24.9.17

Anche il disturbo psichico può dipendere dall'infiammazione alimentare - Depressione - Eurosalus

Anche il disturbo psichico può dipendere dall'infiammazione alimentare - Depressione - Eurosalus

Anche il disturbo psichico può dipendere dall'infiammazione alimentare

Mente e corpo sono molto più connessi di quanto si pensi.


Per anni si è pensato solo all'influenza (spesso negata) della mente sull'organismo mentre oggi la ricerca conferma che esiste anche l'effetto opposto, cioè che condizioni prettamente fisiche, come l'infiammazione, possano indurre e mantenere disturbi psichici come l'ansia, la depressione, la sindrome ossessivo compulsiva e tanti altri.


Per chi, come noi, ha sempre creduto a una relazione a "doppia via" tra mente e corpo non è certo una novità, ma per molti, pensare che un disturbo ossessivo-compulsivo come il fatto di volere mettere tutte le penne e le matite perfettamente allineate sulla scrivania, le pantofole perfettamente simmetriche ai piedi del letto (altrimenti non si può dormire) o per chi ossessivamente si sente obbligato a svuotare il frigorifero e a mangiare in quantità (binge eating) sia dipendente da un elemento fisico come l'innalzamento di una citochina infiammatoria, potrebbe essere una sorpresa. 

" Le citochine infiammatorie, comunque prodotte, sono dei segnali di allarme per l'organismo e inducono risposte difensive anche sulla psiche. "

Una ricerca pubblicata nel giugno 2017 su JAMA Psichiatry, una delle riviste più autorevoli in questo campo, ha confermato attraverso uno studio delle influenze sui circuiti neuronali più profondi, che l'infiammazione, e la presenza di particolari citochine, può modulare il comportamento e quindi indurre e mantenere disturbi e comportamenti fino ad ora considerati solo di origine psichica (Attwells S et al, JAMA Psychiatry. 2017 Jun 21. doi: 10.1001/jamapsychiatry.2017.1567. [Epub ahead of print]).

Gli autori della ricerca, tutti farmacologi o psichiatri canadesi, hanno analizzato attraverso un particolare tipo di PET il modo in cui alcune citochine infiammatorie "marcate" si distribuivano in particolari nuclei cerebrali, derivandone in modo altamente significativo che l'infiammazione stessa agiva come induttore e modulatore di alcuni disturbi psico-comportamentali.

Si tratta di una considerazione importante, perché può portare a una visione terapeutica innovativa (come ad esempio ha riportato il Corriere della Sera online) oppure ad una visione preventiva attraverso comportamenti e scelte alimentari precise. 

Già da tempo infatti è noto che un eccesso di carboidrati può portare ad una accentuazione dei fenomeni depressivi  e da tempo sono emersi studi che hanno segnalato l'azione antidepressiva di alcuni antinfiammatori.

Questo avviene perché le citochine infiammatorie sono dei veri e propri segnali di allarme per l'organismo, che risponde mettendo in moto meccanismi fisici e psichici di risposta ben precisi.

L'infiammazione può avere radici di diverso tipo (può dipendere ad esempio da una infezione), ma dipende, ormai lo sappiamo, anche da un certo tipo di alimentazione. Nutrirsi in modo ripetitivo con eccessi alimentari specifici può determinare la crescita di citochine come il BAFF e il PAF (e il TNF alfa) che hanno indiscutibilmente anche degli effetti sul metabolismo, sul sistema psichico e sul sistema muscolare. 

Il valore delle citochine infiammatorie dipendenti dall'alimentazione è oggi misurabile e molte delle scelte alimentari impostate grazie alla conoscenza del proprio profilo alimentare possono diventare uno degli strumenti più utili per prevenire il disturbo infiammatorio.

Oggi sappiamo che anche la "Aspirina" può essere utile nel controllo dei disturbi psichici e comportamentali, ma imparare a migliorare il proprio stato psichico attraverso l'alimentazione può essere un passo importante verso l'autonomia da farmaci e da terapie più complesse. 




18.9.17

Foto Le grandi foto della Guerra Bianca in mostra a Milano - 1 di 17 - National Geographic

http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2017/07/12/foto/guerra_bianca_mostra_milano-3596309/1/#media

Abbiamo provato diverse scuole online. Ecco le migliori 7, gratis e non, per imparare nuove professioni o cambiare carriera – Business Insider Italia

Abbiamo provato diverse scuole online. Ecco le migliori 7, gratis e non, per imparare nuove professioni o cambiare carriera – Business Insider Italia

Abbiamo provato diverse scuole online. Ecco le migliori 7, gratis e non, per imparare nuove professioni o cambiare carriera

Nuove skill, career change, parole in inglese che per molti in Italia significano poco. Imparare nuove abilità per migliorare il proprio lavoro, cercarne uno migliore o addirittura cambiare industria poco ha a che fare con la cultura del lavoro nel Bel Paese. Sarà perché il mito del posto fisso (nel pubblico) vale ancora, fatto sta che di posti fissi in Italia se ne vedono sempre meno. I dati per i primi cinque mesi del 2017 dell'osservatorio mensile sul precariato dell'INPS parlano chiaro: le assunzioni stabili sono calate, solo 1 su 4 è a tempo indeterminato, mentre si registra un +116,8% per i contratti di lavoro a chiamata a tempo determinato.

Grazie a una semplice connessione ad internet, un computer o uno smartphone, la conoscenza dell'inglese e tanto, tantissimo impegno tutti, o quasi, possono imparare qualcosa di nuovo o aggiungere nuove abilità al proprio curriculum. Possibilmente quelle legate ai nuovi mestieri digitali di cui tantissime aziende sono affamate, ma anche solo per aumentare le proprie conoscenze. Grazie ai tantissimi corsi e scuole, gratuite e non, che possono essere frequentate online, una persona dotata di buona volontà può sicuramente migliorare la propria condizione.

