3.4.15

Loft in Paris, Parigi, 2014 - Maxime Jansens

http://www.archilovers.com/projects/153192/loft-in-paris.html

Maximum Strength and strength training for endurance

Erbicidi, Olanda e Francia verso il bando del pesticida Roundup - Repubblica.it

Erbicidi, Olanda e Francia verso il bando del pesticida Roundup - Repubblica.it
ROMA - "Dopo il parere dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) che lo ha definito un probabile cancerogeno, l'Olanda sta mettendo al bando il glifosato mentre Francia e Brasile si accingono a farlo. Il governo italiano invece si è dichiarato a favore di un 'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari' che prevede un ampio utilizzo di questi prodotti sotto l'etichetta della sostenibilità". La denuncia è di Maria Grazia Mammuccini, portavoce del Tavolo delle associazioni ambientaliste e dell'agricoltura biologica di cui fanno parte 14 sigle (tra cui Aiab, Associazione per l'agricoltura biodinamica, Fai, Federbio, Legambiente, Lipu, Slowfood, Wwf).

Il glifosato è l'erbicida più utilizzato al mondo: dal 1992 al 2012 il suo uso è aumentato di 140 volte negli Stati Uniti: uno sviluppo collegato anche alla crescita delle coltivazioni ogm che sono resistenti a questo erbicida. "Il governo italiano per ora non ha raccolto  nessuna richiesta che proviene dal mondo delle associazioni ambientaliste e dell'agricoltura biologica", accusano gli ambientalisti. "Nel Piano di azione nazionale non sono previste azioni concrete per ridurre l'utilizzo dei pesticidi, e invece di favorire la diffusione di pratiche che non ne fanno uso come l'agricoltura biologica e biodinamica, si lavora solo per garantire l'obbligo di rispettare le prescrizioni in etichetta: così si aggrava il peso economico e burocratico sulle spalle degli agricoltori senza ridurre i pesticidi".

Monsanto, la multinazionale che produce il glifosato sotto il marchio commerciale di Roundup, ha definito il rapporto dello Iarc "scienza spazzatura" e pochi giorni fa ha chiesto all'Organizzazione mondiale per la sanità (di cui lo Iarc fa parte) il ritiro del rapporto. Secondo Philip Miller, vice presidente della multinazionale, "lo Iarc ha volutamente scelto di ignorare dozzine di studi che supportano il giudizio di non pericolosità per il glifosato".

Un contrasto che rilancia le polemiche. Anche perché l'Italia, in base ai dati del rapporto dell'Ispra del febbraio scorso, in Europa occidentale è il maggiore consumatore di pesticidi per unità di superficie coltivata, con valori doppi rispetto a quelli della Francia e della Germania. Molto alto anche il numero delle sostanze di cui si trovano tracce nelle acque: 175 tipologie di pesticidi (tra i più presenti il glifosato) nel 2012 a fronte dei 166 del 2010 e dei 118 del biennio 2007-2008.



Prodotti artigianali, cibo a km zero, masserie recuperate: è la Puglia ecosostenibile - Repubblica.it

Prodotti artigianali, cibo a km zero, masserie recuperate: è la Puglia ecosostenibile - Repubblica.it

BARI - Terra forte e asciutta, sole e vento: sono questi ingredienti che favoriscono la produzione di uve sane e ricche di zuccheri. Ne sanno qualcosa i pugliesi, che sulla coltivazione della vite hanno basato, specialmente negli ultimi anni, la propria produzione agricola, trasformando in cultura d'eccellenza una tradizione che ha origini antichissime. Basti pensare che solo nella Terra d'Arneo, quella parte della penisola salentina compresa, lungo la costa ionica, fra San Pietro in Bevagna e Torre dell'Inserraglio, e che nell'entroterra si estende fino a Manduria, Veglie e Nardò, sono presenti cinque zone DOC: Salice Salentino, Nardò, Leverano, Copertino, Squinzano e alcuni vitigni autoctoni tra i più famosi a livello mondiale, come il Negroamaro, la Malvasia e il Primitivo. Fra cascine immerse nel sole, distese di uliveti e fichi d'India, si incontrano circa quindici cantine di eccellenza e alcune delle etichette più conosciute in Salento.

E' passeggiando tra questi luoghi che si intuisce che il cambiamento è in atto, ora più che mai: la Puglia, malgrado la crisi economica, sta vivendo un momento di profonda rinascita, tutto declinato in base a parole come ecosostenibile, biologico, naturale, a impatto zero. Seguaci della moda o amanti del territorio? La risposta la si trova solo recandosi personalmente a visitare questi luoghi: lo sguardo pieno d'amore dei coltivatori verso la propria terra, la passione con la quale chi produce olio o vino  parla dei propri "figli", tutto questo si esprime in una lingua sincera, che non conosce compromessi.

Ma la rivoluzione non interessa solo i coltivatori diretti. La gente comune, anche chi non ha mai letteralmente preso una vanga in mano, di fronte ai crescenti livelli di disoccupazione e alla mancanza di opportunità di lavoro, invece che chiudersi in se stessa si è guardata intorno, conscia di avere un patrimonio a disposizione. Perché non sfruttare le masserie abbandonate e le case dei centri storici delle piccole frazioni dell'entroterra per realizzare b&b e strutture d'accoglienza di qualità? Perché costruire nuovi edifici, quando si possono semplicemente recuperare quelli esistenti, con un impatto per l'ambiente e il paesaggio pressoché nullo?

