Un occidentale guadagna in media sei ore di vita al giorno. La maggior parte dei nati oggi vivrà cent'anni e più. E la scienza ha scoperto come farlo senza acciacchi
No, il genio della longevità non è uscito dalla lampada per essere trasformato in comode pilloline. Perché la salute dopo i cinquant'anni non dipende da rimedi miracolosi, ma da un mix di elementi ambientali, chimici, farmacologici, psicologici e sociali che solo ora si inizia a decrittare. Grazie ai risultati di moltissimi studi sui centenari che cominciano a dare un quadro ben definito di quali siano gli ingredienti dell'elisir di lunga vita. Posto che l'obiettivo non è quello di vivere il più a lungo possibile, ma di mantenere l'organismo sano il più a lungo possibile. Insomma, quello a cui puntano gli scienziati è un esercito di ultra-ottantenni in buona salute, ancora in grado di vivere al meglio la vita. Giacché, secondo un articolo del demografo James Vaupel, del Max Planck Institute for Demographic Researh di Rostock, pubblicato su "Nature", ogni giorno l'occidentale medio guadagna 6 ore di vita, pari a 2,5 anni ogni decennio. Il che significa che la maggior parte dei bambini nati dopo il 2000 spegneranno senza troppo clamore cento e più candeline.
Non solo Dna
L'Italia è in prima fila in questo genere di studi, perché gli italiani hanno un'età media tra le più alte al mondo, pari a 80,2 anni (84,2 per le donne e a 78,9 per gli uomini, secondo i dati Istat), e perché ospita alcune delle comunità più interessanti per chi si occupa dei supervecchi come quella sarda. Studiata da anni da Luca Deiana, ordinario di Biochimica clinica e biologia molecolare clinica dell'Università di Sassari e responsabile del programma AKeA (acronimo di A Kent'Annos, saluto molto diffuso con il quale ancora oggi, i sardi si augurano di campare cent'anni) che ha messo sotto il microscopio gli over 100 dell'isola per carpirne i segreti.
"Fino a ora abbiamo ricostruito e certificato la storia di oltre 2 mila centenari, e abbiamo visto che la salute dopo i 50 anni dipende da molti ingredienti mischiati in modo talmente perfetto da risultare quasi indistinguibili", spiega Deiana. Data la concentrazione geografica, in Sardegna come altrove si è cercato di capire innanzitutto quanto conti il fattore genetico, anche in considerazione del fatto che la longevità sembra essere tramandata di generazione in generazione, e si è capito che esistono assetti genetici che favoriscono la lunga sopravvivenza. Per esempio, una malattia diffusissima in Sardegna, il cosiddetto favismo, è particolarmente presente nei centenari, come se il deficit genetico che ne è alla base avesse un effetto protettivo. "Ma è altrettanto chiaro che i geni non bastano", ammonisce lo scienziato.
Secondo diversi ricercatori, tra i quali Leonard Guarente dell'Mit di Boston, la genetica è responsabile di non più del 30 per cento dell'allungamento della vita: i geni coinvolti sono molti - oltre 440 se si considerano tutti quelli che iniziano a invecchiare dopo i 40 anni - ma i dati dimostrano che il Dna gioca un ruolo abbastanza marginale. Tutto il resto - sostengono concordi i ricercatori di tutto il mondo - è stile di vita e carattere.
Spiega Daniela Mari, docente di geriatria e gerontologia dell'Univerità statale di Milano e responsabile del progetto sui centenari del capoluogo lombardo sponsorizzato dal Ministero dell'Università e della ricerca scientifica e in corso in cinque atenei: "Nell'arco di un secolo abbiamo visto un allungamento drastico della durata della vita in una città come Milano dove, per molti aspetti, la situazione ambientale non è certo ottimale. Come mai? Probabilmente per il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, come confermato anche dal fatto che si sta rapidamente colmando il gap tradizionale tra uomini e donne, perché entrambi hanno accesso a una medicina che riesce a tenerli in vita molto a lungo. E poi c'è l'alimentazione, oggi molto più sana di qualche decennio fa".
