20.5.17

Longevità e terza età: come l'allenamento le migliora - Project inVictus | Project inVictus

Longevità e terza età: come l'allenamento le migliora - Project inVictus | Project inVictus

Longevità e terza età: come l'allenamento le migliora

Programmare e personalizzare l'allenamento in età avanzata in maniera completa e professionale per rallentare un fenomeno fisiologico come l'invecchiamento, è di primaria importanza, per prevenire tante patologie a cui si può andare incontro con il passare degli anni. Proporre un intervento, ben strutturato, diventa più importante rispetto a qualsiasi altra cosa, prima che sia troppo tardi e sia necessario l'intervento del medico o di altre figure professionali. Sono ancora poche le persone anziane che si allenano con sovraccarichi e al contrario sono ancora tante le persone anziane e non che si intimoriscono al solo sentirsi proporre un allenamento con i pesi.

Negli ultimi anni qualcosa sta cambiando grazie alla ricerca e ai nuovi studi che danno buoni spunti per cercare di rallentare la sarcopenia (processo fisiologico complesso e multifattoriale).

I nuovi studi a riguardo possono notevolmente servire al personal trainer ed alle altre figure professionali per collaborare al fine di aumentare e mantenere il benessere fisico e l'integrità strutturale del soggetto, mediante un'attenta valutazione degli aspetti dell'invecchiamento con una programmazione mirata dell'allenamento.

Spesso viene consigliato alle persone senior di camminare, andare in bici o altre attività similari, ma tutto ciò non è sufficiente a rallentare la sarcopenia. Anche eseguire per interi mesi sedute di stretching e mobilità non è per nulla utile per tale declino, dal momento che il vero professionista consiglia le giuste sedute in base alle necessità.

L'obbiettivo è ragionare a 360° proprio partendo dalla conoscenza della sarcopenia e dai fenomeni che si instaurano nell'invecchiamento.

Ciò che personalmente mi auguro accada in futuro è che il soggetto anziano, nel momento in cui lamenta fastidi e problemi legati al fisiologico indebolimento fisico, venga supportato dal medico di base non solo attraverso la prescrizione di medicinali, ma anche mediante invito a seguire UN PROGRAMMA DI ALLENAMENTO STRUTTURATO, PERSONALIZZATO E DOSATO DA UN BRAVO PERSONAL TRAINER.

Lo scopo dell'articolo non è fornire un'analisi completa sulla sarcopenia, ma, partendo da un po' di fisiologia, condividere alcun mie conoscenze apprese grazie agli studi e ai continui aggiornamenti, per poi proporre un esempio di strategia di allenamento ANTI-AGING, avvalendomi anche dei risultati ottenuti da un soggetto da me allenato.

Ritengo sia questo l'approccio più congeniale da adottare con i soggetti ormai non più giovani e, con il tempo, mi piacerebbe ricevere feedback da altri colleghi e così facendo permettere a più figure professionali di interagire. Teoria, pratica e collaborazione per garantire longevità!

Invecchiamento ed adattamenti fisiologici

Con il passar dell'età si ha una riduzione della massima capacità di prestazione fisica e la cosa più sbagliata è proprio ridurre l'attività fisica. Uno degli aspetti più importanti che viene meno è la POTENZA, ovvero la perdita di forza e velocità di contrazione, ma nonostante ciò le indicazioni e le proposte sono la maggior parte di carattere aerobico. Ricollegandomi a quanto scritto prima non ho ancora avuto la fortuna di conoscere (in base alla mia esperienza) nessun medico di base consigliare ad un soggetto anziano di avvicinarsi ad un allenamento con sovraccarichi seguito da un bravo personal trainer.

Questi ultimi hanno da sempre consigliato lunghe camminate che indubbiamente possono essere molto utili all'inizio e un'ottima terapia per un soggetto sedentario o su un soggetto iperteso, ma in età avanzata non è solo il sistema cardio-respiratorio ad essere meno efficiente.

La sarcopenia

Già dopo i 40 anni si ha una perdita di massa e funzione muscolo scheletrica e questo fenomeno viene definito SARCOPENIA (Rosenberg – 1988). Il muscolo è un trasformatore di energia che dopo i 40-50 anni diminuisce quantitativamente e qualitativamente, portando conseguenze alla funzionalità motoria associate ad un aumento di massa grassa soprattutto profonda-viscerale, che incidono negativamente a livello metabolico.
I muscoli svolgono un ruolo fondamentale nella salute generale e nel benessere in tutte le fasi della vita, ma soprattutto in età avanzata.

La sarcopenia quindi è una sindrome caratterizzata da una progressiva perdita di massa muscolo scheletrica e della forza che porta ad una disabilità fisica e ridotta qualità della vita. E' importante sottolineare che la perdita di forza non è lineare alla perdita di massa muscolare.

La perdita di massa muscolare legata all'età è un fattore indipendente e predittore di mortalità: avere pochi muscoli riduce le aspettative di vita e aumenta il rischio di morte per tutte le cause.

Il declino della massa muscolare è dovuto ad una diminuzione delle dimensioni delle cellule muscolari (ATROFIA) e ad una diminuzione del numero di cellule muscolari (IPOPLASIA).  SI ha un'atrofia ed ipoplasia di tutte le fibre muscolari, ma in particolare di quelle che esprimono "FORZA".

sarcopenia anziano

Queste alterazioni muscolari generano ulteriori problemi come instabilità posturale, trofismo osseo, stanchezza e debolezza, perdita di autonomia funzionale/indipendenza, aumento delle morbilità.

L'atrofia muscolare è anche associata a obesità e miosteatosi (obesità sarcopenica), che portano ad un aumento del grasso viscerale e intramuscolare e relativo aumento dell'infiammazione e citochine pro-infiammatorie (IL-6, IL-1, TNF-alfa). Tutto questo favorisce l'insorgenza di malattie cardiovascolari, diabete, infarti, ictus.

L'insieme di tutti questi elementi da origine ad un circolo vizioso che contribuisce ad aggravare uno stile di sedentario, accelerando la perdita muscolare e facilitando l'aumento di massa grassa.

E' molto importante distinguere i vari tipi sarcopenia perché un soggetto sarcopenico è diverso da un soggetto obeso sarcopenico, cosi come quest'ultimi sono diversi da un soggetto osteosarcopenico.
Il soggetto più deficitario è quello obeso osteo-sarcopenico (OSO) ossia la condizione in cui si presentano ostepenia/osteoporosi, sarcopenia e obesità in contemporanea. Riconoscerli è fondamentale perché sono 4 tipi di interventi differenti con priorità diverse.