La rete turistico-ricettiva di Terra d'Arneo è, di fatto, costituita principalmente da residenze in masserie, case coloniche e ville liberty, con un'ospitalità che si articola tra l'aperta campagna, a propensione agrituristica, i centri storici, i borghi rurali e quelli marinari. "Proprio nei centri storici  -  spiega Cosimo Durante, presidente GAL (Gruppo di Azione Locale) Terra d'Arneo - troviamo la maggior parte delle strutture di piccola ricettività, soprattutto affittacamere e b&b. In seguito agli interventi del GAL, la Terra d'Arneo ha implementato la propria dotazione di circa 750 posti letto, di cui 400 distribuiti in 30 strutture agrituristiche e il restante 350 costituiti da ricettività nei centri storici (in 29 affittacamere). Da ricordare la presenza, nel nostro comprensorio, di 5 masserie didattiche che, oltre a fornire ospitalità e servizi ristorativi, svolgono un'importante funzione educativa per grandi e piccini". In Terra d'Arneo è infatti possibile trovare anche una fattoria sociale che fornisce servizi educativi e riabilitativi (pet therapy, ortoterapia, attività di educazione alimentare, ecc) e rappresenta una particolare forma di ricettività, e molto interessanti sono anche le prospettive di sviluppo per il turismo scolastico, proprio in riferimento a queste strutture.

Fra tutti, però, è il settore ristorativo il vero ponte con il passato, in quanto interamente basato sull'elaborazione di piatti semplici della tradizione contadina. Tantissimi sono gli agriturismi, in Puglia, che propongono ogni giorno piatti della tradizione locale a base di verdure di stagione e formaggi locali, con l'utilizzo di olio extravergine d'oliva e vino autoprodotto o proveniente dalle rinomate cantine locali. E non è tutto. Gli edifici sono interamente costruiti con materiali del posto (dal legno di ulivo alla pietra leccese) e arredati con oggetti di artigianato artistico realizzati in zona. Insomma, l'apoteosi del concetto di "chilometro zero".

"Certamente la Puglia ha cambiato passo  -  continua Durante - facendo della identità e tipicità il proprio punto di riferimento per il rilancio di un settore che ha grandi potenzialità. La politica del Km Zero viene messa in primo piano come valore aggiunto di un territorio che esprime qualità". Purtroppo, pur con le attenzioni del caso sempre crescenti, sono ancora poche le realtà locali che al momento possiedono la certificazione per le produzioni biologiche, e si tratta principalmente di olio extravergine d'oliva e altri prodotti quali ortaggi, verdure, confetture, conserve. L'enogastronomia tipica, il clima piacevole in ogni stagione, il paesaggio rurale, la bellezza dei centri storici, gli eventi piccoli e grandi che non conoscono stagionalità contribuiscono però a far passare in secondo piano questo piccolo problema.

Anche perché, laddove manca il riconoscimento da parte dello Stato o degli enti certificatori, arriva quello dei consumatori: la Cantina Moros di Claudio Quarta, ad esempio, è sostenuta da un'idea concettuale unica nel suo genere, che ogni anno attrae migliaia di visite: un vigneto, situato in prossimità della cantina in agro di Guagnano; una cantina, minuscola ma modernamente attrezzata, ricavata da una cantina cooperativa degli anni '60, con bottaia ipogea; un vino, il Salice Salentino Riserva, che rappresenta al meglio cultura e tradizioni locali, prodotto dalla maggiore cantina Tenute Emera situata a Lizzano (TA). La cantina Moros è nata esclusivamente per la produzione di questo vino e rappresenta solo una delle tante "chicche" che si possono trovare in zona. C'è poi la Castello Monaci S. r. l., che ha da sempre cercato di valorizzare i vitigni autoctoni per difendere il territorio e le sue denominazioni principali e i cui prodotti sono composti da uve del territorio quali il Primitivo, il Negramaro e soprattutto la Malvasia Nera di Lecce, con vitigni di oltre 35 anni di età. Con 210 ettari di vigneto, seguiti personalmente dalla famiglia, i proprietari garantiscono una cura maniacale della materia prima, e questo rappresenta un indiscutibile valore aggiunto per il consumatore. "Senza contare  -  aggiunge il presidente Vitantonio Seracca Guerrieri  -  che disponiamo delle più moderne tecniche di vinificazione e questo incontro tra l'artigianalità della materia prima e la modernità delle tecniche di vinificazione rende speciali i nostri prodotti".

Dal vino alla birra, l'universo dei punti di forza della "nuova" Puglia è sconfinato. Tanto che ogni anno, a dicembre, presso la Fiera del Levante di Bari si organizza la "Luppolata", manifestazione interamente dedicata alle birre artigianali qui prodotte, di altissima qualità, che si assaporano dal vivo fermandosi, ad esempio, nel Birrificio BAS, in provincia di Taranto, gestito con professionalità e amore per il luppolo dal mastro birraio Alessio Stefanelli, o al Beershop Barbarossa, che produce bevande gradevoli al gusto e alla vista, grazie alle preziose decorazioni delle bottiglie, ispirate alla tradizione religiosa, come la San Nicola (patrono di Bari).

La qualità e l'attenzione per l'ecosostenibilità si incontrano sempre più frequentemente muovendosi fra Taranto (imperdibile il meraviglioso Museo Nazionale Archeologico, appena rinnovato), Martina Franca e Cisternino, dove spiccano ristoranti tipici affacciati sul mare, perfetti per gustare, con pochi euro, ottimi piatti di tubetti e cozze e vassoi del pregiato capocollo locale, e si toccano con mano passeggiando a cavallo tra gli ulivi secolari.