Non serve il pezzo di carta, servono le abilità, un portfolio che può dimostrare ai potenziali clienti o a chi assume che si è in grado di fare al meglio il proprio lavoro.

Il problema è che l'e-learning e i MOOC (Massive Open Online Courses, cioè Corsi aperti online su larga scala), soprattutto al di fuori dell'Italia, sono così sviluppati che è diventata una giungla di corsi, sotto-corsi e millantatori che spacciano contenuti di bassa qualità solo per avere i dati degli utenti per eventuali vendite successive.

Leggi anche: Università da tutto il mondo offrono 1.600 corsi gratuiti online: ecco i migliori 20 di economia e business

Abbiamo provato in prima persona diverse piattaforme online online di e-learning: di seguito le migliori e più affidabili, ognuna con le sue peculiarità.

Non le divideremo tra gratuite e a pagamento, perché alcune di queste prevedono anche tutte e due le soluzioni, con un miglior servizio se si paga, soprattutto se si vuol essere aiutati da un professionista che segua l'andamento e lo sviluppo dei propri progetti.

1. Catalogo enorme, perfetto per il personal branding: Linkedin Learning

1 - Linkedin

In principio c'era Lynda.com, piattaforma di apprendimento a distanza molto conosciuta e con migliaia di corsi costruiti e curati nel tempo. Poi la piattaforma è stata acquistata nel 2015 per 1,5 miliardi di dollari da LinkedIn. A sua volta LinkedIn è stata acquisita da Microsoft per 26,2 miliardi di dollari. Da qui è nato LinkedIn Learning, che fondamentalmente condivide tutta la libreria dei corsi di Lynda, che comunque continua ad esistere.

Il prezzo di accesso minimo è fare un account "Premium Career" su LinkedIn, che costa 22,56 euro al mese (si risparmia con i piani annuali). Oltre a tutti i bonus della piattaforma per cercare lavoro, che cresce di giorno in giorno, si ha accesso a tutta la libreria di corsi tenuti da professionisti riconosciuti. Si tratta sicuramente di una delle librerie di corsi più estesa sul web: le categorie che copre si dividono nelle macro categorie Business, Creative e Technology. La prima tratta di temi quali risorse umane, management della leadership, marketing, Project management. La seconda corsi professionalizzanti di Graphic Design, CAD, Motion Graphic, audio, arte e illustrazione. La terza vira sulla tecnologia come i corsi di Data Science, Game design e development, Web Design e Development. Disponibili anche gli utilissimi learning path, una selezione di corsi organizzati per costituire un percorso unitario di apprendimento. L'elemento positivo è che una volta avuto il certificato di completamento lo si potrà aggiungere al proprio profilo LinkedIn.

2. I migliori MOOC: Coursera

2 - Coursera

Si tratta di una compagnia creata nel 2012 da due professori di Stanford, Andrew Ng e Daphne Koller. Sicuramente una tra le migliori, se non la migliore, piattaforma online per l'apprendimento a distanza. Questo per la quantità di MOOC e percorsi di apprendimento presenti, per l'importanza delle Università partner che erogano i corsi (Stanford, Harvard, Goldsmith e molti altri). Attualmente ha più di 2.000 corsi in catalogo: l'elemento interessante di questa piattaforma è la diversità di corsi proposti, dalla Storia all'arte allo studio delle lingue, dallo sviluppo web alla matematica.

L'accesso ai corsi in verità è un po' confusionario inizialmente, dato che Coursera permette a ogni istituto universitario di deciderne il prezzo. I corsi si dividono in singoli, percorsi di apprendimento e master. I primi due possono anche essere seguiti gratuitamente, si paga solo se si vuole il certificato da condividere ad esempio su LinkedIn. Alla terza corrispondono vere e proprie lauree, che costano migliaia di euro. Altre specializzazioni richiedono invece una sottoscrizione mensile.

3. Tra i migliori per Web Design/Development: Treehouse

3 - Treehouse

All'enorme domanda di professionisti digitali, soprattutto sviluppatori e designer, hanno risposto moltissimi bootcamp dal vivo e corsi online. Treehouse è sicuramente uno dei migliori (se non il migliore).

Il motivo è l'organizzazione dei corsi e dei percorsi di studio pre-registrati, la chiarezza di esposizione dei docenti, un forum molto attivo in cui gli utenti si aiutano gli uni con gli altri. Costa 25 dollari al mese (è possibile una prova gratuita di due settimane), 50 se si vogliono materiali aggiuntivi, previsti anche piani specifici per gruppi e aziende che vogliono fare formazione per i propri dipendenti. C'è anche l'opzione Techdegree, un percorso seguito da professionisti con progetti da potersi far valutare (per costruire il portfolio finale) e un gruppo Slack per confrontarsi coi colleghi.

4. Per le tematiche più tecniche: Pluralsight

4 - Pluralsight

Fondata nel 2004, Pluralsight ha iniziato erogando corsi per le aziende o eventi. Per anni non ha avuto investimenti esterni. Dal 2012 è iniziata la sua crescita grazie agli investimenti dei Venture, alla partnership con Microsoft e alla successiva acquisizione di diverse società legate all'apprendimento online. Ora ha 750mila abbonati, di cui 6.000 aziendali. Organizzato sia in corsi singoli sia in learning path, assicura una formazione di ottimo livello, anche se i percorsi di apprendimento non partono dalle basi, come ad esempio accade per LinkedIn Learning.