La muscolatura risponde a un principio anglosassone importante "use- it-or-lose-it" ( "o la uso o la perdo")

invecchiamento muscolo grasso

La perdita della capacità di sviluppare forza muscolare dipende anche da altri fattori:

  • perdita di densità minerale ossea (osteoporosi /osteopenia);
  • alterazione della cartilagine articolare dei tendini e legamenti con riduzione della trasmissione di forza;
  • modificazione dell'architettura muscolare (angolo di pennazione) in seguito ad atrofia ed ipoplasia;

Cause e modifiche neuromuscolari con l'invecchiamento 

  • perdita del numero dei motoneuroni soprattutto quelli veloci. Alcuni motoneuroni lenti possono re-innervare alcune fibre di motoneuroni veloci morti comportando una minore finezza dei movimenti;
  • modifiche strutturali delle giunzioni neuromuscolari. La giunzione neuromuscolare è il punto in cui il nervo manda un segnale chimico (acetilcolina) al muscolo per dire a quest' ultimo che cosa fare. Cosi con l'età si riduce sia la velocità che la qualità dei messaggi che vanno dai nervi ai muscoli (abbassamento della qualità di trasmissione chimica e infiltrazione della guaina mielinica);
  • diminuzione della frequenza di scarica, velocità di conduzione;
  • diminuzione della forza, velocità, potenza e forza isometrica;
  • diminuiscono i ponti actomiosinici;
  • atrofia selettiva di tutti i tipi di fibra.

 Sarcopenia e stress ossidativo

I muscoli anziani sono soggetti ad uno stress ossidativo causato dai radicali liberi (ROS: Reactive Oxigen Species) che porta ad un accumulo di aldeide tossiche, provocando il danneggiamento del DNA, l'invecchiamento e specifiche patologie. A seguito di tutto ciò si hanno inoltre disfunzioni mitocondriali con deficit di produzione di ATP e minore Vo2max

Sarcopenia e cellule satellite 

Le cellule satelliti mediano la crescita muscolare post natale e sono cellule mononucleate in stato di quiescenza, finché stimoli tipo stress meccanici, lesioni e anche contrazioni rapide ne determinano l'attivazione. L'incremento di massa muscolare e soprattutto l'attività rigenerativa del muscolo sono correlati ai micro-danni da CONTRAZIONE ECCENTRICA.

Con l'aumentare dell'età si ha una ridotta capacità di proliferazione e riparazione delle cellule satelliti e l'attività di quest'ultime risponde allo stimolo del danno anche in età avanzata.  Quindi la riparazione delle cellule satelliti è strettamente legata ad una contrazione ad alta intensità.

Un altro problema del muscolo invecchiato è la minor quantità di elastina, quindi è meno efficiente il ritorno elastico tendineo e assieme all'aumento della quantità di collagene inducono con l'allenamento maggiore infiammazione  diminuendo la capacità di recupero. Tutto questo non vuol dire che non si possano svolgere allenamenti d'ipertrofia e di forza , ma devono essere PERSONALIZZATI e DOSATI tenendo conto del soggetto e svolti con una corretta esecuzione biomeccanica. Cosi come personalizzato dovrà essere la seduta di allungamento e postura per aumentare ROM, mobilià e flessibilità… quindi niente corsi di gruppo!

modifiche muscolo con l'età

Cambiamenti endocrini 

La funzione endocrina , in modo particolare quella dell'ipofisi, del pancreas, della tiroide e delle ghiandole surrenali si modifica con l'età. La maggior prevalenza di malattie negli anziani si correla a fattori controllabili quali una dieta qualitativamente povera, un'attività fisica inadeguata e un incremento del grasso corporeo, in modo particolare nella regione viscero-addominale

  • IPOFISI ANTERIORE: DIMINUIZIONE DI GH E IGF1 = SOMATOPAUSA
  • GONADI: DIMINUZIONE DI ESTRADIOLO E TESTOSTERONE = MENOPAUSA E ANDROPAUSA
  • SURRENALI: Ridotta produzione della corteccia surrenale di deidroepiandrosterone (DHEA) = ADRENOPAUSA

Con il passar dell'età quindi i sistemi e gli ormoni anabolici diminuiscono, ma il soggetto anziano mantiene comunque la capacità di aumentare la secrezione ormonale (GH) in risposta allo stimolo rappresentato dall'esercizio fisico, soprattutto ad alta intensità.

Declino e cambiamento con il passare dell'età di altre funzioni e capacità

  • DECLINO DELLA FUNZIONE CARDIOVASCOLARE, DECREMENTO DELLE FUNZIONI CENTRALI E PERIFERICHE, collegati con il trasporto e l'utilizzo dell'ossigeno che influenzano il declino della capacità aerobica
  • DIMINUZIONE DELLA MASSIMA FREQUENZA CARDIACA: 1 battito/min all'anno. Stima approssimativa della riduzione della fc max in funzione dell'età è rappresentata dall' equazione  FCmax = 220 – età (anni)
  • DIMINUZIONE DELLA MASSIMA GITTATA CARDIACA a causa della riduzione della massima frequenza cardiaca e anche della riduzione della gittata sistolica dovuto ad una maggiore resistenza periferica (perdita di elasticità dei vasi) ed una diminuzione della contrattilità del ventricolo sinistro.
  • AUMENTO DELLA PRESSIONE ARTERIOSA SIA A RIPOSO E SIA IN CONDIZIONE DI ESERCIZIO
  • DIMINUZIONE DELLA FUNZIONE RESPIRATORIA dovuta ad una progressiva riduzione dell'elasticità del polmone e della gabbia toracica
  • DIMINUZIONE DELLA MOBILITA' ARTICOLARE, COORDINAZIONE, EQUILIBRIO.
  • DIMINIZIONE STATURA DOVUTA A DEGENERAZIONE E COMPRESSIONE DEI DISCHI INTERVERTEBRALI E SPAZI ARTICOLARI
  • DIMINUISCE LA CAPACITA' DI SINTESI PROTEICA, MA ABBIAMO ANCHE UNA DIMINUZIONE DELLA DEGRADAZIONE. Il meccanismo e la via di segnale principale della degradazione è FOXO nel quale le proteine vengono eliminate una volta ubiquinate / riconosciute dal proteosoma. Nel soggetto anziano quindi non abbiamo più una condizione di equilibrio tra sintesi e degradazione

Personalizzare l'allenamento in età avanzata

FIT CHECK E QUESTIONARIO ANAMNESI MEDICA.

Soggetto: DONNA DI ANNI 64, NESSUNA CONTROINDICAZIONE ALL'ATTIVITA'FISICA COME INDICATO DAL MEDICO DI RIFERIMENTO. ASSENZA DI IPERTENSIONE, ASSENZA DI SINDROME METABOLICA. LA VISITA CARDIOLOGICA CONFERMA CHE NON CI SONO PATOLOGIE AL CUORE.

Sintomatologia: DOLORI E FASTIDI A LIVELLO CERVICALE E LOMBARE, CON ASSENZA DI ERNIE. PRESENZA DI OSTEOPOROSI

 SOGGETTO IN OSTEOSARCOPENIA

(Esempio di informazioni raccolte)
(In caso di disabilità e di soggetti patologici valutare il programma di allenamento con altre figure professionali e prendere come riferimento le varie linee guide dell'ACSM).

Dopo un fit-check ed un'anamnesi generale e medica vengono apportati ed eseguiti i vari test. Ogni tipo di allenamento deve essere supportato e coordinato da test di valutazione.

