (isoleucine and valine) will be preferentially oxidized and lead to a BCAA imbalance that compromises anabolism. Therefore, if total protein intake is low, supplement with all three BCAAs.

A growing body of evidence indicates that increasing leucine intake can have multiple benefits. It provides an important building block for muscle protein, activates key events in the complex process of protein synthesis, augments weight loss, improves body composition, and corrects metabolic disturbances such as elevated glucose and cholesterol levels.




1,25(OH)2-vitamin D3 enhances the stimulat... [Mol Nutr Food Res. 2013] - PubMed - NCBI

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23929734

Leucine supplementation and intensive training. [Sports Med. 1999] - PubMed - NCBI

Leucine, isoleucine and valine, the branched-chain amino acids (BCAA), make up about one-third of muscle protein. Of these, leucine has been the most thoroughly investigated because its oxidation rate is higher than that of isoleucine or valine. Leucine also stimulates protein synthesis in muscle and is closely associated with the release of gluconeogenic precursors, such as alanine, from muscle. Significant decreases in plasma or serum levels of leucine occur following aerobic (11 to 33%), anaerobic lactic (5 to 8%) and strength exercise (30%) sessions. In skeletal muscle, there is a decrease in leucine level and a reduction in glycogen stores during exhaustive aerobic exercise. Basal fasting serum leucine levels decrease by 20% during 5 weeks of speed and strength training in power-trained athletes on a daily protein intake of 1.26 g/kg bodyweight. The leucine content of protein is assumed to vary between 5 and 10%. There are suggestions that the current recommended dietary intake of leucine be increased from 14 mg/kg bodyweight/day to a minimum of 45 mg/kg bodyweight/day for sedentary individuals, and more for those participating in intensive training in order to optimise rates of whole body protein synthesis. Consumption of BCAA (30 to 35% leucine) before or during endurance exercise may prevent or decrease the net rate of protein degradation, may improve both mental and physical performance and may have a sparing effect on muscle glycogen degradation and depletion of muscle glycogen stores. However, leucine supplementation (200 mg/kg bodyweight) 50 minutes before anaerobic running exercise had no effect on performance. During 5 weeks of strength and speed training, leucine supplementation of 50 mg/kg bodyweight/day, supplementary to a daily protein intake of 1.26 g/kg bodyweight/day, appeared to prevent the decrease in the serum leucine levels in power-trained athletes. According to 1 study, dietary supplementation of the leucine metabolite beta-hydroxy-beta-methylbutyrate (HMB) 3 g/day to humans undertaking intensive resistance training exercise resulted in an increased deposition of fat-free mass and an accompanying increase in strength. Muscle proteolysis was also decreased with HMB, accompanied by lower plasma levels of enzymes indicating muscle damage and an average 50% decrease in plasma essential amino acid levels. Furthermore, BCAA supplementation (76% leucine) in combination with moderate energy restriction has been shown to induce significant and preferential losses of visceral adipose tissue and to allow maintenance of a high level of performance. Caution must be paid when interpreting the limited number of studies in this area since, in many studies, leucine has been supplemented as part of a mixture of BCAA. Consequently, further research into the effects of leucine supplementation alone is needed.




Se i risparmiatori acquistano un’azienda bio |Comune-info

http://comune-info.net/2013/02/se-i-risparmiatori-acquistano-unazienda-bio/
Ritorno alla terra, vendita diretta, investimento etico e ambientale: sono questi i cardini dei Gruppi acquisto terreni (Gat). A ideare questo progetto innovativo, che si basa sul modello partecipativo dei gruppi d'acquisto solidale ma non nasce dai Gas, sono stati due professionisti mantovani: l'avvocato Rosanna Montecchi ed il commercialista Gianluca Marocci, ai quali si è poi aggiunto l'esperto di agricoltura biologica e permacultura Emanuele Carissimi.

«La nostra esperienza – spiega Rosanna – si fonda su un modello originale sotto l'aspetto finanziario, organizzativo e gestionale. Si parte con l'individuazione del terreno e degli agricoltori, poi si mette a punto un business-plan e si cercano i finanziatori, si prosegue con la costituzione della società e l'acquisto dei terreni e infine si avvia la produzione e la vendita diretta».

