4.1.14

Total Abs Workout | Fitness Video Series

Total Abs Workout | Fitness Video Series

cioco torta crudista con banane (di Alessandra V.G.)

ingredienti base : 75 gr noci di macadamia al naturale, 85 gr di noce di cocco grattuggiata, 3 datteri denocciolati tritati ( o 2 cucchiai e mezzo di crema di datteri che ottieni frullando 500 gr di datteri con 360 ml di acqua e tra l altro si conserva per un sacco di tempo) , 1/4 di cuccchiaino di sale e mezzo cucchiaino di essenza di vaniglia senza alcool.

ingredienti per la crema : 300 gr di anacardi al naturale, 230 gr (2 banane medie) di banane ridotte in purè col mixer, 250 ml di acqua, 125 ml di succo di agave, 35 gr di carruba in polvere e 30 gr di cacao in polvere, 1/4 di cucchiaino di cannella macinata, 1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia senza alcool, 60 ml di olio di noce di cocco fuso (o burro vergine di cocco), 2 cucchiai di lecitina di soia

decorare con banane a rondelli e fave di cacao crude a scaglie

Per la base frullare prima le noci di macadamia e poi aggiungiere tutti gli altri ingrdienti, frullare, preparare la base nella tortiera

per la crema frullareprima gli anacardi, poi aggiungere tutti gli ingredienti tranne l olio di cocco e la lecitina che li aggiungete dopo che avete frullato tutto e continuando a frullare. poi versate sulla base e mettiete in frigo almeno 4 ore .

1.1.14

criscaso on the web (macchine da scrivere etc.)

Manuale Olivetti Lettera 32

Oltre i DOMS ~ RawTraining.eu

Oltre i DOMS ~ RawTraining.eu

DOMS (Delayed Onset of Muscle Soreness) | Bodybuilding HIT

DOMS (Delayed Onset of Muscle Soreness, cioè comparsa di dolori muscolari ritardati) è il segnale locale che il muscolo sta recuperando un ritardo di sintesi proteica. Dopo un allenamento culturistico che porti i livelli di creatinfosfochinasi (CPK ) fino a 5-700 ui, tipicamente si osserva un calo della sintesi proteica che non torna ai valori basali per 45'-120', in corrispondenza del normalizzarsi dei livelli di cortisolo; dopodiché la sintesi proteica accelera fino a raggiungere un picco circa 24 ore dopo l'avvenimento, per poi calare ai valori basali dopo circa 36-48 h, una volta che il danno muscolare è ormai compensato. Questo andamento temporale è confermato dai livelli sanguigni di CPK , che è un indicatore di danno muscolare. Ma cosa succede con un danno muscolare maggiore? A circa 12h dall'evento traumatico (allenamento) il sistema autocrino delle cellule muscolari danneggiate realizza che l'incremento di sintesi proteica è in ritardo rispetto al danno causato e quindi provvede ad accelerare la sintesi proteica attraverso la secrezione di Prostaglandin Growth Factor 2 (PGF-2) prostaglandine infiammatorie che accelerano localmente la sintesi proteica e causano i classici dolori muscolari ritardati (Delayed Onset of Muscle Soreness). Questa situazione raggiunge l'apice dopo circa 24-48h e si può mantenere per 96 ore o anche più prima di esaurirsi del tutto. La principale differenza che vediamo tra un allenamento con DOMS e uno senza, sta nel momento in cui la compensazione si completa. Dopo un periodo di tempo variabile la miostatina interverrà a rallentare la sintesi proteica a livelli insufficienti al mantenimento del trofismo muscolare (decompensazione). Il momento in cui la miostatina interverrà a rovinare il lavoro innescato dalle PGF-2 è determinato del quadro metabolico generale:
  • + calorie,
  • + insulina,
  • + ormoni androgeno/anabolizzanti,
  • + ormoni anabolizzanti peptici (soprattutto IGF-1 ed MGF),
  • - cortisolo

sono tutti fattori che ritardano l'azione della miostatina e quindi prolungano l'azione delle PGF-2.

Viceversa la miostatina, accelera il suo intervento (rovinando l'azione delle PGF-2 e relativi DOMS) in una situazione di calorie basse e, particolarmente in modo direttamente proporzionale ai livelli di cortisolo. Le calorie basse inoltre deprimono l'insulina che è di per sé un agente direttamente anti-miostatinico, oltre che promuovere la produzione del SHBG che agisce invece come pro-miostatinico indiretto in quanto diminuisce la biodisponiblità degli ormoni anabolizzanti steroidei, naturali o non. Anche gli estrogeni incrementano i livelli di SHBG, oltre ad avere un effetto direttamente pro-miostatinico.

