3.6.15

budino di mandorle e fragole - La Taverna degli Arna

budino di mandorle e fragole - La Taverna degli Arna
FOTOGRAFIE DI ALESSANDRO ARNABOLDI

In questi giorni a Piccolo Chef dondolano diversi dentini. Oramai è l'età in cui i dentini da latte lasciano il posto a quelli "da grandi". L'altro giorno aveva voglia di qualcosa di dolce ma vista la difficoltà nel mordere e il desiderio di qualcosa i fresco ho pensato di preparagli questo budino. In realtà Piccolo Chef avrebbe voluto il gelato, ma neanche farlo apposta non avevo nemmeno una banana in congelatore. Eh si, perché quando abbiamo voglia di gelato, noi prepariamo il gelato crudista. Appena una banana inizia ad essere un po' troppo matura la taglio a rondelle e la metto in congelatore. Appena abbiamo voglia di gelato, la estraggo dal freezer, attendo una decina di minuti e la frullo fino a farla diventare cremosa.

budino di mandorle e fragole

budino di mandorle e fragole

Avendo dato fondo alle mie banane di scorta ho preso del latte di mandorle al naturale che avevo appena preso al negozio biologico, e l'ho portato a bollore sul fuoco. Poco agar agar, il tempo di riposo e il gioco è fatto. Decorato con tante fragole fresche, menta e piccole margheritine è diventato un dessert davvero invitante per la gioia del mio cucciolo.

budino di mandorle e fragole

Budino di mandorle e fragole

Ingredienti per 2 budini:

250 ml di latte di mandorle
3 gr di agar agar in polvere
50 gr di fragole
1 cucchiaio di sciroppo d'agave

margherite, menta e limone x decorare

Procedimento:

In un pentolino portare a bollore il latte di mandorle. Quando inizia a sobbollire, stemperare l'agar agar e mescolare agilmente per far sciogliere per bene la polvere. Aggiungere mezzo cucchiaino di sciroppo d'agave e la metà delle fragole, lavate e tagliate sottilmente, e mescolare.

Far bollire per circa tre minuti, continuando a mescolare. Spegnere il fuoco e trasferirlo in bicchieri o contenitori per il budino. Appena raffreddato, mettere i contenitori in frigorifero per almeno tre ore a far rassodare. Nel frattempo lavare e pulire le fragole rimanenti, affettarle e condirle con poco succo di limone, qualche fogliolina di menta e il restante sciroppo d'agave. Impiattare i budini, decorando con le fragole, piccole margherite fresche e spicchi di limone, e servire.

Buon appetito!

Tempi di preparazione:

30 minuti circa più' il tempo di rassodamento

nb.

Se volete potete preparare il latte di mandorle mettendo in ammollo 200 gr di mandorle per una notte. Scolarle e sciaquarle e metterle in un mixer potente con un litro di acqua. Frullare ad intermittenza fino a ridurre in polpa le mandorle. Scolare le mandorle in un telo sottile e strizzarle fno a ottenere tutto il latte possibile.

Per ridurre i tempi di attesa, se lo avete, potete mettere i budini in freezer.

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1.5.15

Scienziato Preoccupato: Casa con cappotto: muffe e condense

Scienziato Preoccupato: Casa con cappotto: muffe e condense

Casa con cappotto: muffe e condense

Se i vostri vetri si appannano spesso, la cosa sarà anche romantica, ma avete un problema, anzi ne avete due: disperdete troppo calore, avete un alto rischio di pareti ammuffite.

Se avete qualche angolo della casa ridotto così, come mostra la figura a sinistra,  questo significa che le muffe stanno colonizzando la vostra casa e anche questa non è una buona notizia: allergie e disturbi respiratori sono in agguato.

Ancora una volta, per capire cosa sta succedendo e come rimediare con successo, occore rispolverare un pò di fisica: il punto di rugiada.

Se un'elevata quantità di acqua allo stato vapore (vapore acqueo) viene a contatto con una superfice fredda ( vetro, specchio, parete ...) il vapore si condensa, passa allo stato liquido e si deposita, sotto forma di goccioline, sulla superfice fredda. 

Le condizioni alle quali avviene questo fenomeno dipendono dalla quantità di vapore acqueo disperso in un determinato volume d'aria e dalla temperatura dell'aria e delle superfici. Più alta è la quantità di umidità presente in un determinato ambiente, più alta è la temperatura alla quale si formano le gocce d'acqua.