Intanto sono già due i Gat attivi. Il primo è partito nel 2009 a Quistello (foto), nella bassa mantovana, dove settantacinque soci con un investimento di un milione e mezzo di euro, hanno acquistato un terreno di ventiquattro ettari nelle golene della foce del Secchia. Dal 2010 una coppia lo coltiva a cereali antichi, ortaggi e legumi, con metodo biologico. Ortaggi e farine si vendono direttamente in azienda, nei mercati contadini, attraverso i Gas. La partenza è stata però in salita per due eventi straordinari: nel 2009 la piena del Secchia che ha danneggiato gli argini, nel 2012 il terremoto che ha provocato gravi danni alle strutture, dichiarate inagibili, interrompendo l'attività agrituristica e rallentando quella agricola.

Il secondo è sorto invece a Scansano, in Maremma, dove ottanta soci, con una raccolta di un milione e 200mila euro, hanno acquistato un terreno di sessanta ettari. A coltivarlo con l'agricoltura biologica sono arrivate da luglio 2011 tre giovani coppie. Qui si coltivano olivi e ortaggi e in prospettiva si avvierà un allevamento di Cinta senese.

Altri due Gat stanno poi per partire in Emilia-Romagna, mentre sono diversi i progetti in fase di valutazione. «Si tratta di un modello replicabile nelle varie aree del Paese – conclude Rosanna – che punta alla creazione di una vera e propria rete, facendo tesoro dell'esperienza acquisita lungo il percorso».

Bio bank

Questo articolo è stato pubblicato all'interno di «Tutto bio 2013» (Egaf edizioni) curato da Achille Mingozzi e Rosa Maria Bertino. I censimenti diretti di migliaia di operatori sono alla base del Rapporto Bio Bank: dalla raccolta sistematica di queste informazioni è nata una vera e propria banca dati del biologico. Un'opera iniziata nel 1993, aggiornata anno dopo anno, che segue l'evoluzione del settore, registra i cambiamenti in atto, elabora statistiche e andamenti, alimenta l'annuario Tutto Bio e il portale biobank.it.

Nel corso del 2012 sono stati rilevati oltre 10.300 operatori, tutti pubblicati sull'annuario del biologico Tutto Bio 2013. Di questi, più di 8.300 fanno parte delle otto tipologie monitorate nel Rapporto: aziende con vendita diretta, gruppi d'acquisto, e-commerce, ristoranti, agriturismi, mense scolastiche, mercatini e negozi. Una realtà in continuo movimento e in crescita che, a fronte di 200 operatori che escono, ne ha registrati 900 in entrata.

Il rapporto ha registrato tra il 2008 e il 2012 un aumento dei Gruppi d'acquisto solidale (+86%, dai 479 del 2008 agli 891 del 2012), dell'E-commerce (+60% · da 81 a 130), dei ristoranti bio (+51%, da 199 a 301), delle mense scolastiche (+51%, da 791 a 1.196) ma anche delle aziende con vendita diretta (+44%, da 1.943 a 2.795), degli agriturismi (+31%, da 1.178 a 1.541), dei negozi (+14%, da 1.114 a 1.270) e dei mercati (+13%, da 208 a 234).

Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, restano alla guida della classifica per numero assoluto di operatori. Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta e Marche si confermano invece alla guida della classifica per numero di operatori in relazione alla popolazione residente, ma non più allineate con lo stesso punteggio. Il rapporto segnala anche le aziende che producono, distribuiscono o importano cosmetici naturali e biologici e detergenti (bioecologici certificati secondo il censimento Bio Bank 2012) e oltre 584 fattorie didattiche.

Per informazioni sui Gat

Via Corridoni 38, 46100 Mantova

tel. 0376 221280, progettogat@gmail.com, www.gruppoacquistoterreni.it

Gat attivi

Gat Quistello

Argine Secchia Sud, soc. agricola srl, Via Argine Secchia Sud 15, 46026 Quistello (MN), www.gatquistello.it

Costituzione: 2009. Soci: 75. Investimento: 1,5 milioni di euro. Ettari: 24

Gat Scansano

Le Piane soc. agricola srl, Loc. Podere Le Piane 158, 58054 Scansano (GR), www.gatscansano.it

Costituzione: 2011. Soci: 80. Investimento: 1,2 milioni di euro. Ettari: 60.