Più in generale si può dire che in condizioni NATURAL ed IPOCALORICHE bisogna evitare di causare DOMS prolungate, peggio se accompagnate da allenamenti che alzano eccessivamente i livelli di cortisolo. Ovviamente anche l'età contribuisce peggiorare tutto.
Credo che si possa concludere dicendo che il danno muscolare e il conseguente stimolo miotrofico sussistono anche senza DOMS ma in misura minore; in un allenamento senza DOMS il problema principale è assicurare che la supercompensazione si mantenga fino allenamento successivo. Nel caso invece di un allenamento caratterizzato da forti DOMS il problema è consentire che questi si possano tradurre in effettiva crescita.

Pietro Sassi




Allenamento cardiovascolare e lipolisi | Bodybuilding HIT

Il nostro organismo consuma sempre glucosio (non sempre i grassi) e il momento in cui la percentuale di grassi consumati è più alta è il SONNO. Appena mettiamo i piedi giù dal letto il consumo di glucosio si alza. Durante le nostre normali attività, se in condizioni glicemiche normali, consumiamo circa il 50% di glucosio e altrettanto di grassi.

Durante l'attività aerobica steady state (60% pls/min max, sforzo aerobico alattacido) il consumo di glucosio si porta al 65%; durante la cosi detta "cardio" (70% pls/min max, sforzo aerobico-anaerobico misto, leggermente lattacido) la percentuale di glucosio consumata sale all'85%, per arrivare al 95% nello sforzo anaerobico lattacido con il 90% di pls/min max. (bodybuilding in fase attiva di sollevamento). Se dovessimo basarci semplicemente sulle percentuali di consumo dovremmo starcene tutti a letto a dormire. E non si capisce perché i muscoli non dovrebbero correre rischi sotto il 70% delle pls/min max: i muscoli sono sempre a rischio quando si consuma glucosio e, in effetti, noi consumiamo continuamente una certa quantità di muscoli tutto il giorno. Questa quantità aumenta non solo quando si alza il consumo del glucosio, anzi si alza in funzione del consumo di glucosio solo se questo aumentato consumo è determinato a sua volta dall'aumento di attività, cioè se è concomitante ad un elevazione del cortisolo che induce neoglucogenesi, sia a partire dal glicogeno che dagli aminoacidi; se invece l'aumentato consumo di glucosio dipende da un aumentata disponibilità glucidica, questo fattore limita il consumo di proteine. Viceversa anche un'attività moderata con bassa disponibilità glucidica non aumenta il consumo di grassi, ma ancora porta ad aumentare il consumo di glucosio per neoglucogenesi indotta del rialzo di cortisolo, che interviene, normalmente, al minimo abbassamento della glicemia sotto la normalità.

Quindi per favore scordiamoci l'aerobica a digiuno e ancor più quella dopo l'allenamento, in quanto il segnale genico verso l'ipertrofia indotta dai pesi viene eliso se non annullato, da quello successivo (e quindi più forte) dell'attività aerobica che dice esattamente al corpo: "le fibre muscolari tipo II a,b,c sono solo un peso inerte e le loro proteine sono una buona fonte di glucosio". Meglio farla nei giorni di non allenamento o al mattino, ben distante dalla seduta con i pesi. Ma l'attività aerobica è comunque una cattiva idea per bruciare il grasso. Anzi si potrebbe dire che l'attività in genere è un cattivo modo di bruciare il grasso, dato che più aumenta l'intensità del lavoro e più aumenta il consumo di glucosio , nelle percentuali di cui sopra.

Il punto è che l'attività diventa un efficiente stimolatore della lipolisi solo quanto viene messa in grado di accelerare il metabolismo.
Il valore dell'attività (aerobica) come brucia-grassi è solo quindi indiretto: deve servire a bruciare grassi quando non la si fa, non mentre si corre o altro, ma quando si riposa. Da questo punto di vista è da notare che l'attività anaerobica lattacida locale (cioè i pesi dell'allenamento culturistico) ha un forte potenziale di aumento del ritmo metabolico dovuta sia ai meccanismi (aerobici) di ricostruzione muscolare, sia all'innalzamento intervallato del battito cardiaco; questo è vero purchè non ci si diletti con lunghe pause socializzatrici, appena si riprende la capacità di parlare, generalizzo, è sintomo che è ora di riprende i pesi in mano.

Il sistema di allenamento più efficiente per stimolare il ritmo metabolico (cioè con il maggior effetto per unità di tempo) è quello che i mezzo fondisti chiamano "interval training veloce", cioè alternanza di prestazioni submassimali (90% pls/min max) alternate a prestazioni in steady state (60%pls/min max). La metodica più efficiente di applicazione dell'interval training al fine dell'incremento del ritmo metabolico, cioè la metodica che porti ad effetti poco logaritmici e quindi abbastanza proporzionali al lavoro svolto, è costituita da una seduta di 15' ogni 48h. Oltre questo limite il ritmo metabolico aumenterà vistosamente in modo meno proporzionale.