Mediterraneo in tavola
Per quanto riguarda la dieta, fino dagli anni Settanta si cerca di capire in che modo ciò che mangiamo possa influenzare quanto a lungo e in che condizioni viviamo. A oggi, alcuni elementi sono ormai certezze, come ricorda ancora Deiana: "In Sardegna la dieta è mediterranea come in poche altre zone, e ciò significa che ogni giorno ciascuno fa il pieno di antiossidanti e di elementi che, se assunti nei cibi originari (e non in supplementi) aiutano a eliminare le scorie e a mantenere l'organismo giovane, preservando anche la lunghezza dei telomeri, le strutture poste in cima ai cromosomi che si consumano con l'avanzare degli anni. Una prova? Anche chi non ha il Dna sardo e arriva da fuori è destinato a vivere più a lungo e in salute, come dimostrano alcuni vecchi non originari dell'isola".
20.6.10
18.6.10
CRONisti
Si studia la dieta dei CRONisti per vivere più a lungo
In tremila nel mondo seguono la teoria della «restrizione calorica» per allungarsi la vita. Un ricercatore italiano si è messo sulle tracce del loro segreto
MILANO - Sono almeno in tremila, sparsi in tutto il mondo. Mangiano chili di vegetali ogni giorno. Fanno la guerra alle calorie. Non toccano un dolce. La pancia, non sanno nemmeno che cosa sia. Fanno camminate a non finire. Per lo più sono magrissimi e stanno benissimo: niente fame, cervello sveglio e memoria di ferro anche a 80 anni. Longevità, sperano, oltre i 100 anni. Si autodefiniscono CRONisti. Ma con la stampa non hanno niente a che fare. Sono i membri di una curiosa società, nata agli inizi degli anni '90 negli Stati Uniti, la Calorie Restriction Society International. Il nome, dalle iniziali del loro stile di vita quotidiano: Calorie Restriction Optimal Nutrition, ovvero, poche calorie per una nutrizione ottimale.
«NON È UN GRUPPO DI PAZZI» - «Non è un gruppo di pazzi scriteriati, si tratta per lo più di persone con un livello culturale molto elevato che, per mantenere la propria brillantezza fisica e mentale, hanno scelto di tagliare le calorie quotidiane: dal 10 al 30 per cento meno del necessario per raggiungere un indice di massa corporea (si ottiene dividendo il peso in kg per il quadrato dell'altezza) ancora più basso del 18,5 considerato il limite minimo della normalità» spiega Luigi Fontana, direttore del reparto nutrizione e invecchiamento dell'Istituto Superiore di Sanità, nonché visitor professor di medicina alla Washington University di St Louis, negli Stati Uniti. Già, perché il professor Fontana, questi CRONisti li conosce bene. Da circa 10 anni ne segue una cinquantina, che, impavidi, si accontentano di mangiare vagonate di verdura, facendo scorpacciate di cavoli, bietole, spinaci, aglio, cipolle, zucchine, peperoni, frutti di bosco e via dicendo, riempiono il piatto di cereali integrali, legumi a gogo, mangiano pesce (poco) 3-4 volte la settimana, carne (pochissima) un paio di volte, yogurt magro. Le diete sono perfezionate al computer per un giusto equilibrio di vitamine, minerali e micronutrienti vari. Ovviamente, non tutti ce la fanno a reggere ristrettezze caloriche così severe. Il problema non è tanto la fame: crampi addominali, senso di freddo nelle ossa, infertilità temporanea fanno desistere i meno motivati. Alla base della perseveranza degli altri - i quali, felici loro, si ritrovano pressione bassa, colesterolo ai minimi e non si ammalano di disturbi metabolici, tipo diabete, arteriosclerosi ecc. - c'è la convinzione che una moderata ristrettezza calorica (tagli troppo drastici possono comportare gravi rischi) possa anche permettere di vivere più a lungo, proprio come è capitato in molte forme di vita da esperimento, dai lieviti ai roditori, messi leggermente a stecchetto.