Tra una gita in campagna e una visita della città di Ostuni con pranzo in uno dei suoi splendidi ristoranti di design, tutti con menu a chilometro zero, la Puglia rivela insomma il suo volto nascosto, quello che va oltre i fumi dell'Ilva e gli scandali politici, plasmato dai veri protagonisti di questa rivoluzione: i pugliesi. Che mai come oggi hanno voglia di riscattarsi, e mai come oggi hanno le carte in regola per riuscirci. A Bari è possibile visitare in risciò il centro storico, fermandosi per la degustazione in uno dei tanti ristoranti che ancora producono orecchiette fatte a mano, e dopo aver visto il capoluogo non si può non visitare uno dei frantoi di Bitonto e il birrificio I Peuceti, altre due perle di qualità e valorizzazione del territorio. Dimenticate, insomma, le brutte notizie registrate su questa regione meravigliosa, resettate tutto, e immergetevi nella sua nuova vita. Vi conquisterà.

 



16.3.15

Milano, al via il restauro della casa di Alessandro Manzoni: i lavori saranno ultimati a luglio - Repubblica.it

Milano, al via il restauro della casa di Alessandro Manzoni: i lavori saranno ultimati a luglio - Repubblica.it
Fervono i preparativi a Milano per la riqualificazione della casa di Alessandro Manzoni. Intesa Sanpaolo e la Fondazione Centro nazionale studi manzoniani hanno siglato la convenzione che consente l'avvio dei lavori per il restauro conservativo. Il recupero dell'edificio, per il quale è in corso l'allestimento del cantiere, sarà interamente a carico di Intesa Sanpaolo, che nell'ambito del proprio Progetto cultura si è impegnata per una disponibilità di quattro milioni di euro.

La speranza è che i lavori possano terminare entro luglio, così da offrire alla cittadinanza e ai visitatori che affolleranno Milano per Expo la vista del palazzo restaurato. Giovanni Bazoli, presidente di Banca Intesa Sanpaolo, aveva già detto che "i lavori della casa del Manzoni non si chiuderanno prima dell'apertura di Expo, purtroppo, ma sicuramente prima della sua conclusione".

"I lavori di restauro di Casa Manzoni - ha commentato il sindaco Giuliano Pisapia - faranno tornare al suo splendore il luogo straordinario in cui Alessandro Manzoni è vissuto e ha scritto le sue opere. Un palazzo che è parte integrante della storia di Milano e che sarà pronto ad accogliere cittadini e turisti". Così, a 230 anni dalla nascita di Manzoni, la storica dimora dove l'autore dei Promessi sposi visse dal 1813 fino alla morte (nel 1873) sta per rinascere.

Messa all'asta dopo la sua scomparsa, nel 1874 la casa venne acquistata dal conte Bernardo Arnaboldi. Dopo varie vicende divenne proprietà della Cariplo, che a sua volta ne fece dono al Comune con il vincolo dell'uso perpetuo ed esclusivo al Centro di studi manzoniani.



7.3.15

Glossario | Aeropan

http://www.aeropan.it/it/faq/glossario/

Australia. I segreti del profondo Nord - Pagina 1 | Repubblica Viaggi

Australia. I segreti del profondo Nord - Pagina 1 | Repubblica Viaggi

Diciamoci la verità: per un comune mortale, viaggiatore non compulsivo e onesto contribuente italiano, un viaggio in Australia è roba da "una volta nella vita". In più, trattandosi in pratica di un continente, tocca fare delle scelte dolorose: si può vedere anche molto ma mai tutto. E se, come è probabile e consigliabile, non vorrete rinunciare ad ammirare il monolito di Ayers Rock - nome corretto: Uluru - lo scopo di queste righe è raccomandarvi di non perdervi un paio di altre perle del Northern Territory (NT), lo stato, anzi, il "territorio" nel cuore del continente australiano in cui vi troverete.

Se infatti Uluru e il rosso dei suoi deserti è il simbolo del Red Centre, più di un terzo dell'enorme estensione dello stato (che da solo vale un sesto dell'Australia ed è vasto quanto Francia, Spagna e Italia messe insieme) è occupata a nord dal Top End, dal clima tropicale e ricco di acque.

Proprio l'acqua è protagonista indiscussa delle due "perle" citate. La prima, il parco nazionale Kakadu nell'Arnhem Land, l'avete probabilmente sentita nominare. A sole tre ore di auto dalla capitale Darwin, Kakadu è il cuore naturalistico ed etnografico della terra di Arnhem e del Top End: uno spettacolare insieme di foreste pluviali e scarpate rocciose, di fiumi, scogliere marine e savana, con intatti "santuari" di pitture rupestri e luoghi sacri per le popolazioni aborigene. 

Ma oltre a Kakadu - iscritto come Uluru nella lista Unesco del Patrimonio dell'umanità - il Northern Territory cela attrattive ancora più nascoste e pressochè sconosciute ai turisti europei. Come il Nitmiluk National Park. Per chi arriva dall'Italia, il passaggio obbligato è Darwin, punto di snodo comodo anche per i viaggiatori che provenissero dalla parte meridionale dell'Australia. Due buoni indirizzi per pernottare: Elan Soho Suites e Adina Apartment Hotel Waterfront.

Nella capitale del Northern Territory si approda via Singapore (12 ore di volo da Malpensa con Singapore Airlines e altre 4 dall'hub della compagnia asiatica) oppure con Qantas (via Londra), Etihad (via Abu Dhabi), Emirates (via Dubai). Da Darwin, due soluzioni: noleggiare un'auto o affidarsi a un'agenzia per coprire i circa 350 km che ci separano dalla nostra meta e per tutto l'itinerario. La prima soluzione, praticabile, implica una certa dimestichezza non solo con le lunghe distanze non autostradali ma soprattutto con la proverbiale solitudine che accoglie i viandanti sulle strade australiane e con la conseguente necessità di dimenticare i comodi e frequenti autogrill europei.