Certamente avete sperimentato questa regola, quando vi fate la doccia.
Finito il bagno è facile trovare il vetro appannato.
In questo caso, usando l'acqua calda avete riempito di vapore acqueo il bagno e il vetro dello specchio è certamente uno dei punti più freddi del bagno, sul quale il vapore si condensa.

Se un vetro o uno specchio umido si asciugano rapidamente, la situazione diventa più difficile se la superfice fredda, su cui il vapore condensa, è una parete in muratura.
In questo caso l'acqua è assorbita dal muro e un muro bagnato non si asciuga facilmente.
E un muro umido trasmette  più velocemente il calore verso l'ambiente esterno e quindi fa aumentare i costi per il riscaldamento.

E un muro umido, insieme alla polvere che vi si deposita sopra, diventa il luogo ideale per la colonizzazione di nuove "terre" da parte delle muffe, sempre in cerca di posti umidi e ricchi di "cibo".

In questi casi, per rimediare, niente antimuffe, ma una attenta diagnosi per trovare la cura più efficace.

Per evitare condense e muffe si opera su due variabili, la temperatura dell'aria e delle pareti e la concentrazione di umidità nell'aria.
Un diagramma psicro-metrico come quello mostrato in  figura fornisce informazioni su quali siano i valori di temperatura e di umidità relativa che permettono di evitare la formazione di condensa.

Per il suo uso, che richiede nozioni di una certa complessità, rinvio alla lettura di una adeguata spiegazione.

Tuttavia, prima di chiamare in soccorso un bravo termotecnico, ecco qualche utile consiglio pratico:

1) Non dovete mai scendere sotto i 18 °C. Quindi se siete a rischio di condensa, cominciate a vedere cosa succede alzando la temperatura del termostato.
Per evitare la condensa sulle finestre è sufficiente sostituire un vetro semplice con una vetrocamera, cosa da fare in ogni caso
Se sono le pareti ad essere fredde, meglio prendere in seria considerazione l'ipotesi di fare un investimento per aumentarne l'isolamento termico o per ridurre l'effetto di raffreddamento del vento (barriere frangivento)

2) In ogni caso dovete ridurre la concentrazione di vapore presente nel vostro appartamento.

Ed ecco un elenco delle cose che dovreste evitare o ridurre:

- Tenere sempre chiusi gli infissi: è una brutta abitudine, occorre ricambiare l'aria ogni giorno aprendo le finestre, meglio se con apertura a vasistas, per almeno 10 minuti. In questo modo, oltre al vapore acqueo, ridurrete i numerosi inquinanti che sono presenti in casa. Un estrattore d'aria a vetro o a muro, con sensore dell'umidità, può essere una soluzione definitiva al problema.

- Angolo cucina senza canna fumaria a tetto: i filtri a carboni attivi nella cappa non servono a nulla. Quando si cucina si produce vapore acqueo, sia riscaldando l'acqua sia con le fiamme del gas che bruciando si trasforma in vapore acqueo. Se non avete canna fumaria, una finestra con apertura a vasistas, tenuta aperta quando cucinate, può risolvervi il problema.

- Bagni e docce con acqua molto calda e di durata eccessiva

- Asciugare i panni in casa. Se proprio non avete alternative, arieggiate bene il locale durante l'asciugatura

- Tenere molte piante in casa. Le piante hanno bisogno di acqua ed emettono grandi quantità di vapore acqueo. Evitate ristagni d'acqua nei sottovasi.

Le precedenti puntate di Casa con Cappotto:

- Punti freddi
- Barriere frangivento
- Via col vento
- Finestre solari 3
- Finestre solari 2
- Finestre solari 1
- Occhio ai cassonetti
- Riflettori sui caloriferi
- Liberiamo i caloriferi
- La Fisica che serve 3
- La Fisica che serve 2
- La Fisica che serve 1
- Casa con cappotto