Test ad uso del Personal Trainer al fine di definire la sarcopenia

Inizialmente è necessario effettuare un'analisi della composizione corporea tricompartimentale attraverso esame bioimpedenziometrico o analisi bicompartimentale attraverso semplici circonferenze e pliche.

In seguito è importante la valutazione della quantità e la qualità della parte muscolare metabolicamente attiva e stimare la massa muscolare e l'idratazione sia nel complesso (TBW) sia come distribuzione qualitativa (ECW e ICW), al fine di individuare eventuale ritenzione con fenomeni di infiammazione e monitorare la salute e l'idratazione cellulare e confrontarle con il tempo.

Personalmente ho utilizzato una bioimpedenziometria più sofisticata che stima tanti altri valori importanti, che contestualizzati con altri indici, permette di ricavare ulteriori importanti informazioni, in modo da monitorare e personalizzare l'allenamento.

Un esempio è la stima indiretta del grasso viscerale tramite BIA funzionale, contestualizzata con una circonferenza addominale (quest'ultima è una spia fedelissima).

Test per valutare la funzionalità aerobica

Test del cammino dei 6 minuti o test di ROCKPORT: è un semplice test di valutazione della funzionalità aerobica. Si effettua rilevando la massima distanza che un soggetto riesce a percorrere su di una superficie pianeggiante (percorso lineare di 30 m o uno rettangolare di 20 x 5 metri) nel tempo di 6 minuti.
E' una variazione adattata alla popolazione anziana e/o portatrice di patologie cardiorespiraratorie ed il test evidenzia l'aspettato declino delle prestazioni di endurance aerobica nei vari gruppi di età.

Nel mio caso ho sottoposto il soggetto al test di BALKE (camminata in salita su tapis roulant), riconosciuto ufficialmente in ambito medico-sportivo, per valutare con buona precisione l'efficienza cardiorespiratoria (VO2MAX). Il test di BALKE su tapis roulant è un protocollo submassimale indiretto per STIMARE il VO2MAX. (il consiglio è sempre quello di vagliare la numerosa letteratura internazionale ed attingere i test più adatti per semplicità di applicazione e convalida dei risultati, a seconda della popolazione da valutare: anziani, sedentari in buona forma, amatori, donne o uomini in sovrappeso, ecc).

test aerobici anziano

STIMA VO2max tramite risoluzione grafica e griglia

test VO2max anziano

Valutazione della forza

Test di forza dinamica

La forza dinamica generalmente viene misurata con una ripetizione massima (1 –RM), ovvero il massimo peso che può essere sollevato in un unico movimento. I test di forza 1-RM possono essere sostenuti con sicurezza da individui di tutte le età, prendendo ovviamente le corrette precauzioni per diminuire il rischio di traumi durante il sollevamento di pesi massimali (riscaldamento, pesi iniziali al 40-60% di 1 RM, adeguato recupero ecc). Si possono usare anche delle stime indirette per il calcolo del massimale teorico con formule scientifiche di riferimento. Esempio tramite equazione di Brzycky. (Raccomandazioni ACSM)

test forza anziano

Personalmente spendo sempre tanti allenamenti ad insegnare una corretta esecuzione del movimento, al fine di avvicinare il soggetto all'esecuzione biomeccanica desiderata. I soggetti non allenati e sedentari hanno un deficit di consapevolezza del proprio schema corporeo, tali da metterli in crisi anche in movimenti che possono sembrare banali (ruotare il braccio, addure le scapole, estendere una spalla ecc)

Il 5 dicembre 2016 ho eseguito il primo test e come si evince dalla tabella e dal grafico si può notare l'aumento di forza dinamica (1RM) confrontando i vari test eseguiti sino ad ora.

allenamento anziani

(In foto assieme ad un altro mio cliente SENIOR durante un test di forza dinamica alla panca piana)

Forza relativa

Per determinare la forza relativa del cliente dividere i valori di 1-RM per il peso corporeo. Tramite tabelle di riferimento si forniscono i parametri e la valutazione per gli uomini e le donne.

test fisiologici anziani

Test resistenza muscolare dinamica

La resistenza muscolare dinamica si può valutare facendo svolgere al cliente più ripetizioni possibili con un carico che rappresenti una data % del peso corporeo o della sua forza massima (1-RM). Studi raccomandano di utilizzare un carico che si il 70% di 1 RM ( Pollock, Wilmor, Fox, 1978)

Per questo test non sono stati stabiliti parametri, gli autori ritengono, in base ai test eseguiti e in base alla letteratura, che mediamente un soggetto sia in grado di completare 12-15 ripetizioni.

test resistenza muscolare dinamica

Test dell'equilibrio: test di Romberg oppure unipedal stance test

NEL MIO CASO HO ESEGUITO IL TEST DELLA POSIZIONE SU UN PIEDE SOLO (UNIPEDAL STANCE TEST). Questo test serve per fare una semplice valutazione dell'equilibrio. La validità di questo test è dimostrata dal suo rapporto con la possibilità di oscillare, con il rischio cadute e con la capacità di svolgere le attività giornaliere negli anziani (Bohannon, 2006). (Punteggi e tabelle di riferimento in V.H. Heyward "FITNESS UN APPROCCIO SCIENTIFICO", edizioni Sporting Club Leonardo da Vinci-Milano, 2013)

test

OPPURE TEST TRAMITE DISPOSITIVO GYKO PER VALUTARE LA STABILITA' IN MANIERA OGGETTIVA E CON DATI PRECISI ALLA MANO. (Il dispositivo gyko è uno strumento di misura eccezionale che analizza anche la potenza, oltre ad altre capacità.  Sia chiaro nessuno strumento vi dirà cosa fare; saper usare la tecnologia, raccogliere dei dati non vuol dire sapere allenare ed essere preparati…).

propriocezione anziani

(Nella figura sopra soggetto sottoposto ad un test per la valutazione dell'equilibrio ad occhi aperti . Nella figura sottostante ad occhi chiusi. Analisi tramite dispositivo gyko – microgate)

(Meglio eseguire il test senza scarpe)

test propriocettivo anzini occhi chiusu

-ESERCIZI CON L'OBIETTIVO DI MIGLIORARE LA COORDINAZIONE E L'EQUILIBRIO PROPOSTI SU BASI INSTABILI E PROPRIOCETTIVE, MA SOLO SE REALMENTE NECESSARIO E QUANDO IL SOGGETTO E' IN POSSESSO DI BUON LIVELLO DI FORZA /RESISTENZA

test propriocettivo

Valutare la forza degli arti inferiori, per esempio attraverso il chair sit to stand test

test forza arti inferiori anziani

INSERIRE NEL PROGRAMMA DI ALLENAMENTO ESERCIZI CON SOVRACCARICHI SEMPRE BIOMECCANICAMENTE CORRETTI. LAVORI ECCENTRICI E DI FORZA ADATTATI, PERSONALIZZATI E DOSATI TENENDO CONTO DEL SOGGETTO E DELLE INFORMAZIONI RACCOLTE NEL FIT-CHECK INIZIALE. (ricordiamo quanto scritto sulla SARCOPENIA , dell'importanza dei muscoli  e dei sovraccarichi sulla salute ossea)

allenamento anzini

Sono numerosi gli studi a riguardo, affermando che gli esercizi con sovraccarichi determinano un mantenimento o un aumento della densità ossea e un rallentamento dell'invecchiamento osseo.