Gat Argenta

Argenta (FE), www.gatargenta.it

Costituzione: in corso. Ettari: 26

Leggi anche:

Gruppi di acquisto di terreni

Dai Gas ai Gat: nuove forme di consumo critico per l'agricoltura biologica




Broccoli sprouts: an exceptionally ... [Proc Natl Acad Sci U S A. 1997] - PubMed - NCBI

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9294217

28.1.14

Tumori: un test del sangue svela il cancro al polmone due anni prima - Repubblica.it

MILANO - Con un prelievo di sangue è possibile scoprire un tumore al polmone fino a 2 anni prima rispetto all'esame suggerito oggi per la diagnosi precoce della malattia. Lo dimostra uno studio condotto all'Istituto nazionale tumori (Int) di Milano, pubblicato sul 'Journal of Clinical Oncology'. Il test è basato sull'analisi del microRna circolante, e secondo la ricerca permette di ridurre in modo significativo la percentuale di falsi positivi ottenuti con la Tac spirale. Gensignia, società privata londinese attiva nello sviluppo di test diagnostici molecolari, intende lanciare il nuovo prodotto negli Usa nel 2014.

I risultati dello studio sono stati presentati nei giorni scorsi a San Diego alla conferenza dell'Associazione americana per la ricerca sul cancro (Aacr) e dell'Associazione internazionale per lo studio del tumore al polmone (Ialsc), da Gabriella Sozzi, direttore dell'Unità di Genetica tumorale dell'Int. Alla ricerca, finanziata dall'Airc con i fondi del 5xmille e dall'azienda produttrice del test, hanno collaborato l'unità di Chirurgia toracica e di Radiologia dell'Int, l'unità di Radiologia dell'università di Parma e il gruppo di Carlo La Vecchia dell'Irccs Mario Negri di Milano.

Campioni di sangue raccolti su 939 forti fumatori, arruolati nello studio randomizzato 'Multicentric italian lung detection' (Mild), sono stati utilizzati per determinare l'utilità predittiva, diagnostica e prognostica del test molecolare dei microRna circolanti nel sangue. I fumatori analizzati non presentavano la malattia (870 persone), oppure avevano già un tumore al polmone (69). Il test dei microRna - riferiscono dall'Int - ha dimostrato una sensibilità dell'87% nell'identificare il cancro. Considerando tutti i fumatori analizzati, il test dei microRna ha riportato un valore predittivo negativo del 99% per l'identificazione della malattia e del 99,86% per la predizione delle morti per cancro polmonare, sottolineando l'elevata specificità del test nella corretta identificazione degli individui che non erano malati di cancro. L'alta specificità del test dei microRna ha ridotto dell'80% il numero dei falsi positivi individuati dalla Tac spirale che aveva identificato noduli sospetti in forti fumatori non malati di cancro polmonare.



7.1.14

Cibi disintossicanti

CIBI DISINTOSSICANTI

In questo periodo dell'anno è fondamentale dare all'organismo la possibilità di depurarsi a fondo per eliminare le tossine e i chili accumulati nel lungo inverno. Così proprio come la natura si risveglia regalandoci fioriture abbondanti, il nostro corpo chiede nuove energie alle quali fare spazio eliminando prima di tutto le scorie. Un lavoro di pulizia che si può fare anche a tavola scegliendo gli alimenti giusti. Abbiamo chiesto a Simona Vignali, direttrice della Scuola Integrata Moderna di Ayurveda, quali sono i cibi che, per il loro contenuto, agiscono come veri e propri "spazzini" disintossicando l'organismo da tossine, inquinanti e metalli pesanti

 

LIMONE

Stimola il rilascio di enzimi ed aiuta a convertire le tossine in una forma solubile in acqua che può quindi essere eliminata più facilmente dall'organismo. Una delle bevande più disintossicanti da bere al mattino appena svegli è proprio il succo di limone diluito in acqua e con l'aggiunta di semi di lino