Qui si scende più sul tecnico e, sebbene i corsi si basino su progetti che l'utente può replicare per imparare, suggeriamo di partire da soluzioni più semplici come LinkedIn Learning per chi è proprio a digiuno di un argomento che vuole approfondire. I corsi in ogni caso sono di qualità, alcuni molto tecnici, sulla programmazione, AutoCAD, altri che virano sui software Adobe. Di grande valore è ad esempio il percorso di apprendimento basato su Photoshop e disegno digitale, ma anche quelli su Linux, Maya e molti altri. C'è la possibilità di avere 10 giorni di prova gratuiti, poi costa dai 29 ai 59 dollari al mese (per le aziende), con la possibilità chiaramente di risparmiare per i piani annuali.

5. Per Google e le "NanoLauree": Udacity 

5 - Udacity

Udacity un'organizzazione educativa che offre MOOC sia gratuiti che a pagamento, creata da  Sebastian Thrun, David Stavens, and Mike Sokolsky. La scuola vuole essere "audace", da qui il nome, e grazie ad alcune partnership tra cui con Google offre corsi su diversi temi legati alla tecnologia con le cosiddette "Nanodegree". Inoltre la partnership con Google ha permesso di offrire 60mila dollari in borse di studio per frequentare alcuni corsi guidati, sullo sviluppo Web e Android, qui tutte le informazione per partecipare.

I prezzi per le Nanodegree sono variabili: di base costano 199 dollari al mese e per ogni programma sono richiesti 6-12 mesi per essere completati. Ma nessuno vieta di completarli in 2 mesi se si ha tempo, in questo caso si pagheranno solo 2 mesi. Questi percorsi sono tutti concentrati su progetti concreti e sono erogati in partnership con le più grandi società al mondo in determinati campi. Ad esempio quella dedicata all'Intelligenza Artificiale è in collaborazione con IBM Watson e Amazon Alexa.

6. La programmazione gratis (o quasi): Codecademy e FreeCodeCamp

 Codecademy è stato uno dei primi siti web ad offrire corsi gratuiti di HTML, CSS e linguaggi di programmazione quali Javascript, PHP, Python, Ruby e molto altro, tanto da diventare lo standard, almeno fino a qualche anno fa, per chi voleva avere una prima infarinatura di come funzionasse questo mondo. I limiti del "watch and code" sono però venuti a galla col tempo, non si diventa ovviamente programmatori seguendo semplici istruzioni. Per questo Codecademy dal 2017 ha lanciato un programma a pagamento, Codecademy Pro, corsi più strutturati in cui gli utenti possono essere seguiti da professionisti e che costano 199 dollari al mese.

FreeCodeCamp è davvero gratis, invece. Fondata da Quincy Larson, programmatore molto attivo su Quora, la piattaforma offre un percorso guidato e completamente gratuito per imparare a programmare, con tanto di progetti finali per compagnie no profit per acquisire esperienza. Di certo non si viene guidati per mano da un professionista dedicato, ma ha creato una folta comunità di sviluppatori che si aiutano a vicenda.

  1. Tutto gratis e in italiano, dalla scuola materna: Kahn Academy

 Si tratta di un'organizzazione educativa senza scopo di lucro fondata nel 2006 da Salman Khan. Obiettivo della scuola è "fornire un'educazione di alta qualità a chiunque, dovunque" ed organizza le categorie in base agli anni scolastici. I video sono anche in italiano e disponibili sul canale YouTube, si parte dalla scuola materna per arrivare alla programmazione. I temi sono tantissimi, nei video si parla di matematica, storia, finanza, fisica, chimica, biologia, astronomia e economia solo per citarne alcuni.

La selezione sopra è solo una piccola porzione di scuole/corsi che è possibile trovare online; è il caso quindi di citarne altre, alcune gratuite altre a pagamento, che varrebbe la pena provare.

Bonus: menzioni speciali

  • Innanzitutto c'è da segnalare edX, altra piattaforma per MOOC di assoluta qualità e che poco ha in meno rispetto a Coursera.
  • FutureLearn, la piattaforma di MOOC più estesa del Regno Unito, sono presenti all'interno almeno 54 Università britanniche e internazionali
  • OpenCulture invece ha raggruppato almeno 1600 corsi riguardo i più svariati temi, la maggior parte gratuiti, che possono essere seguiti, con tanto di certificati.
  • OpenClassroom, società francese che propone tantissimi corsi gratuiti o percorsi di apprendimento a pagamento
  • Su Academic Earth i corsi sono organizzati in base ai titoli di studio e Università. Mette insieme in sostanza i migliori corsi delle migliori scuole, quindi è molto facile trovare nuovi e interessanti percorsi di studio
  • LessonPaths più che una scuola è uno strumento per cercare corsi. Su questo sito è possibile creare delle playlist di corsi su altri siti e organizzare il proprio percorso di apprendimento gratuito.
  • Udemy è invece una piattaforma in cui chiunque può inserire e vendere corsi online, quindi in piccola parte ci sono anche in italiano. Attenzione: di solito vengono applicati sconti importanti (10 dollari a corso), quindi non consigliamo mai di acquistarli a prezzo pieno. L'estrema apertura della piattaforma permette quindi di avere una vasta scelta ma in molti casi bassa qualità. Si consiglia quindi di leggere con attenzione le recensioni e stare attenti anche a quelle con votazioni alte, con una buona ricerca possono essere scovate piccole perle.

17.9.17

Cosa mangiare durante un'uscita in bici

Cosa mangiare durante un'uscita in bici

Cosa mangiare durante un'uscita in bici

Alimentazione, Bikelife • di

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Quando il tempo che ci aspetta in sella si aggira e/o supera le due ore è necessario programmare uno o più rifornimenti di energia. Anche qui, lo abbiamo già capito, sono i carboidrati i protagonisti dello show. Rifornirsi durante un'uscita lunga sostiene la prestazione contrastando i fattori che la possono ostacolare. Quali sono questi fattori? Fondamentalmente la deplezione delle scorte di glicogeno e le perdite idriche (e saline, in caso di temperature calde). Per alcuni può essere più facile mangiare in sella e introdurre la giusta quantità di energia, per altri può essere uno scoglio immane dovuto allo scarso stimolo della fame, alla scarsa tolleranza gastrica ed intestinale.