INSERIRE ESERCIZI PERSONALIZZATI DI ALLUNGAMENTO MUSCOLARE (STRETCHING SETTORIALE) SUI DISTRETTI MUSCOLARI EFFETTIVAMENTE RIGIDI O STRETCHING IN CATENA MUSCOLARE PER RIEQUILIBRIO POSTURALE. ESERCIZI DI MOBILITA' ARTICOLARE. (NIENTE CORSI INUTILI ED INTERE SEDUTE DI STRETCHING)

mobilizzazione anziano

Grazie al notevole allungamento dell'aspettativa di vita che interessa i nostri secoli, al giorno d'oggi un soggetto anziano, godendo di buona salute, si trova a poter utilizzare il proprio tempo libero praticando numerose attività, tra cui appunto un allenamento personalizzato con l'ausilio di un personal trainer che abbia professionalità, disponibilità, sensibilità e soprattutto conoscenze tecniche e specifiche mirate a rallentare l'invecchiamento.

PER CONCLUDERE, E' IMPORTANTE UNIRE IL SUPPORTO DI ALTRE FIGURE PROFESSIONALI CHE DIANO CORRETTE NORME ALIMENTARI PERSONALIZZATE, COME AD ESEMPIO L'ASSUNZIONE DEL CORRETTO APPORTO PROTEICO, DELLA GIUSTA INTEGRAZIONE (nell'anziano è importante e ha senso) AL FINE DI MASSIMIZZARE I RISULTATI.

vecchi ed allenamento

MATERIALE E TESTI USATI

  • Lezioni magistrali di fisiologia dello sport con prof.ssa M. Canepari (Università degli Studi di Pavia)
  • Fisiologia applicata allo sport McArdle, Katch & Katch
  • FITNESS un approccio scientifico,H. Heyward, edizioni Sporting Club Leonardo Da Vinci-Milano 2013
  • Linee guide: come raggiungere e mantenersi in forma da Senior, Joseph F. Signorile, edizione italiana Sporting Club Leonardo Da Vinci-Milano 2016
  • Convention e aggiornamenti ISSA
  • Articolo "Invecchio ma non mollo ", prof S.Zambelli e prof. C. Suardi su Fitness e sport
  • Test funzionali nella popolazione anziana di Gian Nicola Bisciotti

NOTE SULL'AUTORE:

Alessandro carbone

Dottore in scienze motorie, laurea presso Università degli Studi di Pavia.
Personal Trainer CFT1 ISSA
Specializzato in analisi della composizione corporea.
Programmi di allenamento e strategie alimentari finalizzati a dimagrimento, ipertrofia, ritenzione, cellulite.
Product Specialist nel progetto Motustech

Attualmente iscritto alla laurea magistrale in Scienze Tecniche dello Sport presso Università di Pavia. (Prevista laurea entro il 2018)

Email: alecarbone90@gmail.com
Pagina fb: https://www.facebook.com/alessandro.carbone.33

Sono affascinato dal mondo della valutazione funzionale, cercando di analizzare, raccogliere dati oggettivi con strumenti a disposizione e attraverso test scientifici di riferimento in modo tale da determinare e programmare protocolli di allenamento che portano al miglioramento della salute e della performance sportiva. Non sono un preparatore di bodybuilding, non sono un fisioterapista, ma sono un personal trainer in continuo studio e aggiornamento che attraverso le mie competenze, studi e conoscenze unisce la teoria alla pratica.

Il personal trainer deve ricercare la collaborazione con colleghi e altre figure professionali e credo fortemente che solo attraverso lo studio si possa sconfiggere la sola esperienza da campo, la scarsa preparazione e i falsi miti del nostro settore.

10.5.17

Case cantoniere, stazioni, masserie abbandonate: cento immobili gratis agli under40 lungo le vie del cicloturismo - Repubblica.it

Case cantoniere, stazioni, masserie abbandonate: cento immobili gratis agli under40 lungo le vie del cicloturismo - Repubblica.it

Case cantoniere, stazioni, masserie abbandonate: cento immobili gratis agli under40 lungo le vie del cicloturismo

Case cantoniere, stazioni, masserie abbandonate: cento immobili gratis agli under40 lungo le vie del cicloturismo
Dopo i fari, il Demanio punta al recupero di vecchie case cantoniere, locande, masserie, ostelli, ma anche piccole stazioni, caselli idraulici, ex edifici scolastici, torri, palazzi storici, monasteri e antichi castelli: oltre 100 immobili pubblici (43 gestiti dall'Agenzia del Demanio, 50 degli Enti territoriali e 10 di Anas), da rimettere a lucido per diventare strutture turistiche - siano essi punti ristoro, alberghi o ciclofficine - lungo percorsi da svolgere rigorosamente "lentamente", a piedi o in bicicletta.

E' il progetto Valore Paese - Cammini e Percorsi, presentato dell'Agenzia del Demanio con Mibact e Mit e che riguarda le strutture dislocate lungo gli itinerari storico-religiosi e i percorsi ciclopedonali da Nord a Sud dello Stivale. Il progetto - che fa parte del Piano Strategico del Turismo e del Piano Straordinario della Mobilità turistica - prevede il coinvolgimento di operatori privati o imprese, cooperative e associazioni composte in prevalenza da giovani under 40 che ammoderneranno le strutture coinvolte, prevalentemente in disuso (se non in stato di abbandono) e situate lungo la Via Appia, la Via Francigena, il Cammino di Francesco, il Cammino di San Benedetto e le ciclovie Vento, Sole e Acqua (Acquedotto Pugliese).

Entro l'estate il Demanio dovrà pubblicare gare per dare in concessione gratuita (9 + 9 anni "Dopo il 2017, il progetto sarà replicato anche nel 2018 e nel 2019, sempre dando in concessione 100 immobili ogni anno. Dal Mibact inoltre arriveranno 3 milioni di euro (attraverso 4 bandi) per fornire un tutoraggio alle start up che parteciperanno al progetto e accompagnarle nei primi 2 anni di vita.
 

GH e composizione corporea - Project inVictus | Project inVictus

GH e composizione corporea - Project inVictus | Project inVictus

GH e composizione corporea

La nostra composizione corporea è influenzata da 1000 fattori, tra questi ci sono anche quelli ormonali. Ma quanto contano? Quanto sono rilevanti? In questo articolo studieremo l'ormone della crescita anche chiamato somatotropo o GH. Nell'adulto quanto influenza la composizione corporea l'ormone della crescita e quali sono le strategie per alzarlo?