Insufflaggio: pregi e difetti - AHORA architettura

http://www.ahoraarchitettura.it/blog/insufflaggio

3.4.15

Loft in Paris, Parigi, 2014 - Maxime Jansens

http://www.archilovers.com/projects/153192/loft-in-paris.html

Maximum Strength and strength training for endurance

Erbicidi, Olanda e Francia verso il bando del pesticida Roundup - Repubblica.it

Erbicidi, Olanda e Francia verso il bando del pesticida Roundup - Repubblica.it
ROMA - "Dopo il parere dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) che lo ha definito un probabile cancerogeno, l'Olanda sta mettendo al bando il glifosato mentre Francia e Brasile si accingono a farlo. Il governo italiano invece si è dichiarato a favore di un 'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari' che prevede un ampio utilizzo di questi prodotti sotto l'etichetta della sostenibilità". La denuncia è di Maria Grazia Mammuccini, portavoce del Tavolo delle associazioni ambientaliste e dell'agricoltura biologica di cui fanno parte 14 sigle (tra cui Aiab, Associazione per l'agricoltura biodinamica, Fai, Federbio, Legambiente, Lipu, Slowfood, Wwf).

Il glifosato è l'erbicida più utilizzato al mondo: dal 1992 al 2012 il suo uso è aumentato di 140 volte negli Stati Uniti: uno sviluppo collegato anche alla crescita delle coltivazioni ogm che sono resistenti a questo erbicida. "Il governo italiano per ora non ha raccolto  nessuna richiesta che proviene dal mondo delle associazioni ambientaliste e dell'agricoltura biologica", accusano gli ambientalisti. "Nel Piano di azione nazionale non sono previste azioni concrete per ridurre l'utilizzo dei pesticidi, e invece di favorire la diffusione di pratiche che non ne fanno uso come l'agricoltura biologica e biodinamica, si lavora solo per garantire l'obbligo di rispettare le prescrizioni in etichetta: così si aggrava il peso economico e burocratico sulle spalle degli agricoltori senza ridurre i pesticidi".

Monsanto, la multinazionale che produce il glifosato sotto il marchio commerciale di Roundup, ha definito il rapporto dello Iarc "scienza spazzatura" e pochi giorni fa ha chiesto all'Organizzazione mondiale per la sanità (di cui lo Iarc fa parte) il ritiro del rapporto. Secondo Philip Miller, vice presidente della multinazionale, "lo Iarc ha volutamente scelto di ignorare dozzine di studi che supportano il giudizio di non pericolosità per il glifosato".

Un contrasto che rilancia le polemiche. Anche perché l'Italia, in base ai dati del rapporto dell'Ispra del febbraio scorso, in Europa occidentale è il maggiore consumatore di pesticidi per unità di superficie coltivata, con valori doppi rispetto a quelli della Francia e della Germania. Molto alto anche il numero delle sostanze di cui si trovano tracce nelle acque: 175 tipologie di pesticidi (tra i più presenti il glifosato) nel 2012 a fronte dei 166 del 2010 e dei 118 del biennio 2007-2008.



Prodotti artigianali, cibo a km zero, masserie recuperate: è la Puglia ecosostenibile - Repubblica.it

Prodotti artigianali, cibo a km zero, masserie recuperate: è la Puglia ecosostenibile - Repubblica.it

BARI - Terra forte e asciutta, sole e vento: sono questi ingredienti che favoriscono la produzione di uve sane e ricche di zuccheri. Ne sanno qualcosa i pugliesi, che sulla coltivazione della vite hanno basato, specialmente negli ultimi anni, la propria produzione agricola, trasformando in cultura d'eccellenza una tradizione che ha origini antichissime. Basti pensare che solo nella Terra d'Arneo, quella parte della penisola salentina compresa, lungo la costa ionica, fra San Pietro in Bevagna e Torre dell'Inserraglio, e che nell'entroterra si estende fino a Manduria, Veglie e Nardò, sono presenti cinque zone DOC: Salice Salentino, Nardò, Leverano, Copertino, Squinzano e alcuni vitigni autoctoni tra i più famosi a livello mondiale, come il Negroamaro, la Malvasia e il Primitivo. Fra cascine immerse nel sole, distese di uliveti e fichi d'India, si incontrano circa quindici cantine di eccellenza e alcune delle etichette più conosciute in Salento.