Anche idratarsi in modo corretto per alcuni può essere difficile. Ricordiamoci che quando percepiamo la sete il nostro corpo è già disidratato, è quindi necessario sforzarsi di bere anche se non abbiamo sete. Non percepire la fame e la sete non è un vantaggio, anzi! Ci espone al rischio di posticipare troppo i rifornimenti di energia e incappare in una crisi di fame o farci bere quando ormai siamo già secchi come un baccalà, la performance sicuramente ne risentirà. È fondamentale quindi organizzare bene la nostra uscita per non farci trovare impreparati: dobbiamo avere ben chiaro in mente quanto pedaleremo, che tipo di percorso ci aspetta e che temperatura ci sarà così da pianificare un adeguato rifornimento idro-energetico ed eventualmente salino.

È dimostrato in letteratura che, per le attività di endurance, ingerire carboidrati di facile digeribilità ed assorbimento durante l'esercizio favorisce il risparmio del glicogeno muscolare e allunga il tempo di buona performance. È bene sapere che il rifornimento in gara non induce una resintesi speedy di glicogeno muscolare né evita del tutto l'insorgere della fatica, bensì favorisce il risparmio del glicogeno già immagazzinato nelle cellule muscolari e ritarda l'arrivo della fatica, consentendo all'atleta di disporre di un'ulteriore scorta energetica da usare nelle fasi finali o per accelerazioni tattiche lungo il percorso.

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Quanto-quando-come

Ricordiamoci sempre che è praticamente impossibile fornire delle indicazioni univoche che siano adeguate per tutti, l'unico modo che abbiamo per capire come ottimizzare la nostra performance in sella è capire i meccanismi di base e provarli su di noi. Questo è fondamentale per adeguare a noi stessi la "prescrizione" del quanto, quando e come. In linea generale si considera che il limite massimo di carboidrati che il nostro organismo riesce ad utilizzare è di 1g/min e si consiglia di assumere 30-60g di carboidrati per ogni ora di lavoro.

In temperature fresche e miti, quando la sudorazione e la perdita di liquidi e sali è controllata, è possibile tradurre questo rifornimento in cibi solidi da consumarsi ogni 30-45 minuti; cibi che apportino una quota di 30-60g di carboidrati prevalentemente complessi, poveri di grassi e di fibre. Questi cibi devono necessariamente essere, oltre che facili da maneggiare-masticare-umettare-deglutire, facili da digerire. Per favorire il processo digestivo è sicuramente utile associare un po' di acqua.

In condizioni climatiche calde, quando oltre a rifornirci di energia dobbiamo sopperire alle forti perdite di liquidi e sodio, è utile preparare una bevanda glucidica al 5-7% e sorseggiarne 100-150ml ogni 10-15 minuti; a questa bevanda è necessario aggiungere anche un pizzico di sale (cloruro di sodio). Con una bevanda così non si riesce però a coprire lo stimato fabbisogno glucidico! È bene però non incrementare il contenuto di polvere in quanto la concentrazione sopra citata è quella che favorisce l'assorbimento di acqua a livello intestinale. Mi spiego meglio: il glucosio e il sale favoriscono l'assorbimento dell'acqua a livello intestinale, ma quando aumentiamo la concentrazione di queste sostanze la bevanda diventa ipertonica, il tempo di transito gastrico è rallentato e c'è un richiamo di acqua nel lume intestinale. Quindi in sostanza rischio di peggiorare lo stato di disidratazione e farmi venire un bel mal di pancia. Potrei abbinare ai miei 500-600ml ora di bevanda, un piccolo rifornimento glucidico.

Parlando di alimenti naturali i più classici esempi sono i famosi panini al latte con la marmellata: una porzione fornisce circa 30g di carboidrati, un mix tra complessi e semplici. Questa è la soluzione più classica che incarna tutte le caratteristiche di facile maneggevolezza, fruizione e digestione di cui sopra. Possiamo prevedere anche delle varianti in base al gusto personale, per esempio un toast con purea di frutta, delle mini gallette più un fruttino di mela cotogna, o delle mini gallette di mais con cioccolato…perché no? Anche la frutta è un ottimo supporto: soprattutto quando fa caldo, un rifornimento che incorpora sia zuccheri che acqua è manna dal cielo e può compensare la quota glucidica della bevanda. Durante un'uscita possiamo tenere con noi sempre una piccola scorta di frutta disidratata non glassata come per esempio albicocche secche, uvetta, datteri o scaglie di cocco per una marcia in più nei momenti più critici (vedi Tabella 1).

Nella mia pratica clinica ho a che fare tutti i giorni con pazienti che di fame non ne hanno proprio: per loro il cibo diventa una medicina da consumare – modulata sulle loro esigenze – in modo perentorio, frazionato nella giornata, che piaccia o meno, per raggiungere l'obiettivo desiderato del rimettersi in piedi. Ecco. Non me ne vogliano i pazienti, ma un ciclista durante un'uscita deve fare più o meno lo stesso: nonostante non senta la fame o la sete, deve programmare e assicurare i rifornimenti (nel rispetto ovviamente dei propri gusti, della tolleranza personale, dei fabbisogni e delle necessità metaboliche) evitando di ricordarsene troppo tardi quando ormai la crisi di fame, la fatica peggiorata dalla disidratazione bussano alla porta.