 

GERMOGLI DI BROCCOLI

I broccoli appartengono alla famiglia delle Crucifere, note per contenere importanti principi attivi con effetti particolarmente benefici sull'organismo. I broccoli in forma di germoglio contengono più sostanze benefiche dell'ortaggio adulto. In particolare, contengono da 20 a 50 volte più sulforafano, il principio che attiva importanti enzimi detossificanti e antiossidanti. Si possono mangiare crudi in insalata oppure cotti a vapore per pochi minuti, per non danneggiare i principi attivi e garantire la migliore concentrazione e bio-disponibilità. Il consumo di tre/cinque porzioni la settimana garantisce l'attivazione dell'effetto detossinante

 

CARCIOFI

Depurano fegato e cistifellea (sono coleretici, ovvero aumentano la secrezione di bile da parte delle cellule epatiche, e colagoghi, cioè favoriscono il flusso della bile dalla cistifellea, dove si accumula, all'intestino)ed inoltre sono diuretico;aumentano la produzione di bile e purificano il fegato. Hanno anche un lieve effetto diuretico facilitando lo smaltimento delle tossine

 

TE' VERDE

Composto esclusivamente da foglie di Camellia sinensis (o Thea sinensis) che durante la lavorazione non debbono subire alcuna ossidazione, il tè verde è ricco di antiossidanti tra cui le catechine che stimolano la funzionalità del fegato
 

CORIANDOLO

Alcuni cucchiai di pesto di coriandolo o integratori di coriandolo in compresse sono un buon rimedio per pulire l'organismo dall'effetto negativo dei metalli pesanti come il mercurio, l'arsenico e il piombo, che si depositano nei tessuti e negli organi interni a causa della contaminazione ambientale e di una dieta errata. Inoltre, favorisce un corretto metabolismo dei carboidrati. Il coriandolo si può consumare aggiungendolo a succhi e frullati ma anche come condimento nell'insalata, fagioli, salse fresche e altri piatti

 

BARBABIETOLE

Sono una grande fonte di vitamine B3, B6 e C, più beta-carotene, magnesio, calcio, zinco e ferro. Tutti elementi necessari per favorire l'eliminazione delle tossine dall'organismo. Aiutano fegato e cistifellea ad eliminare le tossine

 

MELE

Sono ricche di sostanze nutritive preziose. In particolare, le mele sono uno dei frutti più ricchi di pectina, una fibra solubile che svolge un'azione disintossicante soprattutto a livello intestinale, aiuta a tenere sotto il controllo il colesterolo e favorisce lo sviluppo di una flora batterica simbiotica benefica. E' anche diuretica

 

VERDURE A FOGLIA VERDE

Insalata, spinaci, sedano, cicoria e tutte le verdure a foglia verde sono ricche di clorofilla e disintossicano dai metalli pesanti, dagli inquinanti e in generale dalle tossine. Anche il dente di leone, conosciuto come tarassaco, è una pianta di campo primaverile molto preziosa. Le sue componenti, dal sapore tipicamente amaro, favoriscono la pulizia del tratto gastrointestinale e stimolano la funzione del fegato. Si può consumare crudo in insalata o cotto come la cicoria

 

AGLIO

È un potente anti-virale, anti-settico e antibiotico. Proprio per questo aiuta a ridurre le tossine endogene (ovvero quelle generate dal nostro organismo stesso). La sua funzione detossinante è dovuta anche al suo contenuto di solfurici. Inoltre, il principio attivo dell'aglio (la curcumina) aiuta a disintossicare il sangue dalle tossine 

 

ALGHE DI MARE

Le alghe marine sono ricche di sali minerali e sostanze antiossidanti che aiutano ad alcalinizzare e rinforzare il tratto digestivo. Contengono algina, una sostanza gelatinosa che ha la facoltà  di assorbire le tossine del tratto intestinale e veicolarle verso l'esterno. Le più conosciute e utilizzate sono: wakame, arame, hiziki da consumare cotte nelle zuppe o nelle pietanze; kombu da aggiungere alla cottura di legumi e verdure per limitare la formazione di gas; nori per il sushi, arrotolato intorno a polpettine di riso; dulse sbriciolate sull'insalata o sul risotto