Alcune nozioni basilari sul GH

La somatotropina (il GH), ricopre svariate funzioni nell'essere umano. In questo paragrafo ci concentreremo sui suoi effetti nell'adulto e non durante il periodo di crescita. Il GH è un ormone peptidico (composto da 191 aminoacidi) con secrezioni pulsatorie. Ovvero l'organismo lo immette nel flusso sanguigno ad intervalli "regolari" aumentando notevolmente la sua secrezione nelle prime ore del sonno. Vedremo a breve che alcune strategie alimentari cercano di sfruttare i suoi ritmi circadiani.

ritmi circadiani GH

La sua produzione ha una funzione principalmente iperglicemizzante (controinsulinare) e serve per stabilizzare la glicemia durante il digiuno (notturno o in chi fa il digiuno intermittente).

L'ormone della crescita ha anche una funzione positiva sulla sintesi proteica, sulla ritenzione d'azoto e sul risparmio del tessuto muscolare. Questi effetti sono mediati dall'influenza che ha il GH su un altro ormone prodotto dal fegato: l'IGF-1 . L'effetto anabolico del GH è tuttavia poco rilevante nei soggetti natural.

Più marcato è invece la sua azione lipolitica. L'ormone GH aumenta la lipolisi e l'ossidazione degli acidi grassi nel mitocondrio. Il somatotropo shifta il metabolismo da quello degli zuccheri (metabolismo glucidico) a quello dei grassi. Il corpo così consuma maggiormente, come combustibile, gli acidi grassi rispetto al glucosio.

Arrivati a questo punto sorge la domanda, ma allora il GH fa dimagrire di più?
La risposta è purtroppo NO.

Un miglior metabolismo lipidico, una miglior lipolisi ed ossidazione degli acidi grassi non vuol dire che la persona sta dimagrendo di più, ma semplicemente che sta utilizzando maggiormente (in acuto) come carburante i lipidi.
Confusi? Ora spieghiamo.

L'omeostasi del nostro grasso corporeo è dato dal bilancio tra quello che mangiamo e quello che consumiamo (nel medio-lungo termine). Il corpo umano consuma solo quando ne ha bisogno, non si mette a bruciare le sue riserve di grasso inutilmente. Il metabolismo glucidico e lipidico sono due facce della stessa medaglia che contribuiscono a metabolizzare le riserve per rispondere alle esigenze organiche. Ma sono sempre quest'ultime a decretare quanto dimagriremo.

Se seguo una dieta chetogenica shifto il mio metabolismo quasi esclusivamente sui grassi, ma se mangio troppo ingrasso uguale.
Nello stesso modo se seguo una dieta mediterranea shifto il mio metabolismo in buona parte sugli zuccheri, ma se mangio meno dimagrisco.

Questo avviene perché è il bilancio energetico a decretare se si attivano processi anabolici o catabolici, i metabolismi sono solo degli strumenti che l'organismo utilizza per raggiungere il medesimo risultato. Grazie all'ormone GH posso mobilizzare di più i grassi, ma senza deficit calorico rimarranno nel flusso ematico e saranno ossidati esclusivamente in base alle richieste energetiche.

Carboidrati a cena e picco del GH notturno

Negli anni, a partire dalla cronodieta, si è sentito che non bisognava mangiare i glucidi la sera perché altrimenti l'insulina smorzava il picco del GH notturno. Anche se questa considerazione può essere in parte vera, la letteratura ha dimostrato che a livello di dimagrimento non cambia assolutamente nulla tra avere il picco notturno più o meno alto. Una condizione cronica di ipo produzione dell'ormone della crescita favorisce l'obesità, ma il GH va sempre letto in relazione agli altri ormoni.

Si è visto che mangiare i carboidrati alla sera favorisce la produzione di leptina, un altro ormone che ha ancora di più un effetto positivo sulla composizione corporea. Avremo così meno GH ma più leptina. Alla fine il bilancio sulla composizione corporea non varia. Volete mangiarvi i glucidi a cena? A parità di quantità nelle 24h non vi cambia niente (state solo attenti che è più facile abbondare a cena rispetto agli altri pasti).

ritmi circadiani leptina

Proteine, arginina e produzione del GH

Si è visto che un pasto proteico stimola la produzione di GH. In realtà si è scoperto che sono alcuni aminoacidi, in particolare modo l'arginina a stimolare la produzione dell'ormone della crescita. Fatta questa scoperta l'industria dell'integrazione ha provato a vendere l'arginina anche per i suoi effetti sull'aumento della sintesi proteica.

Purtroppo assumere integratori d'arginina non vi farà diventare più grossi, a meno che non siate soggetti anziani, ospedalizzati, che mangiano poche proteine ed a cui viene somministrata l'arginina endovena (ovvero i soggetti dello studio in cui l'aminoacido aumentava in modo significativo la sintesi proteica).

Concludendo possiamo dire che è vero che le proteine hanno un effetto benefico sulla composizione corporea,  ma questo non avviene perché stimolano il GH, ma perché assieme a questo fattore ne innescano altri 999 positivi sulla ritenzione d'azoto e sui segnali cellulari.

arginina e GH

Allenamento ed ormone della crescita

Si è visto che allenamenti lattacidi con carichi medio-bassi e brevi recuperi stimolano la produzione di GH (l'ormone della crescita se stimolato in acuto favorisce l'ingresso del glucosio nella cellula). Pertanto negli anni per favore il dimagrimento, oltre che a strategie come l'HIIT, durante la fase di definizione si abbassavano i carichi per aumentare le ripetizioni. Ha senso fare tutto questo per aumentare di più l'ormone somatotropo?
Ovviamente la risposta è NO.

Sappiamo di già che per dimagrire bisogna instaurare un deficit calorico. Non esistono esercizi dimagranti, esistono esercizi che aumentano la spesa energetica. Tuttavia durante un periodo ipocalorico, in cui tutti i tessuti sono sottoposti a catabolismo è essenziale preservare il muscolo. Se abbassiamo i carichi perdiamo l'effetto positivo che hanno i pesi sul risparmiare i muscoli dal catabolismo indotto dalla dieta.

Servono carichi maggiori del 75% per segnalare all'organismo di preservare il tessuto muscolare. Se abbassiamo i pesi per stimolare il GH e consumare di più, otterremo si un "maggior" dimagrimento ma anche una maggior perdita di massa magra.

ormone della crescita e acido lattico

Conclusioni sul GH

In fisiologia è normale sentire tutto ed il contrario di tutto, semplicemente perché un ormone a seconda dei suoi livelli e delle interazioni che ha con altri ormoni, può fare una cosa come il suo esatto opposto. L'ormone GH può migliorare la composizione corporea come può portare all'insulino resistenza ed al diabete.

Bisogna pertanto leggerlo nel suo contesto e dargli la giusta importanza. Se adotto una strategia alimentare o d'allenamento, semplicemente perché prendo in considerazione solo il GH, rischio di fermarmi a guardare il dito, perdendomi la possibilità di contemplare la luna.

gh ormone

6.5.17

Attività fisica, 100 minuti a settimana per "sfiammare" l'organismo e vivere di più - Repubblica.it

Attività fisica, 100 minuti a settimana per "sfiammare" l'organismo e vivere di più - Repubblica.it

Attività fisica, 100 minuti a settimana per "sfiammare" l'organismo e vivere di più

BASTANO cento minuti a settimana di attività fisica per combattere l'infiammazione silente, che accelera l'invecchiamento e favorisce l'insorgenza di malattie croniche, come il diabete e tutte le patologie cardio-vascolari e neurodegenerative. A ribadire l'importanza del movimento - ormai dimostrata da tanti studi scientifici - sono stati gli esperti riuniti ieri e oggi a Milano per il 4° Congresso Internazionale Science in Nutrition organizzato dalla Fondazione Paolo Sorbini per la scienza nell'alimentazione.
 