Oltre agli alimenti naturali, l'industria ha sviluppato delle preparazioni ad hoc per il ciclismo che ci possono aiutare tanto durante la gara, grazie alla loro praticità (anche di trasporto) e alla composizione in nutrienti studiata per le necessità specifiche. È inutile ripetere che ognuno dovrà settare la propria ricetta per la gara: anche il grado di allenamento influisce sui rifornimenti necessari, infatti atleti più allenati possono riuscire a sostenere gare lunghe solo con pochi rifornimenti. È il momento di fare un break e raccontarvi di quella volta che io e Stefania abbiamo assistito ad una conferenza sull'alimentazione vegana e il podismo in cui un runner pro ci raccontava di come riuscisse a sostenere un'intera maratona mangiando un po' di verdura cruda a colazione e succhiando dell'uvetta durante la corsa. Ecco…io ancora non me ne capacito, ma ciò dimostra come possiamo stare qui a parlare di numeri per pagine e pagine, ma poi in soldoni è l'individualità che conta.

Tabella 1 – Esempi di rifornimenti da fare in sella per porzione (sec LARN)

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Valori: da Tabelle di Composizione degli Alimenti INRAN 2000 e da etichette del prodotto

In commercio

Entrando in un qualsiasi negozio di sport è possibile ammirare la parete degli integratori, con packaging accattivanti e formati disparati. Alcuni marchi hanno scelto di indicare sulla confezione lo sport per cui il prodotto è indicato, cercando di aiutare l'acquirente nella scelta. Tra gli integratori compaiono polveri, gel, barrette, fialette, capsule, tablets, orosoluzioni…energia, potenza, forza, scatto, recupero, reintegro, supporto, controllo del peso (lasciatemi stendere un velo pietoso, per una volta), rosa…per lei!(mmm). Nella mia mente ordinata, quando ho iniziato a studiare incuriosita le composizioni nutrizionali, mi aspettavo una certa uniformità di contenuto almeno per gli ingredienti base ma non è stato proprio sempre così. Mi è capitato di paragonare integratori per il prima e per il durante e vedere la stessa composizione…paragonarne due per il durante e trovare ingredienti concettualmente troppo diversi. Come si fa al supermercato quindi, è sempre bene leggere l'etichetta del prodotto che andiamo ad acquistare per scegliere con la maggior consapevolezza possibile:

• Sto acquistando il prodotto ad hoc per l'attività che farò?
• È questo il supporto che mi serve in gara?
• Il packaging è tanto bello quanto è valido il prodotto?
• Dietro a questo marchio c'è più nome che validità di prodotto, o no?

Gli scaffali degli integratori diventano sempre più ampi, la difficoltà di scelta per i neofiti è alta.
Cerchiamo di fare un po' di ordine sui principali componenti dei prodotti del commercio percompetitivi rivolti al ciclismo.

Acqua

La semplice acqua è il primo integratore che dobbiamo considerare: essa potrà essere addizionata di carboidrati e/ o sodio, che ne favoriscono l'assorbimento intestinale, se la durata della prestazione o il clima caldo lo rendono necessario. In questo caso può essere utile mettere nella borraccia già un'acqua medio minerale, con sodio >40 mg/l così da renderla più funzionale all'attività.

Elettroliti

Gli elettroliti in considerazione sono il sodio, il magnesio, il potassio e il cloro. Le formulazioni in commercio hanno una composizione favorevole per il reintegro di queste sostanze e sulle confezioni troviamo le preziose indicazioni precise sulle quantità da sciogliere in acqua per assicurare un'osmolarità non fastidiosa per l'intestino. Questi prodotti hanno senso sulle lunghe distanze e in condizioni climatiche estreme in cui si arriva a perdere fino a 2 litri di sudore all'ora (si consideri che per 1 litro di sudore è stimabile un contenuto di sali di 1,5g); altrimenti perdono di significato. Spesso sono associati ad una quota di maltodestrine e/o destrosio per favorire il riassorbimento intestinale di acqua.

Maltodestrine

Le maltodestrine provengono dall'idrolisi enzimatica dell'amido. In base alla lunghezza della catena, le maltodestrine si comportano in modo più o mono simile al glucosio (ovvero destrosio). Si parla infatti di Destrosio Equivalenza (D.E.): maltodestrine a catena corta hanno un'elevata D.E. (destrosio =100), più la catena è lunga e più il valore di D.E. si abbassa. Le maltodestrine usate nei prodotti per sportivi hanno D.E. di circa 20. Esse hanno un Indice Glicemico più basso e assicurano un rilascio di energia più dilatato nel tempo, efficace per coprire tempi più lunghi di prestazione. Le maltodestrine sono ingredienti di gel e barrette, ma sono disponibili anche pure in polvere da sciogliere in acqua. La concentrazione consigliata di maltodestrine in acqua è di circa l'8-10% assunta in modo graduale, per esempio 200ml ogni 20 minuti: ciò favorisce l'ottima assimilazione sia idrica che glucidica. Le maltodestrine sono molto versatili grazie al loro gusto pressoché neutro e sono generalmente ben tollerate dal punto di vista gastro intestinale.

Destrosio

È più conosciuto come glucosio, il monosaccaride ad elevato indice glicemico alla base del metabolismo energetico.

Fruttosio

È un monosaccaride che segue una via metabolica un po' diversa rispetto al destrosio. È il monosaccaride con il più alto potere dolcificante. Ha un indice glicemico più basso del destrosio e più alto rispetto alle maltodestrine; può provocare facilmente del disconfort intestinale.

Isomaltulosio

È un disaccaride formato da glucosio e fruttosio come il saccarosio, ovvero il comune zucchero da cucina. A differenza di quest ultimo, nel caso dell'isomaltulosio il legame tra le due molecole è di tipo α 1-6 glicosidico (anziché α 1-4 glicosidico) che è un legame più stabile e più lento da scindere. Ciò dona all'isomaltulosio un basso indice glicemico.