NON È UNA DIETA PERFETTA - Fontana, coautore di un articolo sull'argomento (Extending Healthy Life Span - From Yeast to Humans) recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Science, ritiene però che la dieta dei CRONisti non vada ancora bene: troppe proteine. «Un CRONista tipo tende a mangiare 1,7 grammi di proteine per chilo di peso corporeo al giorno. La dieta mediterranea ne prevede 0,9-1». Lo specialista ha perciò selezionato sei CRONisti e ha ridotto le proteine dietetiche a 0,95 g per chilo. Il risultato dell'esperimento, pubblicato sulla rivista scientifica Aging Cell, ha mostrato che, dopo tre settimane di dieta, nei volontari si è ridotta di un quarto la quantità di un ormone prodotto dal fegato, indicato con la sigla IGF-1 (insulin-like growth factor). Questo ormone è naturalmente basso negli animali da esperimento che, messi a dieta, vivono più a lungo, mentre è normalmente alto nel genere umano che segue regimi ricchi di proteine. Questa coincidenza fa sperare che una dieta ben equilibrata, leggermente ipocalorica e ipoproteica, possa aiutare a vivere più a lungo e in buona salute anche uomini e donne. Gli scienziati ipotizzano addirittura che ridurre nella dieta carne, salumi, formaggi, uova, tutti alimenti ricchi di proteine animali, possa essere più salutare (e meno frustrante per l'appetito) che ridurre al minimo le calorie. Insomma, il colpo di grazia per la dieta bistecca e insalata. «Abbiamo deciso di investire su questo filone di studi perché rappresenta un avanzamento non solo scientifico, ma anche culturale, un cambiamento di prospettiva nello sguardo sulla funzione della nutrizione umana» afferma il presidente dell'Istituto Superiore di sanità, Enrico Garaci.
ALMENO DIECI ANNI PER CAPIRE - «Ci vorrà ancora un decennio di studi per capire se i nostri CRONisti vivranno 15-20 anni più a lungo dei genitori» ammette Fontana. Che, nel frattempo, raccomanda a tutti di spiare la pancetta allo specchio e di eliminarla se c'è, non con una dieta qualsiasi, ma con un nuovo stile di vita basato su un'alimentazione sana (sì a verdura, frutta, cereali integrali, legumi, pesce, pochissima carne, un pò di vino, niente cibi salati, conserve e dolci) basata sulle ricette povere e sapienti della nostra tradizione e su un fisiologico moto quotidiano (passeggiate a passo svelto, scale a piedi, un pò di pesistica per la muscolatura, piuttosto che sforzi da palestra). Raggiunto il peso normale, chi se la sente, può tentare una dieta da CRONisti. Possibile, ma non garantita, una vita lunghissima.
Roberta Salvadori - 14 giugno 2010 - Il Corriere della Sera
In tremila nel mondo seguono la teoria della «restrizione calorica» per allungarsi la vita. Un ricercatore italiano si è messo sulle tracce del loro segreto
MILANO - Sono almeno in tremila, sparsi in tutto il mondo. Mangiano chili di vegetali ogni giorno. Fanno la guerra alle calorie. Non toccano un dolce. La pancia, non sanno nemmeno che cosa sia. Fanno camminate a non finire. Per lo più sono magrissimi e stanno benissimo: niente fame, cervello sveglio e memoria di ferro anche a 80 anni. Longevità, sperano, oltre i 100 anni. Si autodefiniscono CRONisti. Ma con la stampa non hanno niente a che fare. Sono i membri di una curiosa società, nata agli inizi degli anni '90 negli Stati Uniti, la Calorie Restriction Society International. Il nome, dalle iniziali del loro stile di vita quotidiano: Calorie Restriction Optimal Nutrition, ovvero, poche calorie per una nutrizione ottimale.