Per la seconda soluzione, un buon servizio è offerto da On Tour NT che, su richiesta, può mettervi a disposizione Roberto Marrone, guida e driver di evidenti origini italiane. Una terza alternativa è data dal mitico treno The Ghan, che attraversa il continente da Darwin a Adelaide. Ma quello sul convoglio è un viaggio nel viaggio, che merita ben altro spazio. A noi, al momento, interessa solo una delle tappe del Ghan, Katherine.

Prima di arrivarci si sosta per il pranzo a Pine Creek, pugno di case nel nulla dove però si gusta un buon fish & chips nella Lazy Lizard Tavern. Quest'ultima è una pittoresca stazione di sosta che si fa un punto d'orgoglio di essere costruita con mattoni di materiale ricavato dai numerosissimi termitai della regione. Altri 90 km ed ecco Katherine, terza città per dimensioni nel NT dopo la capitale e dopo Alice Springs ma con solo 7500 abitanti; da qui il nostro itinerario entra davvero nel vivo, lascia la direzione sud-est della strada n. 1 altrimenti detta Stuart Highway, svolta deciso verso nord-est e raggiunge in mezz'oretta la nostra meta di oggi, il Cicada Lodge.

Se seguirete i nostri consigli, prenoterete via web o attraverso il tour operator di Darwin un paio di notti in questo indimenticabile lodge che si definisce giustamente "nestled in the wilderness", annidato nella natura selvaggia. Unendo lusso rigoroso e sostenibilità, il lodge è formato da soli 18 bungalow discreti, moderni, perfettamente equipaggiati e quasi invisibili tra savana e boscaglia. Un aperitivo ai bordi della piccola piscina vi introdurrà a una cena perfetta per qualità e intima per clima e calore dell'ospitalità di Clive e Tessa Pollack, manager del Lodge e della collegata agenzia Nitmiluk Tours.

È proprio questa agenzia a prenderci in consegna, dopo una sontuosa colazione al sorgere del sole, la mattina successiva. Ci attende il clou della nostra escursione nei 2900 kmq del Nitmiluk National Park, regno e proprietà della nazione aborigena Jawoyn: una crociera lungo le tortuose e scoscese gole del Katherine Gorge.

Se il vostro budget lo permette, voi potrete anche sorvolarle in elicottero ma noi siamo sicuri che sia meglio stare più vicini a queste acque dai colori primordiali grazie a questa tranquilla, breve (2 ore) ma emozionante escursione in battello. Programmi e durate delle crociere variano a seconda delle stagioni (secca e umida) del livello delle acque del fiume e delle esigenze dei partecipanti; le imbarcazioni sono molto comode e gli itinerari con formule "base" sono adatti a tutti, bambini e anziani compresi.

Uniche raccomandazioni: attenzione alle temperature, proteggersi dal sole, seguire scrupolosamente le indicazioni delle guide. I corsi d'acqua, qui, non sono infestati da letali coccodrilli come nel Kakadu ma la natura non scherza e quando si scende dal battello per ammirare le pitture rupestri o le scarpate rocciose delle gole occorre stare nelle aree indicate. È così che ci si può rilassare con rinfrescanti tuffi nelle comode calette in cui ogni itinerario fa sosta.

Naturalmente, sono molte le attività possibili nel Parco Nazionale di Nitmiluk, a contatto con le popolazioni locali, visitando  o sorvolando spettacolari cascate come le Jim Jim Falls che formano laghi e panorami da "origini del mondo", pagaiando in kayak o percorrendo più impegnativi "trail" a piedi. La stagione più favorevole per l'itinerario descritto va da maggio a settembre.

Per maggiori info è molto utile il sito  del Northern Territory, in italiano, con pagine dedicate alla regione di Katherine. Interessanti ed emblematici i video disponibili sul nuovissimo sito Virtual Journeys. Altre info qui. (06 marzo 2015)



Aerogel

http://www.conti-enersave.net/eco-Etr02.htm#EtR%2001

Aeropan

http://www.teknowoolnanotecnologie.com/documenti/Aeropan/aeropan_depliant.pdf

Aeropan

http://www.barozzivernici.it/images/files/AEROPAN_2_depliant_IT.pdf

Termografia: Cappotto interno dall' analisi alla realizzazione

http://latermografia.blogspot.it/2011/05/cappotto-interno-dall-analisi-alla.html

Recyclingair

http://www.slideshare.net/bessireo/installazione-e-manutenzione-recyclingair-tube-max

VMC – VRC / HRV recyclingAir Tube® – Ultra silent 9,5 dB(A): recyclingair Store - Italia

VMC – VRC / HRV recyclingAir Tube® – Ultra silent 9,5 dB(A): recyclingair Store - Italia

bandiera-italosvizzera 250x166

made in Italy (95%)

.

versione 2.6

VRC recyclingair Tube® Max 400 con griglie airDecor® Vanità e Venezia, mod. -40mm Mengucci

VRC recyclingair Tube® Max 400 con griglie airDecor® Vanità e Venezia, mod. – 40 mm Mengucci

-

 
modello Max 300 – lunghezza regolabile* da 240 a 350** mm: 269IVA escl.
modello Max 400 – lunghezza regolabile* da 350 a 450** mm: 289IVA escl.
modello Max 500 – lunghezza regolabile* da 450 a 550** mm: 309IVA escl.
 