BCAA

Gli aminoacidi ramificati L-leucina, L-isoleucina e L-valina vengono inseriti in integratori a base di carboidrati a differente rilascio per contrastare il catabolismo muscolare durante le uscite più lunghe e faticose.
Relativamente ai carboidrati citati, essi hanno osmolarità, tempi di svuotamento gastrico , Indice Glicemico e modalità di assorbimento intestinale differenti quindi mixarli tra di loro ne massimizza l'assorbimento e l'utilizzo. La formulazione di un prodotto con percentuali diverse di carboidrati a lento, medio o rapido rilascio determina proprio la destinazione d'uso del prodotto. Quindi davanti al mega scaffale di integratori io devo avere bene in mente di cosa ho bisogno.

Due esempi per finire

Analizziamo questi due prodotti. Entrambi sono gel e sono indicati per il durante. Alla luce di quanto detto, che differente indicazione trovate?
Gel 1
Ingredienti: Maltodestrine, acqua, fruttosio, destrosio, acidificante: acido citrico, aromi.

Gel 2
Ingredienti: Acqua, Destrosio, Fruttosio, Maltodestrine, L-Carnitina tartrato, Caffeina, Aromi, Acidificante: Ac. Citrico, Vit.C, Vit B6.
Che ne dite? Il primo prodotto pare essere a rilascio più lento e verosimilmente fornirà energia per un tempo più lungo. Il secondo prodotto pare più indicato per uno sprint finale, per una carica di energia veloce. Il rilascio di energia nel tempo possiamo immaginarlo più o meno come illustrato nella figura sottostante. Ricordiamoci sempre che è saggio testare ogni prodotto in allenamento prima che in gara, anche per sondare – oltre a quanto già sottolineato prima – l'eventualità che ci faccia aumentare la sete.

Foto durante_4

Concludendo

Il rifornimento di energia su distanze lunghe è molto importante. Prodotti naturali e prodotti industriali selezionati e testati possono aiutarci in tal senso, ottimizzando la nostra performance in sella dall'inizio alla fine.

Miranda Valtorta
Dietista

Corso di allenamento per il ciclismo

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Da qui il percorso alterna mare e campagne. Se decidete di fermarvi  tra Portorose e Pirano, famose località balneari della costa slovena, sappiate che è in atto una campagna promozionale che invita a lasciare l'auto e inforcare la bici per conoscere l'entroterra. A Portorose vengono proposti 36 percorsi a piedi o in bici per scoprire la verde Istria slovena, con i suoi colli, gli uliveti, i vigneti e le saline, tutto in stile slow tourism: si tratta di itinerari inediti lungo la costa e nell'entroterra. I percorsi toccano innanzitutto il Parco naturale delle saline di Sicciole, uno dei pochi esempi in cui si può ancora assistere –nei mesi di luglio e agosto- alla raccolta del sale con lavorazioni esclusivamente manuali. Il prodotto, che poi arriva sulle tavole e viene utilizzato anche per i programmi benessere a Portorose, è naturalmente bianco e dunque non necessita di processi chimici di sbiancatura. Durante una sosta nel parco naturale, dove il mare viene convogliato per diventare sale, è anche possibile provare a calarsi nei panni di un salinaio, affiancando per un giorno uno di questi instancabili lavoratori, per poi portare a casa parte del "raccolto".

PERCORSI DA GUSTARE

A piedi o con le due ruote si possono anche raggiungere i verdi colli Savrini, popolati da antichi villaggi, adagiati fra ulivi e viti, dalla caratteristica architettura che fa largo uso della pietra. Questi piccoli borghi sono veri gioielli, dove la cultura istriana conserva la sua autentica genuinità: sono i luoghi dove i buongustai trovano tante gostilne (trattorie) dove soddisfare il palato con la cucina tipica, di pesce o carne, innaffiata dal buon vino e dall'olio d'oliva coltivato pochi chilometri più in là. Le stesse cantine vinicole e i produttori di olio extravergine d'oliva possono fungere da punti di sosta durante il percorso, dove acquistare i prodotti "del contadino".Padna (Padena), villaggio famoso per la coltivazione della bietola e Nova Vas (Villanova) sono solo alcuni dei borghi suggestivi dell'entroterra: qui l'economia locale si è sempre retta sull'agricoltura, tanto che i saggi del paese dicono che i rispettivi campanili siano stati costruiti grazie ai proventi dalla vendita di bietola (Padna) e aglio (Nova Vas).

FESTE E CULTURA

E proprio a Nova Vas, dal 6 al 7 luglio si svolge la tradizionale Festa del Vino e dell'Aglio, due elementi della cultura locale e presenti sulle tavole di ogni giorno. Occasione perfetta per degustare i due vini più famosi, Refosco e Malvasia Istriana. La regina delle tavole è proprio quest'ultima, compagna ideale dei piatti a base di pesce, e anche particolarmente piacevole da bere fuori pasto in virtù della sua leggerezza e digeribilità. Ai vini si accompagnano specialità a base di aglio coltivato a Nova Vas, in insalate di verdure, patè da spalmare sul pane tostato, zuppe fredde a base di verdure fresche e nella maggior parte dei piatti cotti.

PIRANO

Da non perdere la visita di Pirano, antica città marinara di origine medievale: è un gioiello da scoprire, con le sue piazze e le mura, dalle quali si può godere di un panorama mozzafiato sul golfo, ritrovando tra le suggestive calli le tracce del suo ricco passato. Il dominio della Serenissima fu decisivo per lo sviluppo di Pirano, che si arricchì grazie al commercio di sale: la Repubblica di Venezia lasciò alla città un'eredità architettonica di influenza veneta visibile ancor oggi, che si mescola con l'impianto medievale in un insieme singolarmente pittoresco.