«NON È UN GRUPPO DI PAZZI» - «Non è un gruppo di pazzi scriteriati, si tratta per lo più di persone con un livello culturale molto elevato che, per mantenere la propria brillantezza fisica e mentale, hanno scelto di tagliare le calorie quotidiane: dal 10 al 30 per cento meno del necessario per raggiungere un indice di massa corporea (si ottiene dividendo il peso in kg per il quadrato dell'altezza) ancora più basso del 18,5 considerato il limite minimo della normalità» spiega Luigi Fontana, direttore del reparto nutrizione e invecchiamento dell'Istituto Superiore di Sanità, nonché visitor professor di medicina alla Washington University di St Louis, negli Stati Uniti. Già, perché il professor Fontana, questi CRONisti li conosce bene. Da circa 10 anni ne segue una cinquantina, che, impavidi, si accontentano di mangiare vagonate di verdura, facendo scorpacciate di cavoli, bietole, spinaci, aglio, cipolle, zucchine, peperoni, frutti di bosco e via dicendo, riempiono il piatto di cereali integrali, legumi a gogo, mangiano pesce (poco) 3-4 volte la settimana, carne (pochissima) un paio di volte, yogurt magro. Le diete sono perfezionate al computer per un giusto equilibrio di vitamine, minerali e micronutrienti vari. Ovviamente, non tutti ce la fanno a reggere ristrettezze caloriche così severe. Il problema non è tanto la fame: crampi addominali, senso di freddo nelle ossa, infertilità temporanea fanno desistere i meno motivati. Alla base della perseveranza degli altri - i quali, felici loro, si ritrovano pressione bassa, colesterolo ai minimi e non si ammalano di disturbi metabolici, tipo diabete, arteriosclerosi ecc. - c'è la convinzione che una moderata ristrettezza calorica (tagli troppo drastici possono comportare gravi rischi) possa anche permettere di vivere più a lungo, proprio come è capitato in molte forme di vita da esperimento, dai lieviti ai roditori, messi leggermente a stecchetto.
NON È UNA DIETA PERFETTA - Fontana, coautore di un articolo sull'argomento (Extending Healthy Life Span - From Yeast to Humans) recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Science, ritiene però che la dieta dei CRONisti non vada ancora bene: troppe proteine. «Un CRONista tipo tende a mangiare 1,7 grammi di proteine per chilo di peso corporeo al giorno. La dieta mediterranea ne prevede 0,9-1». Lo specialista ha perciò selezionato sei CRONisti e ha ridotto le proteine dietetiche a 0,95 g per chilo. Il risultato dell'esperimento, pubblicato sulla rivista scientifica Aging Cell, ha mostrato che, dopo tre settimane di dieta, nei volontari si è ridotta di un quarto la quantità di un ormone prodotto dal fegato, indicato con la sigla IGF-1 (insulin-like growth factor). Questo ormone è naturalmente basso negli animali da esperimento che, messi a dieta, vivono più a lungo, mentre è normalmente alto nel genere umano che segue regimi ricchi di proteine. Questa coincidenza fa sperare che una dieta ben equilibrata, leggermente ipocalorica e ipoproteica, possa aiutare a vivere più a lungo e in buona salute anche uomini e donne. Gli scienziati ipotizzano addirittura che ridurre nella dieta carne, salumi, formaggi, uova, tutti alimenti ricchi di proteine animali, possa essere più salutare (e meno frustrante per l'appetito) che ridurre al minimo le calorie. Insomma, il colpo di grazia per la dieta bistecca e insalata. «Abbiamo deciso di investire su questo filone di studi perché rappresenta un avanzamento non solo scientifico, ma anche culturale, un cambiamento di prospettiva nello sguardo sulla funzione della nutrizione umana» afferma il presidente dell'Istituto Superiore di sanità, Enrico Garaci.
ALMENO DIECI ANNI PER CAPIRE - «Ci vorrà ancora un decennio di studi per capire se i nostri CRONisti vivranno 15-20 anni più a lungo dei genitori» ammette Fontana. Che, nel frattempo, raccomanda a tutti di spiare la pancetta allo specchio e di eliminarla se c'è, non con una dieta qualsiasi, ma con un nuovo stile di vita basato su un'alimentazione sana (sì a verdura, frutta, cereali integrali, legumi, pesce, pochissima carne, un pò di vino, niente cibi salati, conserve e dolci) basata sulle ricette povere e sapienti della nostra tradizione e su un fisiologico moto quotidiano (passeggiate a passo svelto, scale a piedi, un pò di pesistica per la muscolatura, piuttosto che sforzi da palestra). Raggiunto il peso normale, chi se la sente, può tentare una dieta da CRONisti. Possibile, ma non garantita, una vita lunghissima.
Roberta Salvadori - 14 giugno 2010 - Il Corriere della Sera
16.6.10
15.6.10
dolci, neuropeptide Y, modificazione dell' umore (universita' di Toronto - Peptides)
ingredienti integrali e a basso indice glicemicoabbassano i livelli del nuorpeptide Y sostanza che stimola la ricerca di dolci, e nonostante la privazione si e' di buonumore.