4.1.14

Daily Garnish » Blog Archive » How to Make Your Own Protein Powder Mix.

http://www.dailygarnish.com/2010/07/how-to-make-your-own-protein-powder-mix.html

Ristoranti Vegetariani - Il Sole 24 ORE

Gusto & salute: il ristorante veg è stellato - Il Sole 24 ORE

plantendurancecoaching.com

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Master the Pistol – Single Leg Squat Variations | Boulter Training

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Lee Dixson, Creative DIrector, IVHM - Toxins-and-Obesity.pdf

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Total Abs Workout | Fitness Video Series

Total Abs Workout | Fitness Video Series

cioco torta crudista con banane (di Alessandra V.G.)

ingredienti base : 75 gr noci di macadamia al naturale, 85 gr di noce di cocco grattuggiata, 3 datteri denocciolati tritati ( o 2 cucchiai e mezzo di crema di datteri che ottieni frullando 500 gr di datteri con 360 ml di acqua e tra l altro si conserva per un sacco di tempo) , 1/4 di cuccchiaino di sale e mezzo cucchiaino di essenza di vaniglia senza alcool.

ingredienti per la crema : 300 gr di anacardi al naturale, 230 gr (2 banane medie) di banane ridotte in purè col mixer, 250 ml di acqua, 125 ml di succo di agave, 35 gr di carruba in polvere e 30 gr di cacao in polvere, 1/4 di cucchiaino di cannella macinata, 1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia senza alcool, 60 ml di olio di noce di cocco fuso (o burro vergine di cocco), 2 cucchiai di lecitina di soia

decorare con banane a rondelli e fave di cacao crude a scaglie

Per la base frullare prima le noci di macadamia e poi aggiungiere tutti gli altri ingrdienti, frullare, preparare la base nella tortiera

per la crema frullareprima gli anacardi, poi aggiungere tutti gli ingredienti tranne l olio di cocco e la lecitina che li aggiungete dopo che avete frullato tutto e continuando a frullare. poi versate sulla base e mettiete in frigo almeno 4 ore .

1.1.14

criscaso on the web (macchine da scrivere etc.)

Manuale Olivetti Lettera 32

Oltre i DOMS ~ RawTraining.eu

Oltre i DOMS ~ RawTraining.eu

DOMS (Delayed Onset of Muscle Soreness) | Bodybuilding HIT

DOMS (Delayed Onset of Muscle Soreness, cioè comparsa di dolori muscolari ritardati) è il segnale locale che il muscolo sta recuperando un ritardo di sintesi proteica. Dopo un allenamento culturistico che porti i livelli di creatinfosfochinasi (CPK ) fino a 5-700 ui, tipicamente si osserva un calo della sintesi proteica che non torna ai valori basali per 45'-120', in corrispondenza del normalizzarsi dei livelli di cortisolo; dopodiché la sintesi proteica accelera fino a raggiungere un picco circa 24 ore dopo l'avvenimento, per poi calare ai valori basali dopo circa 36-48 h, una volta che il danno muscolare è ormai compensato. Questo andamento temporale è confermato dai livelli sanguigni di CPK , che è un indicatore di danno muscolare. Ma cosa succede con un danno muscolare maggiore? A circa 12h dall'evento traumatico (allenamento) il sistema autocrino delle cellule muscolari danneggiate realizza che l'incremento di sintesi proteica è in ritardo rispetto al danno causato e quindi provvede ad accelerare la sintesi proteica attraverso la secrezione di Prostaglandin Growth Factor 2 (PGF-2) prostaglandine infiammatorie che accelerano localmente la sintesi proteica e causano i classici dolori muscolari ritardati (Delayed Onset of Muscle Soreness). Questa situazione raggiunge l'apice dopo circa 24-48h e si può mantenere per 96 ore o anche più prima di esaurirsi del tutto. La principale differenza che vediamo tra un allenamento con DOMS e uno senza, sta nel momento in cui la compensazione si completa. Dopo un periodo di tempo variabile la miostatina interverrà a rallentare la sintesi proteica a livelli insufficienti al mantenimento del trofismo muscolare (decompensazione). Il momento in cui la miostatina interverrà a rovinare il lavoro innescato dalle PGF-2 è determinato del quadro metabolico generale:
  • + calorie,
  • + insulina,
  • + ormoni androgeno/anabolizzanti,
  • + ormoni anabolizzanti peptici (soprattutto IGF-1 ed MGF),
  • - cortisolo

sono tutti fattori che ritardano l'azione della miostatina e quindi prolungano l'azione delle PGF-2.