Per tutte le informazioni dettagliate sulla Parenzana visitate il sito www.parenzana.it e www.portoroz.si/it

Ludovica Casellati

16.9.17

Espositori e associazioni | MiVEG

http://www.miveg.org/espositori/

Quasi tutti gli integratori alimentari sono inutili, ma non tutti: ecco quelli che dovreste prendere – Business Insider Italia

Quasi tutti gli integratori alimentari sono inutili, ma non tutti: ecco quelli che dovreste prendere – Business Insider Italia

Quasi tutti gli integratori alimentari sono inutili, ma non tutti: ecco quelli che dovreste prendere

Ogni anno negli Stati Uniti gli integratori alimentari mandano circa 20mila persone al pronto soccorso.

Lo scorso anno, il più grande produttore di integratori al mondo, GNC Holdings Inc, si è accordato per pagare 2,25 milioni di dollari per evitare azioni penali federali per l'accusa di vendita di pillole e polveri illegali.

E la Food and Drug Administration ha ordinato ai produttori di alcuni integratori di ritirare i loro prodotti dopo che gli scienziati hanno trovato tracce di molecole illegali e potenzialmente pericolose nella loro composizione.

Tuttavia, sebbene molti integratori siano inutili, ce ne sono altri componenti che non riusciamo ad assumere in quantità sufficiente semplicemente seguendo una dieta sana.

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Ecco gli integratori che dovreste prendere – e quelli da evitare

Proteine in polvere: evitatele — mangiate piuttosto fagioli, tofu, nocciole e noci, pesce o carne

Pubblicizzati come necessari per la perdita di peso e per il mettere su muscoli, le proteine sono uno degli integratori più venduti negli Stati Uniti.

Le proteine fanno bene — aiutano a costruire i muscoli— ma la maggior parte di noi ne assumono a sufficienza mangiando. Anzi, la maggior parte di noi ne assume anche troppe. Carne, pesce fagioli, tofu, e nocciole sono ricche di proteine. Inoltre numerose aziende sono state accusate di correggere le loro polveri proteiche con additivi da quattro soldi— altra ragione per evitare la roba in polvere.

Rimedi omeopatici: evitateli — non funzionano

I sostenitori dell'omeopatia  — che consiste nel diluire un ingrediente attivo finché non ce n'è più una quantità misurabile – sostiene che i trattamenti possano fare tutto, dal far migliorare un raffreddore al calmare animali domestici ansiosi.

Ma l'omeopatia si è più volte dimostrata inefficace. Uno studio del 2005 pubblicato sulla rivista medica The Lancet ha trovato che l'approccio è stato più o meno efficace quanto un placebo.

Leggi anche: Omeopatia, basta l'economia per giustificare la vendita di prodotti inefficaci?

"Potenziatori di allenamento" o "bruciagrassi" come Jack3d o OxyElite Pro: Evitateli! Sono stati collegati a malessere e almeno a un decesso

Per anni, i produttori di questi supplementi, il cui principio attivo è Dimetilamilamina (DMAA), hanno affermato di poter aumentare la velocità, la forza e la resistenza.

Ma nel 2011, dopo che due soldati che avevano usato Jack3d sono morti, il Dipartimento americano della Difesa ha rimosso i prodotti contenenti DMAA dai negozi nelle basi americane.

(La vendita di questo prodotto in Europa è vietata ndr.)

Un capo d'accusa del 2015 contro l'azienda di Dallas USPLABS, che produce OxyElite Pro (anch'esso ritirato dalla vendita in Italia ndr), ha accusato la compagnia di sostenere falsamente che il suo prodotto fosse fatto di estratti naturali di piante. In realtà, conteneva stimolanti sintetici fatti in Cina. L'accusa ha inoltre affermato che l'uso di OxyElite ha portato a diversi danni al fegato e ad almeno un morto.

Zinco: prendetelo — è uno degli unici ingredienti che sembra accorciare i raffreddori

Lo Zinco sembra interferire con il replicarsi dei rhinovirus, i bacilli che causano il raffreddore comune.

In uno studio del 2011 che esaminava ricerche su persone che si erano ammalate di recente, i ricercatori hanno comparato quelli che avevano iniziato a prendere zinco con quelli che avevano preso solo un placebo. Quelli con lo zinco avevano raffreddori più brevi e sintomi meno gravi.

Creatina: evitatela — mangiate carne piuttosto

Tutti produciamo naturali basse quantità  di creatina, un composto che aiuta i nostri muscoli a rilasciare energia. Gli studi dimostrano che ne produciamo di più quando mangiamo carne regolarmente.

La ricerca suggerisce che l'assunzione di integratori di creatina potrebbe avere benefici moderati su specifici tipi di allenamento di breve intensità. Sembra aiutare i muscoli a produrre più adenosina trifosfato (ATP), un trasportatore chimico-energetico. Ma non sorprende che non ci siano prove che sia utile per altri tipi di esercizio che coinvolgono la resistenza o l'aerobica.

Quindi concedetevi piuttosto una cena a base di bistecca una volta ogni tanto.

Pillole per la perdita di peso come "Hydroxycut": evitatele – le loro promesse sono dubbie

Integratori per la perdita di peso come Hydroxycut affermano di poter aiutare a dimagrire con una spinta di ingredienti "pro-clinici". La formula una volta conteneva efedrina, un potente stimolante collegato a 155 morti che è stato vietato dalla US Food and Drug Administration nel 2003.