Muoversi per smaltire l'infiammazione. Ma cosa c'entra l'attività fisica con l'infiammazione? Gli esperti hanno chiarito che proprio come il cibo, il movimento allena le cellule a disattivare i geni pro-infiammatori e ad attivare quelli della longevità. Perché l'esercizio fisico, al pari dell'alimentazione, può modificare l'espressione dei nostri geni inclusi quelli coinvolti nel controllo del metabolismo della cellula e del suo stato di infiammazione. Ecco perché l'attività fisica è uno dei quattro pilastri della Positive Nutrition, la nuova 'dieta' della longevità, che riprende l'omonimo titolo del nuovo di libro di Barry Sears, biochimico americano ideatore della Dieta Zona, autore con Benvenuto Cestaro e Giovanni Scapagnini (Edito da Sperling & Kupfer, pagg. 264). Gli altri pilastri sono restrizione calorica, cibi positivi e tecniche anti-stress. E per ottenere il massimo risultato dall'attività fisica, gli esperti indicano sette regole chiave che unite possono migliorare radicalmente la quantità ma anche la qualità di vita.
 
Regola 1. La "dose" giusta di movimento. La prova costume è all'orizzonte ed in genere questo è il periodo dell'anno in cui più o meno tutti si mettono a dieta e riprendono a fare. Ma questo non basta per ottenere dei risultati. "Bisogna fare esercizio in maniera programmata e con moderazione, ogni giorno ed imparare come muoversi, con quale modalità, stabilendo qual è il momento ideale della giornata. Perché un'ora non vale l'altra" afferma Elena Casiraghi, triatleta di livello internazionale, PhD, specialista in nutrizione e integrazione dello sport. Una sola seduta di allenamento di forza la settimana non basta a mantenere il tono e la massa muscolare. Gli studi scientifici sugge­riscono di praticarne 3 la settimana, una sessione ogni 48 ore circa. In pratica, un giorno sì e uno no". Come calcolare quanto esercizio fisico svolgere è semplice: basta ricalcare la formula della dieta Zona (cioè 40-30-30) per un to­tale di 100 minuti la settimana di esercizio aerobico. Così suddivisi: 40 in un'unica seduta nel weekend; 60 in due mini blocchi da 30 minuti ciascuno in set­timana. Più una seduta di forza muscolare e mobilità articolare da inserire sempre nell'arco dei sette giorni. In pratica una strategia 3+1: tre sedute aerobiche (per un totale di 100 minuti la settimana) e una seduta di forza a corpo libero. Gli impegni non lo consentono? Va bene la strategia 2+1: due allenamenti aerobici e quando c'è tempo, si aggiunge una seduta per la forza e il tono muscolare. L'importante è cominciare.
 
Regola 2. L'Interval training ad alta intensità. Ma qual è il modo migliore di allenarsi? "Tra gli allenamenti considerati oggi più efficaci - prosegue Casiraghi - c'è l'Interval training ad alta intensità (HIIT) che prevede l'esecuzione di 4-5 serie ciascuna di esercizi aerobici della durata di 4 minuti all'80-90% della VO2max, ovvero la massima quantità di ossigeno che i muscoli consumano al minuto, seguiti da 3-4 minuti di recupero".
 
Regola 3. Allenarsi a digiuno. Un'altra possibilità è l'allenamento a bassa intensità praticato al mattino a digiuno: "La mattina, appena svegli, abbiamo nel corpo una scarsa concentrazione di glicogeno, lo zucchero di riserva immagazzinato nel fegato e nei muscoli. L'allenamento svolto con una scarsa disponibilità di energia aziona l'enzima della vita: l'AMP chinasi che se attivato, sostiene la longevità dell'organismo" dice l'esperta. Questa molecola viene attivata proprio quando la cellula ha poca energia. Che è ciò che accade la mattina appena svegli. "Così si ha la possibilità di migliorare, per esempio, la sensibilità all'insulina, diminuire la sintesi del colesterolo nel fegato, incrementare l'ossidazione dei grassi (la lipolisi) negli adipociti, ovvero le cellule del tessuto adiposo. Non a caso l'allenamento a digiuno viene usato, spesso e volentieri, dagli atleti che praticano sport di endurance come la corsa, la marcia, il ciclismo o il triathlon. In tal modo, infatti, potranno insegnare al proprio organismo come potenziare il metabolismo lipidico".
 
Regola 4. Il Concurrent Training. Non solo allenamento aerobico. Al corpo serve esercitare anche la forza muscolare. L'abbinamento dei due nell'arco della giornata o della settimana va sotto il nome di Concurrent training. "Se lo sforzo aerobico favorisce in maniera più efficace l'attivazione dell'AMP chinasi quello muscolare darà ulteriori benefici" precisa Casiraghi. A partire dai quarant'anni circa, negli uomini e nelle donne si verifica una significativa riduzione sia della massa muscolare, sia della capacità dei muscoli di esprimere forza. Verso i cinquanta la perdita della massa muscolare si aggira intorno al 3-5% e all'1-2% ogni anno. Intorno ai settantacinque il patrimonio muscolare è in pratica dimezzato. E a rimetterci di più pare che siano gli uomini. Ecco perché serve un allenamento di tipo aerobico che si alterni ad una sessione di esercizi per la forza muscolare".
 
Regola 5. L'importanza dell'idratazione. Mai dimenticarsi di bere nelle giuste dosi, anche quando non si ha sete e soprattutto se si svolge attività fisica perché il corpo consuma acqua e minerali come sodio, cloro, potassio e magnesio, che vanno tassativamente recuperati per non mettere a repentaglio la salute, soprattutto del cuore. "Senza un'adeguata idratazione - spiega Luca Mondazzi, specialista in Scienze dell'Alimentazione e in gastroenterologia, del Servizio di Nutrizione nello sport, Mapei Sport Service - non si può ottenere dall'allenamento il migliore risultato, perché le cellule e le fibre muscolari disidratate non hanno la possibilità di mettere in atto i cambiamenti stimolati dall'esercizio che a loro volta determinano un aumento delle capacità di prestazione sportiva".
 
Regola 6. Quanto bere. Come capire se siamo abbastanza idratati? "Il sistema migliore - prosegue Mondazzi - è la valutazione del colore delle urine: se è di un giallo carico significa che c'è una carenza di idratazione. Quando invece il colore non è accentuato, allora non ci sono problemi". La regola dei due litri d'acqua al giorno vale mediamente per tutti ma se ci si allena il fabbisogno è leggermente più alto. "Chi si allena in palestra - conclude Mondazzi - può idratarsi semplicemente bevendo acqua, se invece si pratica un allenamento più intenso o addirittura agonistico e anche se si tende a sudare tanto, è meglio ricorrere a 'bevande tecniche', cioè quelle idrosaline che garantiscono anche un buon apporto di Sali minerali".
 