6.6.10
La scuola deve durare il meno possibile (Raffaele Morelli - psichiatra - Donna Moderna 9 giugno 2010)
"...alcuni intellettuali benpensanti, che non conoscono l'anima dei
ragazzi, dicono che a stare lontano dai banchi si diventa svogliati. E
allora? Sapete cos'e' l'oblio? La sostanza più potente dell'anima e quindi
del cervello. Non solo ci protegge dai dolori della vita, serve alla
maturazione dei ragazzi: e' fondamentale che "dimentichino" quel che hanno
imparato. E' come farsi un reset al cervello: staccandosi da scuola entrano
nel regno del gioco. Sapete cos'e' il gioco? Il lavoro più importante
dell'anima per imparare a vivere sul serio. Sviluppa creativita',
curiosita', intelligenza e autenticita', qualita' indispensabili per
realizzare il proprio destino. Quando studiano i ragazzi si stressano,
quando giocano hanno la vita negli occhi. Vacanze lunghe vuol dire tenere i
ragazzi lontanto dal vero dramma della nostra scuola che li riempie di
vecchie nozioni , mentre il gioco li allena alla vita e non alla teoria.
Ecco perche' e' utile l'oblio della vacanza: stimola le capacita' innate.
Che cosa conta di più? Quello che sappiamo senza averlo imparato. Come il
ragno con la ragnatela: sa intrecciarla senza essere stato in classe. "
ragazzi, dicono che a stare lontano dai banchi si diventa svogliati. E
allora? Sapete cos'e' l'oblio? La sostanza più potente dell'anima e quindi
del cervello. Non solo ci protegge dai dolori della vita, serve alla
maturazione dei ragazzi: e' fondamentale che "dimentichino" quel che hanno
imparato. E' come farsi un reset al cervello: staccandosi da scuola entrano
nel regno del gioco. Sapete cos'e' il gioco? Il lavoro più importante
dell'anima per imparare a vivere sul serio. Sviluppa creativita',
curiosita', intelligenza e autenticita', qualita' indispensabili per
realizzare il proprio destino. Quando studiano i ragazzi si stressano,
quando giocano hanno la vita negli occhi. Vacanze lunghe vuol dire tenere i
ragazzi lontanto dal vero dramma della nostra scuola che li riempie di
vecchie nozioni , mentre il gioco li allena alla vita e non alla teoria.
Ecco perche' e' utile l'oblio della vacanza: stimola le capacita' innate.
Che cosa conta di più? Quello che sappiamo senza averlo imparato. Come il
ragno con la ragnatela: sa intrecciarla senza essere stato in classe. "
3.6.10
2.6.10
31.5.10
27.5.10
22.5.10
19.5.10
18.5.10
Grom ha copiato ???
| Gentile Gigi Padovani, ho letto con attenzione il suo articolo e in particolar modo i pezzi relativi all'amico Guido Martinetti e vorrei precisarle quanto segue. Nel 2001 al primo di maggio apriva ufficialmente i battenti la prima Agrigelateria d'Italia dove "l'idea Grom a tutta natura"è nata e dove Grom ha attinto per poi aprire con la stessa filosofia il 18 maggio 2003. La cascina Mura Mura è nient'altro che una ulteriore copiatura della nostra che a differenza di quella di Costigliole èun'azienda attiva dall'inizio dell'800 circa e dove si producono sui 30 quintali di latte al giorno, latte che è stato premiato come il "migior latte alla spina " del Piemonte, premio data da una commissione di veterinari ed esperti dell'Università di Torino nello scorso anno. Le nostre fragole da ben tre anni vengono raccolte nel "nostro orticello dietro casa" (come maldestramente scritto da due suoi colleghi su di un precedente articolo "brivido gelato") l'orticello sono poi due serre da 1200 metri quadrati cadauna che ci danno tutte le fragole necessarie alla nostra produzione di gelato e questo fino a novembre. Inoltre il gelato al " ramasin",al caffelatte con paste di meliga (caffè e paste presidi slow food),la crema come una volta (ripresa anche questa da Grom...),e poi tutta una serie di frutta