E' passeggiando tra questi luoghi che si intuisce che il cambiamento è in atto, ora più che mai: la Puglia, malgrado la crisi economica, sta vivendo un momento di profonda rinascita, tutto declinato in base a parole come ecosostenibile, biologico, naturale, a impatto zero. Seguaci della moda o amanti del territorio? La risposta la si trova solo recandosi personalmente a visitare questi luoghi: lo sguardo pieno d'amore dei coltivatori verso la propria terra, la passione con la quale chi produce olio o vino  parla dei propri "figli", tutto questo si esprime in una lingua sincera, che non conosce compromessi.

Ma la rivoluzione non interessa solo i coltivatori diretti. La gente comune, anche chi non ha mai letteralmente preso una vanga in mano, di fronte ai crescenti livelli di disoccupazione e alla mancanza di opportunità di lavoro, invece che chiudersi in se stessa si è guardata intorno, conscia di avere un patrimonio a disposizione. Perché non sfruttare le masserie abbandonate e le case dei centri storici delle piccole frazioni dell'entroterra per realizzare b&b e strutture d'accoglienza di qualità? Perché costruire nuovi edifici, quando si possono semplicemente recuperare quelli esistenti, con un impatto per l'ambiente e il paesaggio pressoché nullo?

La rete turistico-ricettiva di Terra d'Arneo è, di fatto, costituita principalmente da residenze in masserie, case coloniche e ville liberty, con un'ospitalità che si articola tra l'aperta campagna, a propensione agrituristica, i centri storici, i borghi rurali e quelli marinari. "Proprio nei centri storici  -  spiega Cosimo Durante, presidente GAL (Gruppo di Azione Locale) Terra d'Arneo - troviamo la maggior parte delle strutture di piccola ricettività, soprattutto affittacamere e b&b. In seguito agli interventi del GAL, la Terra d'Arneo ha implementato la propria dotazione di circa 750 posti letto, di cui 400 distribuiti in 30 strutture agrituristiche e il restante 350 costituiti da ricettività nei centri storici (in 29 affittacamere). Da ricordare la presenza, nel nostro comprensorio, di 5 masserie didattiche che, oltre a fornire ospitalità e servizi ristorativi, svolgono un'importante funzione educativa per grandi e piccini". In Terra d'Arneo è infatti possibile trovare anche una fattoria sociale che fornisce servizi educativi e riabilitativi (pet therapy, ortoterapia, attività di educazione alimentare, ecc) e rappresenta una particolare forma di ricettività, e molto interessanti sono anche le prospettive di sviluppo per il turismo scolastico, proprio in riferimento a queste strutture.

Fra tutti, però, è il settore ristorativo il vero ponte con il passato, in quanto interamente basato sull'elaborazione di piatti semplici della tradizione contadina. Tantissimi sono gli agriturismi, in Puglia, che propongono ogni giorno piatti della tradizione locale a base di verdure di stagione e formaggi locali, con l'utilizzo di olio extravergine d'oliva e vino autoprodotto o proveniente dalle rinomate cantine locali. E non è tutto. Gli edifici sono interamente costruiti con materiali del posto (dal legno di ulivo alla pietra leccese) e arredati con oggetti di artigianato artistico realizzati in zona. Insomma, l'apoteosi del concetto di "chilometro zero".

"Certamente la Puglia ha cambiato passo  -  continua Durante - facendo della identità e tipicità il proprio punto di riferimento per il rilancio di un settore che ha grandi potenzialità. La politica del Km Zero viene messa in primo piano come valore aggiunto di un territorio che esprime qualità". Purtroppo, pur con le attenzioni del caso sempre crescenti, sono ancora poche le realtà locali che al momento possiedono la certificazione per le produzioni biologiche, e si tratta principalmente di olio extravergine d'oliva e altri prodotti quali ortaggi, verdure, confetture, conserve. L'enogastronomia tipica, il clima piacevole in ogni stagione, il paesaggio rurale, la bellezza dei centri storici, gli eventi piccoli e grandi che non conoscono stagionalità contribuiscono però a far passare in secondo piano questo piccolo problema.