Regola 7. Allenarsi senza rischi. Tenere sotto controllo l'infiammazione attraverso il cibo aiuta anche a ridurre il rischio di infortunio. "Dalle ricerche - spiega Stefano Righetti, cardiologo presso l'Ospedale San Gerardo di Monza - emerge che più c'è infiammazione legata all'alimentazione più ci può essere l'attivazione di fenomeni infiammatori a livello dei muscoli e dei tessuti coinvolti nell'esercizio e quindi un maggior rischio di infortunarsi". Ma qual è il nesso tra sport e infiammazione? "L'esercizio fisico provoca un'infiammazione che, però, è necessaria per riparare e rigenerare i tessuti dopo il danno muscolare provocato proprio dall'allenamento. Ma se l'infiammazione è eccessiva anziché avere la ricostituzione del tessuto originario che si è danneggiato, si forma del tessuto cicatriziale cosa che potrebbe aumentare il rischio di infortunarsi. Ecco perché bisogna ridurre attraverso la giusta alimentazione l'infiammazione derivata dall'esercizio fisico".
 

4.5.17

ALLENAMENTO PER CORPO BILANCIATO E AL RIPARO DA INFORTUNI - BODYWEIGHT ARENA

ALLENAMENTO PER CORPO BILANCIATO E AL RIPARO DA INFORTUNI - BODYWEIGHT ARENA

ALLENAMENTO PER CORPO BILANCIATO E AL RIPARO DA INFORTUNI

In questo articolo vedremo come mantenere un corpo bilanciato con l'allenamento.

Più in particolare, parleremo dell'articolazione della spalla, (se vuoi approfondire anatomicamente questo concetto, leggi questo articolo) che è quella maggiormente sollecitata durante i principali movimenti del corpo libero. Prima di prendere in considerazione degli esercizi da inserire nelle vostre routine di allenamento, dovreste pensare a quali sono gli effetti di determinati esercizi sul vostro corpo. Un esempio lampante sono le classiche "schede da spiaggia" che ti bombardano di pettorali e bicipiti, portando la maggior parte delle volte, a squilibri, posture scorrette, dolorini ed infortuni.

ATTENZIONE: In questo articolo si parlerà di muscoli e delle loro varie funzioni, che vengono date per assodate. Se volete capirne di più, vi consiglio questo articolo.

In diversi testi e secondo il parere di tantissime persone, il metodo che si consiglia per mantenere un equilibrio nella parte superiore del corpo è eseguire in pari dose gli esercizi di tirata e gli esercizi di spinta. In particolare, viene consigliato di eseguire

  • Un esercizio di tirata orizzontale: rientrano in questa categoria tutti quegli esercizi dove le mani si avvicinano al corpo descrivendo una traiettoria perpendicolare all'asse del nostro corpo, ad esempio rematori, rows (o australian pullup).
  • Un esercizio di tirata verticale: in questa categoria rientrano gli esercizi dove le mani si avvicinano al corpo descrivendo una traiettoria parallela (verticale) al nostro asse. Ad esempio trazioni.
  • Un esercizio di spinta orizzontale: come la tirata orizzontale, ma in questo caso le mani vengono spinte via dal corpo, esempio i piegamenti sulle braccia oppure la panca piana.
  • Un esercizio di spinta verticale: uguale alla tirata verticale, ma anche quì, le mani vengono allontanate dal corpo. Esempio i piegamenti in verticale oppure military press.

Questo secondo molti basterebbe per prevenire squilibri, in quanto i muscoli di tirata e di spinta farebbero un pari ammontare di lavoro sui diversi piani di tirata e di spinta.
Esiste tuttavia un problema: i principali muscoli che vengono coinvolti durante i movimenti di tirata e di spinta, come il gran dorsale, il grande e piccolo pettorale, grande rotondo, deltoide frontale, presentano (oltre alle altre loro funzioni una caratteristica comune: ruotano medialmente l'omero, ovvero intraruotano. In parole semplici portano le spalle a chiudersi, ed anche lavorarli in maniera omogenea, non ci metterà al riparo da squilibri ed eventuali infortuni.

LA STRATEGIA VINCENTE PER L'EQUILIBRIO: EQUILIBRARE LE FORZE E NON I MUSCOLI

Qual'è quindi la strategia che possiamo adottare per metterci al riparo da eventuali infortuni? Nella mia personale visione è quella di rinforzare tutti quei muscoli che si oppongono alle principali forze e muscoli che utilizziamo solitamente. Questi muscoli sono:

  • Il muscolo trapezio
  • I muscoli extrarotatori della cuffia dei rotatori (piccolo rotondo e infraspinato)
  • Il muscolo deltoide posteriore
  • I muscoli adduttori delle scapole (romboide maggiore e minore)
  • I muscoli depressori delle scapole (trapezio inferiore ed altri)

Un rinforzo di questi distretti risulta molto più utile e logico rispetto all'approccio della tirata e della spinta bilanciate: rinforzare in egual modo muscoli che tuttavia portano a posture di "chiusura" (intrarotazione dell'omero) non ci permette di rinforzare quei punti che in realtà giocano un ruolo fondamentale. Pensate alle nostre ossa come degli oggetti che vengono tenuti in equilibrio da diversi elastici. I muscoli della parte frontale del corpo (pettorali, deltoidi) e che intraruotano l'omero (grande dorsale, anche se si trova dietro) sono più sviluppati, grandi e forti. Abbiamo quindi degli elastici fortissimi che ci "tirano" verso l'avanti. Gli elastici della parte posteriore, ovvero i muscoli citati sopra (extrarotatori, romboidi, deltodi posteriori) sono più piccoli e deboli per loro natura, quindi se non adeguatamente rinforzati, cederanno alle forze dei loro antagonisti e non ci permetteranno di essere in una situazione di equilibrio. Capito il concetto ora?

ESERCIZI DA ESEGUIRE

Vediamo ora quali possono essere degli esercizi che vi aiutano a mantenere un corretto bilanciamento di forze che agiscono sul corpo: se solitamente le spalle tendono ad intraruotare, noi eseguiremo esercizi per l'extrarotazione. Se le scapole tendono ad elevarsi, faremo esercizi per la depressione delle scapole. Se l'omero tende ad addursi, noi faremo esercizi per la sua abduzione. Il concetto è questo.