Realizzazioni su misura: da 20 cm a > 1 m
 
*solo con l'uso delle griglie decorative di airDecor®
** lunghezza prolungabile con n segmenti da 8 mm (5€ cadauno IVA escl.)
 

___

n.b.: i prezzi indicati non comprendono le griglie e l'alimentazione.
 
Prezzi griglie airDecor® – solo in abbinamento con la fornitura di VRC recyclingair Tube®:
Mod. Vanità (griglia interna): 10€ cadauno IVA escl.
Mod. Venezia bianca o ramata (griglia esterna): 10€ cadauno IVA escl.
 
Prezzi alimentatori Comatec® – solo in abbinamento con la fornitura di VRC recyclingair Tube®:
Mod. Otto 9V – 9W: 20€ cadauno IVA escl.
Mod. Otto 12V – 6W: 20€ cadauno IVA escl.
 
___
 
i 3 modelli sono in ordine crescente di recupero massimo di energia:
EMax 400 = 1,5 x EMax 300
EMax 500 = 2 x EMax 300

I VRC recyclingair Tube® vengono forniti esclusivamente a seguito di un progetto di massima gratuito, eseguito dal Servizio Progettazione della Ambre Lynx Technologies Srl sulla base delle seguenti informazioni:

  1. Planimetrie/sezioni con destinazioni d'uso (post operam in caso di interventi in corso).
  2. Informazioni di dettaglio sulla struttura e composizione delle murature perimetrali e dei solai.
  3. Eventuali problematiche riscontrate, come ad esempio eccessi di umidità causati da infiltrazioni o condensa.
  4. Condizioni climatiche locali, compreso la natura e l'intensità dei venti.

N.B.: Il progetto di massima serve a garantire una realizzazione a "regola d'arte" ed a precisare gli effetti che si possono realisticamente attendere dall'intervento, nel caso specifico, dall'utilizzo dei VRC recyclingair Tube®.

s.v.p. inviare la Vs richiesta a

servizio.progettazione@recyclingair.com

Benvenuti nel modo dell'efficienza energetica

recyclingair Tube® – Max è un VRC – Ventilatore con Recupero di Calore – utile per il controllo del tasso di umidità interna in condizioni invernaliad alta efficienza, affidabilità e silenziosità grazie all'impiego dei migliori componenti elettronici e semi lavorati di derivazione dell'industria aerospaziale (garanzia globale: 2+3 anni, garanzia core: 10 anni). *VRC – Ventilatore con Recucpero di Calore / HRV – Heat Recovery Ventilator.

L'estrema semplificazione ingegneristica rende recyclingair Tube® – Max  facile ed economico da installare, usare e manutenere.

Il recupero di energia è basato sul principio dello scambio di energia sensibile tra due flussi incrociati d'aria (espulsione dell'aria esausta interna ed aspirazione di aria fresca esterna) tramite uno scambiatore di calore in alluminio.

Il controllo del tasso di umidità interna (nella stagione fredda) è basato sul principio dell'espulsione dell'aria interna (carica di umidità) e l'immissione di aria esterna meno umida per effetto della temperatura (il tasso di umidità in saturazione diminuisce esponenzialmente col diminuire della temperatura).

recyclingair Tube® è ottimizzato per soddisfare le esigenze di comfort (umidità e temperatura) e risparmio energetico* delle case ad alta efficienza energetica grazie all'implementazione di uno schema di ventilazione "capillare" a bassa portata ed alto rendimento, che prevede tipicamente l'installazione di 3 oppure 5 VRC recyclingair Tube® – Max per un appartamento di 100-120m² (bagno, camere, soggiorno e cucina) per un ricambio d'aria di circa 160m³/ora.

L'alta efficienza ed il costo contenuto permettono un ammortamento in circa 24 mesi, grazie al consistente risparmio di energia di riscaldamento e di climatizzazione estiva (vedi ns. blog recyclingair.com).

* La separazione dei flussi di immissione e di estrazione avviene grazie alle griglie airDecor che garantiscono l'immissione dell'aria esterna nella parte inferiore e l'aspirazione nella parte superiore delle griglie.

Il nostro Servizio Clienti è a Vostra completa disposizione per ogni informazione o consulenza tecnica riguardo all'installazione o all'utilizzo al Numero  349 67 98 935 (Ing. Bessire) dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 18:00 oppure al seguente indirizzo: servizio.clienti@recyclingair.com

Garanzia globale: 2+3 anni, garanzia sul core (scambiatore di calore): 10 anni

La garanzia decade in caso di installazione non conforme alle istruzioni di montaggio.

 

Conformità CE, Qualificazioni e Certificazione

I VRC recyclingair Tube® sono stati progettati e realizzati con grande attenzione alla qualità e sicurezza di ogni materiale e componente, ed in particolare sono conformi alle direttive europee "basse tensioni" 2006/95/CE e "compatibilità elettromagnetica" 2004/108/CE.

I nostri VRC sono stati qualificati dalla Agenzia CasaClima® per i progetti in Classe A CasaClima® di Abitcoop.

Vedi le foto del cantiere Abitcoop – "Residenziale Baroni" a Modena.

"Ventilazione controllata
In un'abitazione certificata CasaClima® Classe A vengono ridotte al massimo tutte le dispersioni di calore, anche quelle prodotte dalla ventilazione dei locali per 'cambiare l'aria', che nei fabbricati normali può essere effettuata solo con l'apertura manuale delle finestre.
Nel Residenziale Baroni verrà perciò installato, in ogni appartamento, un impianto di ventilazione forzata, con 'recuperatore di calore'. Questi piccoli apparecchi, praticamente invisibili perché montati nello spessore dei muri perimetrali, arieggiano automaticamente i locali, senza dispersione di energia. Anche dopo un'intera giornata a finestre chiuse l'aria degli ambienti sarà pulita come se le avessimo appena aperte ma senza dispersioni di calore.
Aprire le finestre sarà, ovviamente, sempre possibile senza alcun problema o limitazione ma semplicemente non sarà più necessario. La continua ventilazione eviterà la possibile formazione di muffe, garantendo il massimo benessere abitativo."