Anche perché, laddove manca il riconoscimento da parte dello Stato o degli enti certificatori, arriva quello dei consumatori: la Cantina Moros di Claudio Quarta, ad esempio, è sostenuta da un'idea concettuale unica nel suo genere, che ogni anno attrae migliaia di visite: un vigneto, situato in prossimità della cantina in agro di Guagnano; una cantina, minuscola ma modernamente attrezzata, ricavata da una cantina cooperativa degli anni '60, con bottaia ipogea; un vino, il Salice Salentino Riserva, che rappresenta al meglio cultura e tradizioni locali, prodotto dalla maggiore cantina Tenute Emera situata a Lizzano (TA). La cantina Moros è nata esclusivamente per la produzione di questo vino e rappresenta solo una delle tante "chicche" che si possono trovare in zona. C'è poi la Castello Monaci S. r. l., che ha da sempre cercato di valorizzare i vitigni autoctoni per difendere il territorio e le sue denominazioni principali e i cui prodotti sono composti da uve del territorio quali il Primitivo, il Negramaro e soprattutto la Malvasia Nera di Lecce, con vitigni di oltre 35 anni di età. Con 210 ettari di vigneto, seguiti personalmente dalla famiglia, i proprietari garantiscono una cura maniacale della materia prima, e questo rappresenta un indiscutibile valore aggiunto per il consumatore. "Senza contare  -  aggiunge il presidente Vitantonio Seracca Guerrieri  -  che disponiamo delle più moderne tecniche di vinificazione e questo incontro tra l'artigianalità della materia prima e la modernità delle tecniche di vinificazione rende speciali i nostri prodotti".

Dal vino alla birra, l'universo dei punti di forza della "nuova" Puglia è sconfinato. Tanto che ogni anno, a dicembre, presso la Fiera del Levante di Bari si organizza la "Luppolata", manifestazione interamente dedicata alle birre artigianali qui prodotte, di altissima qualità, che si assaporano dal vivo fermandosi, ad esempio, nel Birrificio BAS, in provincia di Taranto, gestito con professionalità e amore per il luppolo dal mastro birraio Alessio Stefanelli, o al Beershop Barbarossa, che produce bevande gradevoli al gusto e alla vista, grazie alle preziose decorazioni delle bottiglie, ispirate alla tradizione religiosa, come la San Nicola (patrono di Bari).

La qualità e l'attenzione per l'ecosostenibilità si incontrano sempre più frequentemente muovendosi fra Taranto (imperdibile il meraviglioso Museo Nazionale Archeologico, appena rinnovato), Martina Franca e Cisternino, dove spiccano ristoranti tipici affacciati sul mare, perfetti per gustare, con pochi euro, ottimi piatti di tubetti e cozze e vassoi del pregiato capocollo locale, e si toccano con mano passeggiando a cavallo tra gli ulivi secolari.

Tra una gita in campagna e una visita della città di Ostuni con pranzo in uno dei suoi splendidi ristoranti di design, tutti con menu a chilometro zero, la Puglia rivela insomma il suo volto nascosto, quello che va oltre i fumi dell'Ilva e gli scandali politici, plasmato dai veri protagonisti di questa rivoluzione: i pugliesi. Che mai come oggi hanno voglia di riscattarsi, e mai come oggi hanno le carte in regola per riuscirci. A Bari è possibile visitare in risciò il centro storico, fermandosi per la degustazione in uno dei tanti ristoranti che ancora producono orecchiette fatte a mano, e dopo aver visto il capoluogo non si può non visitare uno dei frantoi di Bitonto e il birrificio I Peuceti, altre due perle di qualità e valorizzazione del territorio. Dimenticate, insomma, le brutte notizie registrate su questa regione meravigliosa, resettate tutto, e immergetevi nella sua nuova vita. Vi conquisterà.

 



16.3.15

Milano, al via il restauro della casa di Alessandro Manzoni: i lavori saranno ultimati a luglio - Repubblica.it

Milano, al via il restauro della casa di Alessandro Manzoni: i lavori saranno ultimati a luglio - Repubblica.it
Fervono i preparativi a Milano per la riqualificazione della casa di Alessandro Manzoni. Intesa Sanpaolo e la Fondazione Centro nazionale studi manzoniani hanno siglato la convenzione che consente l'avvio dei lavori per il restauro conservativo. Il recupero dell'edificio, per il quale è in corso l'allestimento del cantiere, sarà interamente a carico di Intesa Sanpaolo, che nell'ambito del proprio Progetto cultura si è impegnata per una disponibilità di quattro milioni di euro.