stagionale in parte nostra come i mirtilli ( sempre del nostro orticello....q.li 7 circa ogni estate), ovviamente nocciola tonda gentile di Langa ,pistacchio che arriva direttamente da Bronte,menta di Pancalieri ecc... Non siamo andati nella ricca New York ma nella poverissima Cambogia, a Sianoukville, dove abbiamo insegnato agli agricoltoria fare il gelato di frutta con la loro frutta e abbiamo anche noi code di gente entusiasta di fronte ad un fresco e genuino gelato; il tutto è stato fatto gratuitamente iniziando un progetto importante per la popolazione agricola locale ed ecologicamente sostenibile. Il tutto è appoggiato alla scuola professionale alberghiera avviata sul luogo dai Salesiani. Inoltre la nostra gelateria di Poirino ospita ogni anno circa 20000 bambini ( il numero è arrotondato per difetto) in gita scolastica , 20 000 bambini che tornano nello loro famiglie dopo aver visto come si "fa" il latte andando nella stalla ,dando il fieno alle mucche giocando sulle balle di fieno, accarezzando i vitellini , e poi infine come si trsforma il latte appena munto in fiordilatte. Non le pare una grossa azione educativa proprio in linea con il pensiero del nostro comune amico Carlin? Non voglio dilungarmi oltre venga a trovarci così vedrà dove è nato Grom. saluti Giovanni Crivello az. Agricola san Pietro- Agrigelateria san Pè- Poirino 335 200936 |
| scritto da giovanni 4/8/2007 2:21 |
GELATO - RICETTE
Gelato di yogurt, uvetta biologica e granelle di mandorle siciliane
Ingredienti
60 g di latte fresco intero,
60 g di panna,
100 g di zucchero di canna bianco,
3 g farina di carruba(mezzo cucchiaino),
10 g di latte in polvere,
250 g di yogurt bianco,
30 g di uvetta,
20 g di mandorle.
Procedimento
Mettere in pentola e portare a ebollizione 60 gr. di latte e 60 gr. panna. Mischiare 10 gr. di latte magro in polvere, 100 gr. di polvere, ½ cucchiaino di farina di carruba bianca e aggiungerli al composto nel pentolino. Mettere in frigo per un paio d’ore. Poi aggiungere 250 gr. di yogurt e mettere nella gelatiera. Alla fine della mantecatura aggiungere 30 gr. di uva passa e 20 gr. di granella di mandorle.
Maximilian Bircher Benner, un famoso medico dei primi del ‘900, aveva inventato un ottimo mix di cereali, frutta fresca essiccata e
frutta secca, da aggiungere a latte fresco o yogurt, per fornire una colazione completa e nutriente ai suoi pazienti: era il Muesli. Dalla reinterpretazione del Muesli nasce un gelato fresco e nutriente e gustosissimo.
Gelato grom
Ingredienti
150g di panna,
250g di latte,
80g di zucchero,
20g di cannella.
Procedimento
Miscelare il tutto a bagnomaria e mantecare nella gelatiera.
Aggiungere i biscotti di meliga ed il cioccolato a scaglie
a metà della lavorazione.
Crema al profumo di porto con granella di nocciole
Ingredienti
200 gr di latte,
120 gr di panna,
5 tuorli d’uovo,
90 gr di zucchero,
30 gr di porto,
una punta di farina di carruba,
40 gr di granella di cioccolato,
40 gr di uva passa.
Procedimento
Mettere l’uvetta a rinvenire nel porto. Unire latte, panna e tuorli in
un pentolino e portare vicino all’ebollizione, poi unire
zucchero e farina di carruba. Mettere in frigo e dopo un’ora circa
aggiungere il porto mescolando bene e mettere il composto nella gelatiera.Quasi alla fine della mantecatura aggiungere la granella
di cioccolato e l’uvetta.
P.S.
Dopo aver scaldato il latte,la panna,i tuorli frullare il tutto,
farla raffreddare ed aggiungere 40 g di porto(un buon porto)
e frullare di nuovo,mettere il composto nella gelatiera e farla andare,
aggiungere 40 g di nocciole tritate grossolanamente e settaciate
non deve andare della polvere nel composto,l'uvetta e miscelare il tutto.
Servire su delle coppe,anche con una coppa di porto.