I vantaggi della tecnologia VRC recyclingair Tube®
  • la facilità e l'economicità dell'installazione e manutenzione, perché l'VRC recyclingair Tube® – Max non richiede canalizzazioni di distribuzione dell'aria (a differenza dei sistemi centralizzati), ma solo un foro (nella parete esterna) di 150/160 mm (l'apparato ha una forma cilindrica di diametro 140 mm e una lunghezza a misura del vostro muro perimetrale – min. 220 mm).
  • la facilità e l'intuitività dell'utilizzo: 1 o 2 velocità (ventola), modalità estiva notturna "free-cooling" o integrabile in un sistema di domotica.
  • l'estrema silenziosità 9,5dB(A) lo rende praticamente non percettibile e adatto ad essere installato in camere da letto; recyclingair Tube® – Max è ai massimi livelli per silenziosità.
  • la possibilità di funzionamento a ventola spenta, per un ricambio costante a bassissima portata quando il locale/abitazione è disabitato.
  • l'altissima efficienza energetica (del 90%) a funzionamento costante e a bassa portata (15 m³/ora).
  • l'altissima affidabilità e qualità (garanzia globale: 2+3 anni, garanzia sul core (scambiatore di calore): 10 anni).
  • il montaggio a scomparsa nel muro perimetrale.
  • il design italiano delle griglie decorative airDecor® (disponibili con kit fonoassorbente)
Griglia decorativa Vanità di airDecor®Vanita airDecor

Griglia decorativa Vanità di airDecor®

Le caratteristiche del VRC recyclingair Tube®
  • Recupero di calore:     >90% a 15 m³/h, >80% a 30 m³/h
  • Portata*:                   15 – 30 m³/h
  • Consumo massimo*:   1,5 W a 30 m³/h (compreso consumo dell'alimentatore)
  • Livello sonoro*:          9,5 dB(A) a 15 m³/h (SWiF2 80P a 9V), 15,5 dB(A) a 30 m³/h (SWiF2 80P a 12V)
  • Lunghezza:                da 24 a 55 cm + segmenti di prolungamento / su misura da 20 cm a > 1 m
  • Diametro:                   14 cm

Per maggiori dettagli vedi la Scheda Tecnica.

* livello sonoro, portata e consumo: senza filtri e senza kit fonoassorbente.

Economia di energia / ritorno sull'investimento (ROI)

Un'approssimazione del risparmio di energia (di riscaldamento in inverno e di raffredamento in estate), per una casa/ufficio di 120m², varia da 400 a 800€ l'anno.

E' dunque possibile ripagare l'investimento di un VRC (Ventilatore con Recupero di Calore) in circa 2 anni.

Leggere anche gli articoli del blog recyclingair Project

1) Quanta energia butto dalla finestra?
2) In quanto tempo ripago l'acquisto di un ERV?
3) Quante minacce nell'aria delle nostre case? 
 
 
Progetto di Massima gratuito / Fornitura

I VRC recyclingair Tube® vengono forniti esclusivamente a seguito di un progetto di massima gratuito, eseguito dal Servizio Progettazione della Ambre Lynx Technologies Srl sulla base delle seguenti informazioni:

  1. Planimetrie/sezioni con destinazioni d'uso (post operam in caso di interventi in corso).
  2. Informazioni di dettaglio sulla struttura e composizione delle murature perimetrali e dei solai.
  3. Eventuali problematiche riscontrate, come ad esempio eccessi di umidità causati da infiltrazioni o condensa.
  4. Condizioni climatiche locali, compreso la natura e l'intensità dei venti.

N.B.: Il progetto di massima serve a garantire una realizzazione a "regola d'arte" ed a precisare gli effetti che si possono realisticamente attendere dall'intervento, nel caso specifico, dall'utilizzo dei VRC recyclingair Tube®.

s.v.p. inviare la Vs richiesta a

servizio.progettazione@recyclingair.com

 

Il nostro Servizio Clienti è a Vostra completa disposizione per ogni informazione o consulenza tecnica riguardo all'installazione o all'utilizzo al 349 67 98 935 (Ing. Bessire) dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 18:00 oppure al seguente indirizzo: servizio.progettazione@recyclingair.com

recyclingair Tube® è un marchio di Ambre Lynx Technologies Srl Unipersonale P.IVA IT01069840575.
Sede legale ed operativa in Loc. Domo 63 – 02012 Amatrice – Rieti (RI)
Sede commerciale a Roma in Via B. Marliano 4 – 00162 Roma (RM)





28.2.15

Guidafinestra - Posa in opera dei serramenti: i controtelai termoisolati

Guidafinestra - Posa in opera dei serramenti: i controtelai termoisolati

Una serie di articoli dedicati alla posa in opera dei serramenti, a partire dallo studio dei principali componenti. Questa prima parte comprende i controtelai per la posa del solo serramento: controtelai termici (interamente in materiali a bassa conducibilità termica), controtelai a taglio termico (in profilati metallici e materiali isolanti); e alcuni controtelai dedicati, cioè quelli specifici per la posa dei serramenti di un certo produttore. Non pretendiamo di dare una visione completa perché nuove soluzioni si affacciano quasi quotidianamente.. Autore è l'architetto Ester Marino, esperto per la posa dei serramenti di qualità e autore del volume Sistema Finestra, Bozen University Press, gennaio 2012.