La speranza è che i lavori possano terminare entro luglio, così da offrire alla cittadinanza e ai visitatori che affolleranno Milano per Expo la vista del palazzo restaurato. Giovanni Bazoli, presidente di Banca Intesa Sanpaolo, aveva già detto che "i lavori della casa del Manzoni non si chiuderanno prima dell'apertura di Expo, purtroppo, ma sicuramente prima della sua conclusione".

"I lavori di restauro di Casa Manzoni - ha commentato il sindaco Giuliano Pisapia - faranno tornare al suo splendore il luogo straordinario in cui Alessandro Manzoni è vissuto e ha scritto le sue opere. Un palazzo che è parte integrante della storia di Milano e che sarà pronto ad accogliere cittadini e turisti". Così, a 230 anni dalla nascita di Manzoni, la storica dimora dove l'autore dei Promessi sposi visse dal 1813 fino alla morte (nel 1873) sta per rinascere.

Messa all'asta dopo la sua scomparsa, nel 1874 la casa venne acquistata dal conte Bernardo Arnaboldi. Dopo varie vicende divenne proprietà della Cariplo, che a sua volta ne fece dono al Comune con il vincolo dell'uso perpetuo ed esclusivo al Centro di studi manzoniani.



7.3.15

Glossario | Aeropan

http://www.aeropan.it/it/faq/glossario/

Australia. I segreti del profondo Nord - Pagina 1 | Repubblica Viaggi

Australia. I segreti del profondo Nord - Pagina 1 | Repubblica Viaggi

Diciamoci la verità: per un comune mortale, viaggiatore non compulsivo e onesto contribuente italiano, un viaggio in Australia è roba da "una volta nella vita". In più, trattandosi in pratica di un continente, tocca fare delle scelte dolorose: si può vedere anche molto ma mai tutto. E se, come è probabile e consigliabile, non vorrete rinunciare ad ammirare il monolito di Ayers Rock - nome corretto: Uluru - lo scopo di queste righe è raccomandarvi di non perdervi un paio di altre perle del Northern Territory (NT), lo stato, anzi, il "territorio" nel cuore del continente australiano in cui vi troverete.

Se infatti Uluru e il rosso dei suoi deserti è il simbolo del Red Centre, più di un terzo dell'enorme estensione dello stato (che da solo vale un sesto dell'Australia ed è vasto quanto Francia, Spagna e Italia messe insieme) è occupata a nord dal Top End, dal clima tropicale e ricco di acque.

Proprio l'acqua è protagonista indiscussa delle due "perle" citate. La prima, il parco nazionale Kakadu nell'Arnhem Land, l'avete probabilmente sentita nominare. A sole tre ore di auto dalla capitale Darwin, Kakadu è il cuore naturalistico ed etnografico della terra di Arnhem e del Top End: uno spettacolare insieme di foreste pluviali e scarpate rocciose, di fiumi, scogliere marine e savana, con intatti "santuari" di pitture rupestri e luoghi sacri per le popolazioni aborigene. 

Ma oltre a Kakadu - iscritto come Uluru nella lista Unesco del Patrimonio dell'umanità - il Northern Territory cela attrattive ancora più nascoste e pressochè sconosciute ai turisti europei. Come il Nitmiluk National Park. Per chi arriva dall'Italia, il passaggio obbligato è Darwin, punto di snodo comodo anche per i viaggiatori che provenissero dalla parte meridionale dell'Australia. Due buoni indirizzi per pernottare: Elan Soho Suites e Adina Apartment Hotel Waterfront.

Nella capitale del Northern Territory si approda via Singapore (12 ore di volo da Malpensa con Singapore Airlines e altre 4 dall'hub della compagnia asiatica) oppure con Qantas (via Londra), Etihad (via Abu Dhabi), Emirates (via Dubai). Da Darwin, due soluzioni: noleggiare un'auto o affidarsi a un'agenzia per coprire i circa 350 km che ci separano dalla nostra meta e per tutto l'itinerario. La prima soluzione, praticabile, implica una certa dimestichezza non solo con le lunghe distanze non autostradali ma soprattutto con la proverbiale solitudine che accoglie i viandanti sulle strade australiane e con la conseguente necessità di dimenticare i comodi e frequenti autogrill europei.