Gelato al torroncino
Ingredienti solidi:
60 g di zucchero di canna bianco,
10 g di latte magro in polvere,
1 punta di cucchiaio di polvere di carruba.
Ingredienti liguidi:
250 g di latte,
160 g di panna fresca,
miele d'acacia.
Per completare il gelato:
60 g di granella di torrone.
Procedimento
In un pentolino versare il latte e la panna e portarli ad un punto di ebollizione e mixare,miscelare gli ingredienti solidi e versali
a pioggia sul pentolino sempre mixando aggiungendo anche il miele,
(circa 1cucchiaio), in frigo per 2/3 ore
si da il tempo alla farina di carruba di addensare.
Dopo che viene tolto dal frigo il composto di gelato,
passarlo nella gelatiera.
Preparare la granella di torrone,puntare un coltello su ogni
nocciola piggiare e fare tante granelle.
Aggiungere la granella all'ultimo minuto nel composto nella gelatiera,
cosi resterà croccante.
Gelato ai cachi,con crema diplomatica
Ingredienti per la base del gelato:
180 g di latte,
80 g di zucchero,
2 cachi.
Tagliare in due i cachi,togliere la parte chiara,con un cucchiaio
reccuperare la polpa ,usarne solo uno e mezzo.Fatte scaldare il latte
40/50°C,aggiungerci la polpa dei cachi e lo zucchero,frullare,
far riposare per 30 minuti in frigo.
Per la crema diplomatica:
250 g di latte,
2 tuorli d'uovo,
50 g di zucchero,
50 g di farina di nocciole.
Frullare il latte con i tuorli,lo zucchero e la farina di nocciola a pioggia.
Panna montata:
500 g di panna montata,
50 g di zucchero.
Montare la panna e lo zucchero.E aggiungerne al composto di latte,
tuorli e zucchero,sarà la crema diplomatica.
Riprendere il composto dal frigo e metterlo nella gelatiera.
Servirlo con la crema diplomatica rimixata.
GELATO ALLA CREMA
INGREDIENTI (per ottenere 500 g di gelato):
250 g di latte
100 g di panna
4 tuorli di uova piccole (60 g)
100 g di zucchero di canna
1 pizzico di scorza grattugiata di limone
Farina di carrube q.b. (circa 1 punta di cucchiaino)
PROCEDIMENTO:
Mettere la panna in un pentolino insieme al latte, e mescolare con un frullatore ad immersione in modo da ottenere una miscela omogenea. Riscaldare il tutto sul fuoco, e quando iniziano delle piccole bollicine in superficie aggiungere i tuorli d’uovo, abbassare la fiamma e , mescolando ancora con il mixer, lasciar “pastorizzare “ le uova per 1 minuto. Aggiungere lo zucchero, mescolare ancora ed infine unire il limone (per snellire il gusto dell’uovo) e la farina di carrube (per addensare il gelato).
Passare il gelato a mantecare nella gelateria per circa 15-20 minuti
Ingredienti
60 g di latte fresco intero,
60 g di panna,
100 g di zucchero di canna bianco,
3 g farina di carruba(mezzo cucchiaino),
10 g di latte in polvere,
250 g di yogurt bianco,
30 g di uvetta,
20 g di mandorle.
Procedimento
Mettere in pentola e portare a ebollizione 60 gr. di latte e 60 gr. panna. Mischiare 10 gr. di latte magro in polvere, 100 gr. di polvere, ½ cucchiaino di farina di carruba bianca e aggiungerli al composto nel pentolino. Mettere in frigo per un paio d’ore. Poi aggiungere 250 gr. di yogurt e mettere nella gelatiera. Alla fine della mantecatura aggiungere 30 gr. di uva passa e 20 gr. di granella di mandorle.
Maximilian Bircher Benner, un famoso medico dei primi del ‘900, aveva inventato un ottimo mix di cereali, frutta fresca essiccata e
frutta secca, da aggiungere a latte fresco o yogurt, per fornire una colazione completa e nutriente ai suoi pazienti: era il Muesli. Dalla reinterpretazione del Muesli nasce un gelato fresco e nutriente e gustosissimo.
Gelato grom
Ingredienti
150g di panna,
250g di latte,
80g di zucchero,
20g di cannella.
Procedimento
Miscelare il tutto a bagnomaria e mantecare nella gelatiera.