Il controtelaio (detto anche falsotelaio o, in alcune regioni, cassamorta) è l'elemento di connessione tra la muratura e il serramento. Esso riquadra il vano murario, crea un riferimento preciso per la posa del telaio, consente l'ancoraggio meccanico del serramento alla muratura e stabilisce le quote del davanzale e dell'intonaco. Si tratta di un componente tipico del nostro paese in cui il serramento viene considerato un elemento di completamento dell'involucro edilizio e come tale posto in opera a intonaco ultimato onde evitare che possa sporcarsi o subire danneggiamenti.

I controtelai tradizionali e le loro problematiche
I controtelai in uso fino a qualche anno fa erano costituiti da tre assi di legno - generalmente abete - inchiodate tra loro a formare un portale; oppure venivano impiegati dei controtelai metallici - il più delle volte in lamiera zincata - consistenti in due piedritti e un traverso superiore. Oggi questi tipi di controtelai risultano superati (anche se purtroppo continuano ad essere adottati in alcune realtà locali) in quanto la mancanza di una traversa inferiore (il cosiddetto "quarto lato"), la geometria dei profili e a volte il materiale utilizzato (è il caso di quelli metallici) li rendono inadeguati alla realizzazione di involucri edilizi energeticamente efficienti, tanto più se abbinati a serramenti con ottime prestazioni in termini di isolamento termico e acustico. Essi infatti costituiscono dei pericolosi "ponti termici " tra l'ambiente esterno e l'ambiente interno che portano a dispersioni di calore e che possono determinare, in condizioni climatiche particolari, la formazione di muffe o condensa superficiale e/o interstiziale.


I controtelai di nuova concezione
I controtelai di nuova concezione - detti "controtelai termici" - sono rigorosamente a quattro lati; il "quarto lato", oltre a conferire una maggiore rigidità alla struttura, funge da taglio termico per il davanzale e offre un punto di ancoraggio per il traverso inferiore del telaio della finestra; generalmente presenta una geometria diversa rispetto a quella degli altri tre lati e di solito è anche costituito da un materiale differente in quanto sottoposto a particolari sollecitazioni di tipo meccanico e, soprattutto, esposto al rischio di ristagno di acqua (e a tutte le problematiche che ne derivano).
Per quanto riguarda gli altri tre lati si può in linea di massima affermare che dal punto di vista della geometria e pur con le ovvie differenze dovute all'utilizzo di materiali diversi sono quasi tutti caratterizzati da un profilo assimilabile in sezione ad una L: nella posa in opera del serramento il "corpo" della L gli fa da spalla interpondosi tra questo e la muratura mentre la "gamba" serve da battuta per il cappotto termico (o per la mazzetta in caso di muratura monolitica). In tal modo è possibile non solo realizzare un sormonto del cappotto sul controtelaio e su parte del telaio fisso (e quindi proteggere termicamente il relativo giunto) ma anche agganciare/attaccare sul lato verso l'esterno del controtelaio particolari elementi di completamento (quali pellicole, nastri termo-espandenti, profili porta-intonaco o porta-rasante) che assicurano la sigillatura esterna del giunto impedendo infiltrazioni di acqua battente anche in presenza di vento di elevata velocità e consentendo al tempo stesso lo smaltimento di eventuale umidità residua presente nel giunto stesso e proveniente dall'ambiente interno.
A sua volta il corpo della L generalmente presenta sul lato verso l'interno dell'ambiente un profilo sagomato che consente anche in questo caso l'alloggiamento di elementi accessori che assicurano la tenuta all'aria del giunto e la sua impermeabilità al passaggio del vapore. Un buon controtelaio deve poter svolgere anche funzione strutturale, cioè deve assicurare l'ancoraggio meccanico del serramento anche nel caso di serramenti molto pesanti; ciò significa che deve presentare ottime caratteristiche di resistenza meccanica. Deve inoltre essere in grado di impedire la formazione di crepe dell'intonaco in corrispondenza del giunto tra controtelaio e muratura. Ciò può essere evitato applicando in testata speciali profili porta-intonaco in grado di ridurre e assorbire le inevitabili tensioni tra materiali di diversa natura; tali profili sono dotati di nastri termo-espandenti che, oltre a garantire la sigillatura del nodo, svolgono anche la funzione di "ammortizzatori" e compensano scostamenti fino a 4 mm. I nastri presentano una superficie adesiva con banda rimovibile che consente un semplice e veloce incollaggio al controtelaio. Altra caratteristica interessante per un controtelaio è la possibilità di ottenere dei giunti "puliti" che non richiedano la successiva applicazione di antiestetici e costosi coprifili. Fondamentale in questo caso che l' aletta di battuta sia di ridotto spessore (e che quindi sia di un materiale che consenta uno spessore di pochi millimetri) e, ovviamente, che sia presente il profilo porta-intonaco di cui si è detto (spesso infatti il coprifilo serve anche e soprattutto a mascherare le crepe dell'intonaco tra il giunto e la muratura).