Per la seconda soluzione, un buon servizio è offerto da On Tour NT che, su richiesta, può mettervi a disposizione Roberto Marrone, guida e driver di evidenti origini italiane. Una terza alternativa è data dal mitico treno The Ghan, che attraversa il continente da Darwin a Adelaide. Ma quello sul convoglio è un viaggio nel viaggio, che merita ben altro spazio. A noi, al momento, interessa solo una delle tappe del Ghan, Katherine.

Prima di arrivarci si sosta per il pranzo a Pine Creek, pugno di case nel nulla dove però si gusta un buon fish & chips nella Lazy Lizard Tavern. Quest'ultima è una pittoresca stazione di sosta che si fa un punto d'orgoglio di essere costruita con mattoni di materiale ricavato dai numerosissimi termitai della regione. Altri 90 km ed ecco Katherine, terza città per dimensioni nel NT dopo la capitale e dopo Alice Springs ma con solo 7500 abitanti; da qui il nostro itinerario entra davvero nel vivo, lascia la direzione sud-est della strada n. 1 altrimenti detta Stuart Highway, svolta deciso verso nord-est e raggiunge in mezz'oretta la nostra meta di oggi, il Cicada Lodge.

Se seguirete i nostri consigli, prenoterete via web o attraverso il tour operator di Darwin un paio di notti in questo indimenticabile lodge che si definisce giustamente "nestled in the wilderness", annidato nella natura selvaggia. Unendo lusso rigoroso e sostenibilità, il lodge è formato da soli 18 bungalow discreti, moderni, perfettamente equipaggiati e quasi invisibili tra savana e boscaglia. Un aperitivo ai bordi della piccola piscina vi introdurrà a una cena perfetta per qualità e intima per clima e calore dell'ospitalità di Clive e Tessa Pollack, manager del Lodge e della collegata agenzia Nitmiluk Tours.

È proprio questa agenzia a prenderci in consegna, dopo una sontuosa colazione al sorgere del sole, la mattina successiva. Ci attende il clou della nostra escursione nei 2900 kmq del Nitmiluk National Park, regno e proprietà della nazione aborigena Jawoyn: una crociera lungo le tortuose e scoscese gole del Katherine Gorge.

Se il vostro budget lo permette, voi potrete anche sorvolarle in elicottero ma noi siamo sicuri che sia meglio stare più vicini a queste acque dai colori primordiali grazie a questa tranquilla, breve (2 ore) ma emozionante escursione in battello. Programmi e durate delle crociere variano a seconda delle stagioni (secca e umida) del livello delle acque del fiume e delle esigenze dei partecipanti; le imbarcazioni sono molto comode e gli itinerari con formule "base" sono adatti a tutti, bambini e anziani compresi.

Uniche raccomandazioni: attenzione alle temperature, proteggersi dal sole, seguire scrupolosamente le indicazioni delle guide. I corsi d'acqua, qui, non sono infestati da letali coccodrilli come nel Kakadu ma la natura non scherza e quando si scende dal battello per ammirare le pitture rupestri o le scarpate rocciose delle gole occorre stare nelle aree indicate. È così che ci si può rilassare con rinfrescanti tuffi nelle comode calette in cui ogni itinerario fa sosta.

Naturalmente, sono molte le attività possibili nel Parco Nazionale di Nitmiluk, a contatto con le popolazioni locali, visitando  o sorvolando spettacolari cascate come le Jim Jim Falls che formano laghi e panorami da "origini del mondo", pagaiando in kayak o percorrendo più impegnativi "trail" a piedi. La stagione più favorevole per l'itinerario descritto va da maggio a settembre.

Per maggiori info è molto utile il sito  del Northern Territory, in italiano, con pagine dedicate alla regione di Katherine. Interessanti ed emblematici i video disponibili sul nuovissimo sito Virtual Journeys. Altre info qui. (06 marzo 2015)



Aerogel

http://www.conti-enersave.net/eco-Etr02.htm#EtR%2001

Aeropan

http://www.teknowoolnanotecnologie.com/documenti/Aeropan/aeropan_depliant.pdf

Aeropan

http://www.barozzivernici.it/images/files/AEROPAN_2_depliant_IT.pdf

Termografia: Cappotto interno dall' analisi alla realizzazione

http://latermografia.blogspot.it/2011/05/cappotto-interno-dall-analisi-alla.html

Recyclingair

http://www.slideshare.net/bessireo/installazione-e-manutenzione-recyclingair-tube-max