Non è il caso di affrontare sforzi aggiuntivi per due ordini di motivi:

  1. è un'attività altamente consumatrice di glucosio e quindi di proteine muscolari (senza il compenso dello stimolo anabolico come nel caso dell'allenamento culturistico)
  2. l'innalzamento dei livelli ematici di cortisolo sono in buona misura tempo dipendenti, con un impennata dopo i primi 45'.

PER QUANTO RIGUARDA L'INTEGRAZIONE NATURALE, valgono principi praticamente opposti a quelli validi per l'allenamento con i pesi finalizzato direttamente all'ipertrofia muscolare: quando si usano i pesi per creare danno muscoloare, in pre-workout bisogna evitare qualsiasi integrazione che limiti questa, quindi niente agenti anticatabolici, antiossidanti e de-acidificanti, tutto quello che ci serve invece nel wo pre-cardio. Si tenga conto comunque che la lipolisi, in condizioni natural, non può mai essere completamente disgiunta dalla proteolisi; questa può solo essere minimizzata evitando il più possibile attività non finalizzate alla crescita muscolare e adottando una tattica discontinua nella riduzione calorica: non c'è niente di peggio che ridurre continuamente e costantemente le calorie assunte.

Dopo 10-15 giorni il corpo umano comincia ad aumentare il catabolismo muscolare a discapito di quello adiposo. Quindi ogni 10-15 giorni è meglio aumentare l'assunzione calorica per una periodo analogo. Evitare la perdita di tessuto muscolare non è solo un'opzione estetica: è anche una tutela del nostro sistema immunitario, che è strettamente legato nella sua efficienza alla massa corporea magra.

La mia personale opinione è che sia più dannoso alla salute il dimagrimento in condizioni natural, che non con una assunzione suddivisa in cicli mini-blitz a basso dosaggio. Fra l'altro i mini-blitz ben si adattano all'alternanza della dieta fra basse (on) e alte calorie (off-recovery). Questa è solo un'osservazione personale che non costituisce un consiglio comportamentale a chicchessia, e tanto meno una prescrizione medica.

Pietro Sassi




Betta's office...

Olivetti Lettera 32...

Books

28.12.13

alientazionebrixen.pdf

http://www.oncohelp.it/contenuti/upload/file/alientazionebrixen.pdf

nyas_ehd_023.tex (Berrino)

http://www.nvvm.org/Adjuvant_diet.pdf

L'Arte di Nutrirsi

http://www.leonardo2015.it/biosolutions/Arte%20di%20Nutrirsi%20con%20consapevolezza.pdf

Layout 1

http://www.pianfeieroccadebaldi.bcc.it/uploads/media/Strategia_alimentare.pdf

La Bottega dei Semplici: BISCOTTI DIANA

Questa ricetta è stata tratta dal libro di Franco Berrino "Alimentare il benessere". Vi invito a scaricare questo interessante PDF dove troverete uno scritto di Berrino e delle interessantissime ricette.
La mia versione è stata leggermente modificata rispetto all'originale in base agli ingredienti presenti in dispensa ed al gusto personale.

Ingredienti:
110 gr farina semintegrale
70 gr fiocchi 5 cereali
2 C miglio soffiato
1/3 bicchiere di noci
1/3 bicchiere di mandorle
1/3 bicchiere di nocciole tostate
100 ml latte di riso
40 gr uvetta
1 mela piccola
1 pera piccola
1 c scorza di limone
pizzico sale
pizzico di cannella
1/2 bustina lievito bio

Procedimento:
Mettete in ammollo l'uvetta nell'acqua tiepida. Frullate grossolanamente la frutta secca e aggiungete la farina, i fiocchi di cereale, il sale, il miglio, la scorza di limone grattugiata e la cannella. Unite poi il latte, l'uvetta ben strizzata e la frutta fresca grattugiata finemente. Azionate il frullatore a media velocità per pochi secondi. Aggiungete il lievito e mescolate ancora a bassa velocità.
Con l'aiuto di due cucchiai formate i vostri biscotti e disponeteli sopra ad una teglia ricoperta da carta forno. Cuoceteli per 20 minuti a 180°.