Aggiungere i biscotti di meliga ed il cioccolato a scaglie
a metà della lavorazione.
Crema al profumo di porto con granella di nocciole
Ingredienti
200 gr di latte,
120 gr di panna,
5 tuorli d’uovo,
90 gr di zucchero,
30 gr di porto,
una punta di farina di carruba,
40 gr di granella di cioccolato,
40 gr di uva passa.
Procedimento
Mettere l’uvetta a rinvenire nel porto. Unire latte, panna e tuorli in
un pentolino e portare vicino all’ebollizione, poi unire
zucchero e farina di carruba. Mettere in frigo e dopo un’ora circa
aggiungere il porto mescolando bene e mettere il composto nella gelatiera.Quasi alla fine della mantecatura aggiungere la granella
di cioccolato e l’uvetta.
P.S.
Dopo aver scaldato il latte,la panna,i tuorli frullare il tutto,
farla raffreddare ed aggiungere 40 g di porto(un buon porto)
e frullare di nuovo,mettere il composto nella gelatiera e farla andare,
aggiungere 40 g di nocciole tritate grossolanamente e settaciate
non deve andare della polvere nel composto,l'uvetta e miscelare il tutto.
Servire su delle coppe,anche con una coppa di porto.
Gelato al torroncino
Ingredienti solidi:
60 g di zucchero di canna bianco,
10 g di latte magro in polvere,
1 punta di cucchiaio di polvere di carruba.
Ingredienti liguidi:
250 g di latte,
160 g di panna fresca,
miele d'acacia.
Per completare il gelato:
60 g di granella di torrone.
Procedimento
In un pentolino versare il latte e la panna e portarli ad un punto di ebollizione e mixare,miscelare gli ingredienti solidi e versali
a pioggia sul pentolino sempre mixando aggiungendo anche il miele,
(circa 1cucchiaio), in frigo per 2/3 ore
si da il tempo alla farina di carruba di addensare.
Dopo che viene tolto dal frigo il composto di gelato,
passarlo nella gelatiera.
Preparare la granella di torrone,puntare un coltello su ogni
nocciola piggiare e fare tante granelle.
Aggiungere la granella all'ultimo minuto nel composto nella gelatiera,
cosi resterà croccante.
Gelato ai cachi,con crema diplomatica
Ingredienti per la base del gelato:
180 g di latte,
80 g di zucchero,
2 cachi.
Tagliare in due i cachi,togliere la parte chiara,con un cucchiaio
reccuperare la polpa ,usarne solo uno e mezzo.Fatte scaldare il latte
40/50°C,aggiungerci la polpa dei cachi e lo zucchero,frullare,
far riposare per 30 minuti in frigo.
Per la crema diplomatica:
250 g di latte,
2 tuorli d'uovo,
50 g di zucchero,
50 g di farina di nocciole.
Frullare il latte con i tuorli,lo zucchero e la farina di nocciola a pioggia.
Panna montata:
500 g di panna montata,
50 g di zucchero.
Montare la panna e lo zucchero.E aggiungerne al composto di latte,
tuorli e zucchero,sarà la crema diplomatica.
Riprendere il composto dal frigo e metterlo nella gelatiera.
Servirlo con la crema diplomatica rimixata.
GELATO ALLA CREMA
INGREDIENTI (per ottenere 500 g di gelato):
250 g di latte
100 g di panna
4 tuorli di uova piccole (60 g)
100 g di zucchero di canna
1 pizzico di scorza grattugiata di limone
Farina di carrube q.b. (circa 1 punta di cucchiaino)
PROCEDIMENTO:
Mettere la panna in un pentolino insieme al latte, e mescolare con un frullatore ad immersione in modo da ottenere una miscela omogenea. Riscaldare il tutto sul fuoco, e quando iniziano delle piccole bollicine in superficie aggiungere i tuorli d’uovo, abbassare la fiamma e , mescolando ancora con il mixer, lasciar “pastorizzare “ le uova per 1 minuto. Aggiungere lo zucchero, mescolare ancora ed infine unire il limone (per snellire il gusto dell’uovo) e la farina di carrube (per addensare il gelato).
Passare il gelato a mantecare nella gelateria per circa 15-20 minuti
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