Le tipologie e i materiali
In una suddivisione di larga massima e in funzione dei materiali impiegati è possibile individuare le seguenti tipologie di controtelai:

- Controtelai interamente in legno, con il corpo della L caratterizzato verso l'interno dell'ambiente da un profilo liscio o sagomato a due o anche a tre denti (che fungono da dima per il telaio, da base di incollaggio per la pellicola di tenuta all'aria e da battuta per l'intonaco interno); sono realizzati generalmente in legno lamellare, in OSB o anche in multistrato marino, un compensato ottenuto con legni molto resistenti all'umidità (tipo l'okoumé che è un tipo di mogano africano) di solito utilizzati nel settore delle imbarcazioni.
- Controtelai in legno e Pvc, con il corpo della L costituito da un'asse in legno (Osb, micro-lamellare, massello ecc.) generalmente a sezione rettangolare e di profondità variabile su cui viene fissato un profilo in Pvc, anche se non mancano anche in questo caso sagome a due-tre denti i quali svolgono le medesime funzioni già descritte al punto precedente. Il profilo in Pvc può avere diverse geometrie in funzione di una serie di parametri: profondità del sormonto dello strato coibente esterno, possibilità di alloggiamento di elementi di completamento (quali profili con rete portarasante o profili porta-intonaco, pellicole o nastri termo-espandenti), posizionamento del serramento rispetto al filo della muratura ecc. Grazie all'esiguo spessore della battuta in Pvc e alla presenza di elementi per la sigillatura integrati consentono di realizzare un giunto molto "pulito" che non richiede l'utilizzo di coprifili.
- Controtelai in Thermovinile, una particolare microschiuma derivante dall'estrusione di termopolimeri amorfi caratterizzata da ottime prestazioni termiche e buone prestazioni meccaniche, disponibile in barre di diverse dimensioni e geometria (ma prevalentemente con sezione a L) da tagliare a misura e assemblare e che permettono, in funzione delle scelte del progettista o delle esigenze del committente, la posa di qualunque tipo di finestra, sia in battuta (con una maggiore o minore visibilità del telaio fisso) che in luce. Le barre di solito presentano sulla superficie delle specifiche nervature che consentono di accogliere i vari accessori necessari per la sigillatura del giunto.
- Controtelai in Pvc, realizzati in profili di Pvc a più camere con anima strutturale in tubolare di acciaio inserita all'interno di una di essa. In alcuni casi si tratta di Pvc riciclato, ottenuto dagli scarti di produzione, e quindi a basso impatto ambientale. Si tratta generalmente di controtelai sviluppati e commercializzati da produttori di serramenti in Pvc e venduti in abbinamento ad essi.
- Controtelai in materiale isolante di ultimissima generazione, costituiti da strutture modulari realizzate interamente in Eps (Expanded PolyStyrene, polistirene espanso); la particolare lavorazione a pressione e temperatura elevate cui è sottoposto il materiale lo rende robusto e compatto; si ottengono così spalle molto stabili che non richiedono l'inserimento di profili metallici interni (che costituirebbero dei ponti termici).
- Controtelai in profilati metallici e materiale plastico, anch'essi assimilabili generalmente in sezione ad una L realizzata con un profilo di alluminio estruso o acciaio zincato prodotto in diverse varianti cui è agganciato verso l'esterno un profilo in materiale plastico isolante con funzione di taglio termico.

Per quanto riguarda il "quarto lato" i materiali più usati sono:
- Purenit, un prodotto a base di schiume rigide di poliuretano prive di clorofluorocarburi e idroclorofluorocarburi, gas dannosi per l'ambiente. E' caratterizzato da una buona resistenza all'umidità e da un basso valore di conducibilità termica λ (0.06 ÷ 0.10 W/(m K))
- PUR - massiv, un materiale da costruzione a base di schiuma poliuretanica ad alta densità, caratterizzato da un basso valore di conducibilità termica (~0.06 W/(m K)).
- Profili in Poliammide, un tecnopolimero dotato di ottime proprietà meccaniche e di rigidità e, al tempo stesso, con una buona resistenza termica e bassamente igroscopico.
 - Profili estrusi di Pvc, anche rigenerato, di solito utilizzati in abbinamento a piedritti e traverso superiore nello stesso materiale.
- Legno idrofobizzato, ovvero legno trattato con sostanze atte ad aumentarne la resistenza all'umidità.
- Pannelli in EPS (Expanded PolyStyrene, polistirene espanso) o in Schiuma rigida di poliuretano, con funzione anche di sottobancale. Pur continuandosi a utilizzare controtelai prodotti artigianalmente in funzione di una specifica commessa, negli ultimi anni sono stati messi a punto dall'industria del settore diversi tipi di controtelai di serie, alcuni di quali da parte di aziende produttrici di serramenti allo scopo di garantire una posa ottimale e offrire alla propria clientela un servizio più completo; differenti tra loro per forma e materiali impiegati, permettono di risolvere nel migliore dei modi un ampio spettro di esigenze costruttive agevolando la fase di posa del serramento.

Di seguito vengono riportate alcune schede relative ai principali controtelai per la posa del solo serramento presenti sul mercato.

Le schede sono divise in due gruppi:
- controtelai termici (interamente costituiti da materiali con bassi valori di conducibilità termica) e
- controtelai a taglio termico (costituiti da profili metallici accoppiati con profili in materiale plastico). Nella seconda parte che verrà pubblicata nel prossimo numero della rivista si parlerà invece dei monoblocchi, cioè dei controtelai che consentono la posa del serramento e, al tempo stesso, dei vari sistemi di sistemi di oscuramento (anche con cassonetto), ombreggiamento, protezione o sicurezza. 

In allegato le schede dei prodotti analizzati delle seguenti aziende:

CSB Straudi
Metra
Corà
AlfaSolare
De Faveri
Fanzola
Finstral
Hella Italia
L'infisso
Maico
Alsistem
Doral Sistemi
Nova-Ferr
Prodalfer
Secco Sistemi
Sial
Windal