CUBAN PRESS

Questo esercizio è un vero e proprio must per l'equilibrio delle spalle. Agisce sui muscoli extrarotatori della cuffia dei rotatori (sovraspinato, piccolo rotondo) e debolmente sul deltoide posteriore. Si può eseguire in diverse maniere, quella che vi riporto ora è la mia personale tecnica che trovo ottima per evitare di perdere la posizione del gomito. Vi sedete, una gamba piegata di fianco a voi e l'altra tesa. Appoggiamo il gomito sul ginocchio piegato, avendo cura di mantenere la scapola depressa e neutra. A questo punto, partendo con il manubrio in alto, lasceremo cadere giù il peso, frenandolo, arrivando con la mano sotto il ginocchio, frenando ovviamente la discesa. Una volta arrivati quì, torneremo sù, avendo cura di non flettere il polso (la mano va tenuta immobile!) e non muovere eccessivamente la scapola compensando il movimento.
Quì sotto trovate il video illustrativo per chiarire l'esecuzione.

NOTA BENE: Gli esercizi per i muscoli extrarotatori potrebbero essere dannosi per i soggetti con tali distretti già molto rigidi. In questo video, potete capire quale test eseguire per essere sicuri di poter fare questo esercizio. Se siete rigidi nei muscoli extrarotatori, allora vi consiglio degli esercizi di allungamento per questi ultimi, fino a soddisfare i requisiti del test. Nel mentre, dosate le vostre cuban press, eseguendole 1 volta a settimana ad esempio.

ACTIVE HANG

L'active hang ha innumerevoli benefici. Quello che ci interessa ora è che agisce sui fasci inferiori e medi del trapezio, andando a rinforzare la depressione delle spalle, elemento molto importante per prevenire infortuni come il conflitto subacromiale, dove la testa dell'omero e l'acromion si ritrovano troppo vicini, provocando uno schiacciamento dei tessuti posti tra le due estremità, con successiva infiammazione e dolore. Esercizi di depressione della scapola possono ripristinare la distanza tra acromion e omero, donando sollievo.
L'articolo sull'active hang completo lo trovate quì ed il video quì sotto (dopo il passive hang di inizio video).

DELTOIDE POSTERIORE

Mmmmmmmm… Argomento davvero davvero complicato. Il deltoide posteriore ha l'azione di abdurre sul piano trasverso orizzontale (ma che c…? Pensate a quando stando in piedi date una gomitata in faccia ad una persona. Quello è il tipo di abduzione di cui stiamo parlando), estendere ed extraruotare l'omero. Il problema è che quasi nella totalità dei casi in cui si eseguono questi movimenti, intervengono altri muscoli più grandi e forti, come il trapezio o il capo lungo del tricipite, "assorbendo" e portando via il lavoro a dei muscoli importanti come i deltoidi posteriori. Molte posture "chiuse" derivano anche da una eccessiva debolezza di questo muscolo, che se non adeguatamente allenato, può dare problemi anche in termini di forza: è infatti l'anello debole della catena di tirata. Questo perchè come detto prima "subisce" l'intervento di altri muscoli più forti. Un suo adeguato rinforzo vi può fare ottenere benefici anche direttamente sugli esercizi.

Di esercizi sul deltoide posteriore ne esistono tantissimi. Io trovo molto utile quello che questi fantastici ragazzi mostrano dal minuto 4:00. Potete approfondire gli esercizi quì.

Dedicate pure un lavoro in multifrequenza (due volte a settimana) a questo muscolo, con 3 serie da 8-15 ripetizioni ad esempio.

TRAPEZIO FASCI SUPERIORI E INFERIORI

Il riforzo del muscolo trapezio è altrettanto importante per mantenere bilanciate le forze che intervengono sulla spalla. Il trapezio agisce nell'insieme durante la massima flessione della spalla (ad esempio in verticale). Questa forza di massima flessione è estremamente importante nel contesto della spalla perchè rappresenta il massimo range di flessione. Essere in grado di esprimere forza nei 180° di flessione rappresenta un'importante elemento di completezza ed equilibrio di questa articolazione.

L'esercizio che vi propongo è molto semplice. Sdraiatevi pancia a terra, braccia tese di fronte a voi, gambe unite e ben aderenti a terra, mento a terra. Tenete un bastone tra le mani a larghezza delle spalle. Ora a braccia tese alzate il bastone sopra la testa, avendo cura di non piegare mai le braccia. Potete eseguire 3 serie da 10 ripetizioni, eseguendo una pausa di 5" sopra la testa ogni volta che alzate il bastone.

esercizi verticale

Se non riuscite ad eseguire l'esercizio in maniera corretta, quello che vi limita può essere una mancanza di mobilità. In questo video vediamo quali sono alcuni esercizi che possono aiutarvi a risolvere tale deficit.

ESTENSIONE ATTIVA

Un altro ottimo esercizio che vi propongo tratta il range opposto alla flessione, bensì la massima estensione. Questo range è spesso "negato" da scarsa flessibilità dei muscoli grande e piccolo pettorale e deltoide anteriore in linea generale. Quindi, se non riuscite ad eseguire bene l'esercizio, dedicate delle sedute di allungamento a questi ultimi. L'esercizio in questione permette di allenare, attraverso un'estensione d'omero ed adduzione delle scapole, i muscoli tricipite capo lungo (che assorbe lavoro al deltoide posteriore in questo caso), deltoide posteriore, trapezio fasci medi e debolmente fasci inferiori, romboidi.

Ci posizioneremo seduti, con le mani a livello del bacino, appoggiate a terra rivolte verso l'esterno e le gambe tese. Da questa posizione, tenendo le braccia tese, spingeremo in alto il bacino fino a stendere completamente il corpo. Ricordatevi di spingere il bacino più in alto che potete, tenete le braccia sempre tese, retraete le scapole ed APRITE il petto! Una volta in posizione di "tavolo" sostiamo per qualche secondo e torniamo nella posizione iniziale. Ripetiamo per il numero desiderato, ad esempio 3 serie da 10 ripetizioni.

L'esercizio è quello che vi propongo quì sotto.

esercizi bilanciamento esercizi bilanciamento

WALL SLIDE

Ultimo, ma non per importanza, un esercizio per i trapezi, adduttori delle scapole ed extrarotatori: il wall slide. Richiede poca attrezzatura e si presta benissimo ad incrementare la vostra forza in questi distretti. Attenzione però, perchè richiede una eccellente mobilità di spalle: trovate la vostra posizione e continuate a lavorare per arrivare a quella finale, come mostro nel video quì sotto.

CONCLUSIONI

Ora, conosciamo diversi nuovi esercizi e dobbiamo capire come inserirli nella pratica. Quello che vi consiglio è iniziare ad integrare questi movimenti, a gruppi di 2-3 ad ogni allenamento, per un totale di 3 volte la settimana. È consigliato inserirli in due situazioni:

  • Fine dell'allenamento, in quanto non sono esercizi eccessivamente complicati e stressanti, che agiscono su muscoli posturali e spesso che intervengono in altri movimenti. Per questo affaticarli prima può essere controproducente per i vari movimenti principali.
  • Riscaldamento (questo vale per active hang, estensione e flessione attiva), in questo caso ci limiteremo ad eseguire una serie di questi esercizi, per lavorare sia sui gruppi muscolari interessati, sia per riscaldare ed allungare i vari muscoli che andremo ad utilizzare nell'allenamento.

Con questo è tutto, spero di avervi fornito delle ottime informazioni con cui restare in salute ed al riparo da infortuni.

A presto,

Elia