Gli ingredienti di oggi sono semplicemente caffeina e quattro estratti di erbe: alchemilla, olivo selvatico, komijn e menta selvatica. Diversi studi riportano che la caffeina può aiutare a stimolare il metabolismo e a favorire, a breve termine una moderata combustione dei grassi. Ma non esistono studi a lungo termine che dimostrano che la caffeina favorisca una perdita di peso duratura.

Antiossidanti: evitateli – un eccesso di questi è stato collegato a un aumento del rischio di alcuni tumori, e si possono piuttosto mangiare frutti di bosco

Coenzima Q10, acido lipoico, selenio, flavonoidi, polifenoli, e alcune vitamine (come la vitamina E) sono antiossidanti presenti in molti frutti – soprattutto frutti di bosco – e verdure. Alcuni sono stati pubblicizzati per la loro presunta capacità di prevenzione del cancro, mentre altri sono stati venduti con la premessa che proteggono il cervello contro la demenza.

Ma alcuni studi sostengono che quando presi in eccesso, gli antiossidanti possono in realtà essere dannosi.

Uno studio esteso e a lungo termine su donne fumatrici ha scoperto che quelle che prendevano regolarmente vitamina A avevano più probabilità di contrarre il cancro ai polmoni di quelle che non la prendevano. In uno studio pubblicato a marzo 2017, 7.500 uomini sono stati divisi in due gruppi e gli è stato dato la vitamina E, il selenio, o entrambi, oppure un placebo per 5 anni. I risultati suggeriscono che la prevalenza della demenza non differiva significativamente tra nessuno dei gruppi.  Una revisione di studi del 2007 su diversi tipi di integratori antiossidanti dice così: "Il trattamento con beta-carotene, vitamina A e vitamina E potrebbe aumentare la mortalità".

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Acido folico: Prendetelo se siete incinte o volete rimanere incinte

I nostri corpi usano l'acido folico per produrre nuove cellule. Il National Institutes of Health raccomanda che le donne che sono al momento in stato di gravidanza o che vogliono rimanere incinte prendano 400 microgrammi di acido folico al giorno, dal momento che i loro corpi richiedono più di questa sostanza nutriente mentre portano in grembo un feto in crescita.

Diversi studi estesi hanno collegato anche l'assunzione di acido folico prima e durante la gravidanza ad una diminuzione del tasso di difetti del tubo neurale, che sono difetti gravi e potenzialmente letali del cervello, della colonna vertebrale, o del midollo spinale del bambino.

Estratto di caffè verde: evitatelo — l'unico studio di backup è stato ritirato

"Si potrebbe pensare che la magia è un trucco, ma questo piccolo fagiolo ha portato gli scienziati a sostenere di aver trovato la cura magica per una perdita di peso per ogni tipo di corpo", ha detto il Dr. Oz dell'estratto di caffè verde nel suo show nel 2012.  Purtroppo, c'era un solo studio a confermare le presunte capacità di perdita di peso del caffè verde, ed era stato finanziato dal produttore dell'estratto. Lo studio è stato ritirato pochi mesi dopo.

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Estratto di tè verde: provatelo – è stato collegato ad alcuni benefici per la salute, ed è generalmente considerato sicuro

Una serie di studi preliminari della Mayo Clinic condotti nel 2010 ha mostrato quanto sia promettente l'uso potenziale di un componente chimico del tè verde (epigallocatechina gallato) nel ridurre il numero di cellule tumorali nei pazienti con leucemia linfocitica cronica. La ricerca sul consumo di tè verde in persone con altre forme di cancro è tuttavia troppo limitata per poter dire se è utile.

La fermentazione e bere tè verde sono i modi più semplice per assumere l'estratto, ma viene anche aggiunto agli alimenti come lo yogurt e altre bevande, o è disponibile in forma di pillola.

Pillole di olio di pesce: evitatele – si può mangiare il salmone

E' stato sostenuto che i grassi omega-3 dell'olio di pesce possono aumentare le funzioni cerebrali. Ma la conferma scientifica non è molto forte.

Una recensione di tre grandi studi del 2012 ha scoperto che le persone anziane che hanno preso integratori di omega-3 in qualsiasi intervallo compreso tra i cinque mesi e i tre anni non hanno visto un miglioramento della memoria o delle capacità verbali.  "La prova diretta sugli effetti degli omega-3 … sull'incidenza sulla demenza incidente è carente", hanno scritto gli autori.

Ginseng: Evitatelo – secondo gli scienziati sono necessarie ulteriori ricerche per dimostrare che è sicuro

Uno studio del 2010 su circa 300 pazienti affetti da cancro presso la Mayo Clinic ha trovato che quelli a cui venivano dati 1.000 o 2.000 mg di ginseng al giorno sostenevano di sentirsi più carichi di energia rispetto a coloro che avevano preso un placebo. Altre ricerche suggeriscono che il ginseng può aiutare ad alleviare la stanchezza moderata in persone sane.

Ma sono necessari ulteriori studi sulla sua sicurezza a lungo termine.

Gingko biloba: Evitatelo – gli studi non dimostrano che aiuta

Ginkgo biloba, che viene dall'albero di capelvenere, è uno dei prodotti più venduti negli Stati Uniti per la perdita di memoria e viene spesso commercializzato come un "amplificatore del cervello".  Ma le prove non sono coerenti. Un piccolo studio del 2006 ha trovato che ginkgo è risultato efficace quanto il farmaco donepezil nello stimolare l'attenzione e la memoria nelle persone con lieve o moderata malattia di Alzheimer. Ma uno studio esteso del 2008 su persone sane più anziane non ha trovato alcuna prova del fatto che il ginkgo aiuti a prevenire la demenza, compreso il morbo di Alzheimer. Neanche un studio di follow-up del 2009 ha trovato alcuna prova che il gingko rallentasse il declino cognitivo o la perdita di memoria.