Viceversa la miostatina, accelera il suo intervento (rovinando l'azione delle PGF-2 e relativi DOMS) in una situazione di calorie basse e, particolarmente in modo direttamente proporzionale ai livelli di cortisolo. Le calorie basse inoltre deprimono l'insulina che è di per sé un agente direttamente anti-miostatinico, oltre che promuovere la produzione del SHBG che agisce invece come pro-miostatinico indiretto in quanto diminuisce la biodisponiblità degli ormoni anabolizzanti steroidei, naturali o non. Anche gli estrogeni incrementano i livelli di SHBG, oltre ad avere un effetto direttamente pro-miostatinico.

Più in generale si può dire che in condizioni NATURAL ed IPOCALORICHE bisogna evitare di causare DOMS prolungate, peggio se accompagnate da allenamenti che alzano eccessivamente i livelli di cortisolo. Ovviamente anche l'età contribuisce peggiorare tutto.
Credo che si possa concludere dicendo che il danno muscolare e il conseguente stimolo miotrofico sussistono anche senza DOMS ma in misura minore; in un allenamento senza DOMS il problema principale è assicurare che la supercompensazione si mantenga fino allenamento successivo. Nel caso invece di un allenamento caratterizzato da forti DOMS il problema è consentire che questi si possano tradurre in effettiva crescita.

Pietro Sassi




Allenamento cardiovascolare e lipolisi | Bodybuilding HIT

Il nostro organismo consuma sempre glucosio (non sempre i grassi) e il momento in cui la percentuale di grassi consumati è più alta è il SONNO. Appena mettiamo i piedi giù dal letto il consumo di glucosio si alza. Durante le nostre normali attività, se in condizioni glicemiche normali, consumiamo circa il 50% di glucosio e altrettanto di grassi.

Durante l'attività aerobica steady state (60% pls/min max, sforzo aerobico alattacido) il consumo di glucosio si porta al 65%; durante la cosi detta "cardio" (70% pls/min max, sforzo aerobico-anaerobico misto, leggermente lattacido) la percentuale di glucosio consumata sale all'85%, per arrivare al 95% nello sforzo anaerobico lattacido con il 90% di pls/min max. (bodybuilding in fase attiva di sollevamento). Se dovessimo basarci semplicemente sulle percentuali di consumo dovremmo starcene tutti a letto a dormire. E non si capisce perché i muscoli non dovrebbero correre rischi sotto il 70% delle pls/min max: i muscoli sono sempre a rischio quando si consuma glucosio e, in effetti, noi consumiamo continuamente una certa quantità di muscoli tutto il giorno. Questa quantità aumenta non solo quando si alza il consumo del glucosio, anzi si alza in funzione del consumo di glucosio solo se questo aumentato consumo è determinato a sua volta dall'aumento di attività, cioè se è concomitante ad un elevazione del cortisolo che induce neoglucogenesi, sia a partire dal glicogeno che dagli aminoacidi; se invece l'aumentato consumo di glucosio dipende da un aumentata disponibilità glucidica, questo fattore limita il consumo di proteine. Viceversa anche un'attività moderata con bassa disponibilità glucidica non aumenta il consumo di grassi, ma ancora porta ad aumentare il consumo di glucosio per neoglucogenesi indotta del rialzo di cortisolo, che interviene, normalmente, al minimo abbassamento della glicemia sotto la normalità.