Microsoft Word - _212_ Ferraro_PROCEDURE_Prevenzione_08 dicembre 2008.doc

http://www.torinomedica.com/allegati/2008/pagina%20web%20nick/212_%20Ferraro_PROCEDURE_Prevenzione_08%20dicembre%202008.pdf

Pappa-Mi - Cosa e come si mangia a scuola: Resoconto dell'incontro: Quale futuro per la ristorazione scolastica

http://blog.pappa-mi.it/2011/01/resoconto-dellincontro-quale-futuro-per.html

26.12.13

Second life, Peia e il ciclo della vita: dal web ai messaggeri su due ruote - Milano - Repubblica.it

Basta un attimo per capire che Roberto Peia, classe 1955, è un maschio alfa, un Machoman che affronta la vita di petto e si muove sicuro nel mondo. Lui, per l'esattezza, a Milano si muove regolarmente in bici, macinando una media di ottanta chilometri al giorno. Nel 2008 ha infatti fondato UBM-Urban Bike Messengers, la prima società di pony express su due ruote. "Non ho inventato nulla - spiega - Ho semplicemente ripreso un'idea già presente in molte città americane ed europee: utilizzare la bici come mezzo per le consegne. Oltre che sostenibile ed ecologica, la bicicletta in centro ha tempi imbattibili anche da un motorino".

Un'impresa che oggi dà lavoro a 22 ragazzi e che allo stesso tempo soddisfa un bisogno profondo che Roberto ha sempre avuto: quello di fare gruppo e di essere protagonista del suo tempo, riuscendo a incidere il cambiamento nella società. Come gran parte della sua generazione appassionata e inquieta, Roberto è cresciuto nell'oratorio sotto casa e si è formato nel movimento studentesco; ha distribuito volantini contro il colpo di stato in Cile e lavorato alle 150 ore; ha organizzato numerosi cineforum con dibattito (poi per fortuna c'è stato Moretti con il suo No, il dibattito no di "Io sono un autartico"...) ed è andato a Taizé; ha letto Gandhi, don Milani, Marcuse e per un po' di anni ha vissuto (prima con i quattro amici di sempre, poi con le fidanzate diventate in fretta mogli) nella - come la chiama lui - pseudocomune di Rocca Brivio; ha fatto il servizio civile da don Gino Rigoldi e poi, in tempi più recenti, obiezione fiscale alle spese militari.

LE ALTRE PUNTATE Emanuele Breveglieri e Roberta Barzaghi Anna Buono Luciano Gessaga Maria Bianucci Letizia Lattuada Gianni e Cristina De Marchi Enrico Tittarelli Brunella Rossi Roberta Sollazzi

Nel frattempo ha incontrato Sabina, sua compagna fin dalla quinta ginnasio al Berchet, poi dal 1981 moglie e madre dei loro tre figli, Francesco, Luca e Giacomo (oggi rispettivamente di 28, 26 e 16 anni). Insomma, una vita consumata a morsi che lo ha portato - come spesso accade - verso il giornalismo. "Scrivevo di alimentazione, consumi e ambiente - racconta - Temi che sento urgenti e vicini". Collabora con Altroconsumo, Il Sole 24Ore.it, Il Giorno, l'Unità e Il Salvagente, poi si tuffa nell'avventura del web con Virgilio.it.

"La fase di start-up è stata bellissima ed energica - ricorda emozionato -. All'inizio eravamo in una cantina, ma in poco tempo siamo passati da un gruppo di venti persone ad oltre duecento ". Poi però arriva la crisi, il clima cambia, un po' di free lance e Roberto rimane senza lavoro. Ed è allora che decide di dare corpo a una sua antica passione, la bicicletta. Un amore che coltiva da oltre vent'anni, da quando assieme agli amici di Rocca Brivio (tutti ormai sposati e con figli), passa le estati al Maso Hintnerhof in val Casies.

"È in quella valle verdissima che le due ruote diventano per me scelta politica e culturale". Cinelli gli regala le prime bici a scatto fisso e l'avventura milanese degli UBM-UrbanBikeMessengers ha inizio. "Oggi abbiamo numerosi clienti importanti (da Henkel a Discovery Channel), viaggiamo sulle 1800 consegne al mese e la nostra flotta si è arricchita di due bicicargo per i trasporti più pesanti". Un successo. "Una soddisfazione: siamo riusciti a fare una cosa che non c'era, siamo un esempio concreto di sostenibilità e stiamo contribuendo al cambiamento di mentalità in questa città".

Per ribadirlo ha scritto un libro (Tutta mia la città - Diario di un Bike Messenger, ed. Ediciclo) e contribuito a fondare Upcycle, il primo urban bike café restaurant di Milano, uno spazio dal sapore molto nordeuropeo che nei prossimi mesi lo vedrà nei panni dell'anfitrione. "Dopo cinque anni di consegne quotidiane, ho bisogno di riposare le ossa". Mi agito. Anche Machoman va in pensione? "No, riduco un po' il mio impegno fisico con UBM, lascio spazio ai ragazzi più giovani e mi concentro su questa nuova avventura". Ah, ecco...