Quindi per favore scordiamoci l'aerobica a digiuno e ancor più quella dopo l'allenamento, in quanto il segnale genico verso l'ipertrofia indotta dai pesi viene eliso se non annullato, da quello successivo (e quindi più forte) dell'attività aerobica che dice esattamente al corpo: "le fibre muscolari tipo II a,b,c sono solo un peso inerte e le loro proteine sono una buona fonte di glucosio". Meglio farla nei giorni di non allenamento o al mattino, ben distante dalla seduta con i pesi. Ma l'attività aerobica è comunque una cattiva idea per bruciare il grasso. Anzi si potrebbe dire che l'attività in genere è un cattivo modo di bruciare il grasso, dato che più aumenta l'intensità del lavoro e più aumenta il consumo di glucosio , nelle percentuali di cui sopra.

Il punto è che l'attività diventa un efficiente stimolatore della lipolisi solo quanto viene messa in grado di accelerare il metabolismo.
Il valore dell'attività (aerobica) come brucia-grassi è solo quindi indiretto: deve servire a bruciare grassi quando non la si fa, non mentre si corre o altro, ma quando si riposa. Da questo punto di vista è da notare che l'attività anaerobica lattacida locale (cioè i pesi dell'allenamento culturistico) ha un forte potenziale di aumento del ritmo metabolico dovuta sia ai meccanismi (aerobici) di ricostruzione muscolare, sia all'innalzamento intervallato del battito cardiaco; questo è vero purchè non ci si diletti con lunghe pause socializzatrici, appena si riprende la capacità di parlare, generalizzo, è sintomo che è ora di riprende i pesi in mano.

Il sistema di allenamento più efficiente per stimolare il ritmo metabolico (cioè con il maggior effetto per unità di tempo) è quello che i mezzo fondisti chiamano "interval training veloce", cioè alternanza di prestazioni submassimali (90% pls/min max) alternate a prestazioni in steady state (60%pls/min max). La metodica più efficiente di applicazione dell'interval training al fine dell'incremento del ritmo metabolico, cioè la metodica che porti ad effetti poco logaritmici e quindi abbastanza proporzionali al lavoro svolto, è costituita da una seduta di 15' ogni 48h. Oltre questo limite il ritmo metabolico aumenterà vistosamente in modo meno proporzionale.

Non è il caso di affrontare sforzi aggiuntivi per due ordini di motivi:

  1. è un'attività altamente consumatrice di glucosio e quindi di proteine muscolari (senza il compenso dello stimolo anabolico come nel caso dell'allenamento culturistico)
  2. l'innalzamento dei livelli ematici di cortisolo sono in buona misura tempo dipendenti, con un impennata dopo i primi 45'.

PER QUANTO RIGUARDA L'INTEGRAZIONE NATURALE, valgono principi praticamente opposti a quelli validi per l'allenamento con i pesi finalizzato direttamente all'ipertrofia muscolare: quando si usano i pesi per creare danno muscoloare, in pre-workout bisogna evitare qualsiasi integrazione che limiti questa, quindi niente agenti anticatabolici, antiossidanti e de-acidificanti, tutto quello che ci serve invece nel wo pre-cardio. Si tenga conto comunque che la lipolisi, in condizioni natural, non può mai essere completamente disgiunta dalla proteolisi; questa può solo essere minimizzata evitando il più possibile attività non finalizzate alla crescita muscolare e adottando una tattica discontinua nella riduzione calorica: non c'è niente di peggio che ridurre continuamente e costantemente le calorie assunte.

Dopo 10-15 giorni il corpo umano comincia ad aumentare il catabolismo muscolare a discapito di quello adiposo. Quindi ogni 10-15 giorni è meglio aumentare l'assunzione calorica per una periodo analogo. Evitare la perdita di tessuto muscolare non è solo un'opzione estetica: è anche una tutela del nostro sistema immunitario, che è strettamente legato nella sua efficienza alla massa corporea magra.

La mia personale opinione è che sia più dannoso alla salute il dimagrimento in condizioni natural, che non con una assunzione suddivisa in cicli mini-blitz a basso dosaggio. Fra l'altro i mini-blitz ben si adattano all'alternanza della dieta fra basse (on) e alte calorie (off-recovery). Questa è solo un'osservazione personale che non costituisce un consiglio comportamentale a chicchessia, e tanto meno una prescrizione medica.

Pietro Sassi




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